Bocciato dal Segretario di Stato Usa il compromesso proposto da alcuni rappresentanti europei: no alle due foto con e senza il ministro russo
Siamo in un "momento cruciale" della storia, nel quale è necessario "fare delle scelte" di fronte alle "minacce all'ordine economico". Così il Segretario di Stato Usa Marco Rubio in apertura della riunione del G20 a livello di ministri degli Esteri ad Atlanta. "Ci troviamo in un momento critico, lo definirei un momento di scelta, e non solo per gli Stati Uniti, ma anche per il mondo", ha continuato Rubio, secondo il quale "stiamo affrontando una serie di crisi economiche e geopolitiche interconnesse, molte delle quali rappresentano gravi minacce alle fondamenta dell'ordine economico globale, nuove perturbazioni e tensioni per le forniture globali di energia e cibo". Per il capo della diplomazia Usa, in questo contesto è comunque possibile "ottenere risultati significativi per i nostri cittadini".
Intanto, però, diversi diplomatici europei si sono rifiutati di posare accanto al ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov per la foto di gruppo al termine del vertice, costringendo il Segretario di Stato americano ad annullarla. A spiegarlo è stato il vice premier e ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski. "Non sono stato l'unico a non voler fare una foto con Lavrov", ha dichiarato ai giornalisti a margine del G20 spiegando la cancellazione della tradizionale 'foto di famiglia'. Con l'occasione, Sikorski ha detto di voler mandare un messaggio a Lavrov: "E' ora di porre fine a questa sanguinosa guerra".
Alcuni rappresentanti europei avevano in realtà proposto un compromesso. Ovvero di scattare due foto, una con Lavrov e l'altra senza. Rubio ha invece deciso di annullare completamente la foto. I nomi dei diplomatici che hanno protestato non sono stati resi noti.
"I più imbarazzanti della storia", il commento della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova alla polemica sulla foto. Nel mirino anche il ministro tedesco degli Esteri Johann Wadephul, tra chi si è rifiutato di partecipare allo scatto di gruppo. "I media occidentali hanno già iniziato a prendere in giro Wadephul, che aveva paura di essere fotografato con Sergei Lavrov, e a pubblicare foto simili. A che livello di bassezza è sprofondata la diplomazia occidentale?", ha scritto Zakharova su Telegram. Su Sikorski, invece, la portavoce ha detto che le sue critiche a Lavrov vengono "dal ministro degli Esteri di un Paese che non fa parte del G20 e che occupa il posto di qualcun altro in questa riunione: quello del Sudafrica. E' difficile ricordare un momento più imbarazzante nella storia".
Lavrov è ad Atlanta per chiedere la revoca delle sanzioni contro Mosca, ha spiegato il ministero degli Esteri russo. Nel corso dei suoi interventi tra oggi e domani, Lavrov si opporrà alla politica "distruttiva" di "alcune potenze" che utilizzano "armi economiche", come "le sanzioni, le guerre commerciali e l’interruzione delle catene di approvvigionamento", contro i propri avversari, ha riferito il ministero degli Esteri russo. "Ribadiremo la nostra convinzione che la prosperità dei popoli possa essere garantita soltanto se l’economia mondiale rimane aperta. Ciò implica la lotta contro la concorrenza sleale e contro le pratiche neocoloniali ampiamente utilizzate dall’Occidente", si legge in una nota del ministero. Il ministero aggiunge che i preparativi per la visita di Lavrov negli Stati Uniti non si sono svolti "senza intoppi". "Purtroppo, la parte russa si è trovata ancora una volta ad affrontare ostacoli burocratici da parte americana, nonché difficoltà legate agli accrediti e all’ottenimento dei visti", ha sottolineato il ministero degli Esteri russo.
Il ministero degli Esteri russo ha chiesto di proseguire un "lavoro costante" per eliminare le "restrizioni" relative all’ingresso dei diplomatici russi negli Stati Uniti, al fine di garantire "il successo dell’evento". Questo mese, il presidente statunitense Donald Trump ha raggiunto un accordo con il suo omologo russo Vladimir Putin per allentare le sanzioni contro Mosca in cambio dell’immissione sul mercato mondiale di gasolio russo. La misura, adottata con l’obiettivo di ridurre i prezzi dei carburanti per i consumatori americani prima delle elezioni legislative di metà mandato del 3 novembre, ha suscitato forti critiche da parte dell’Ucraina e dei suoi alleati.
Martedì, Mosca ha annunciato che tre petroliere cariche di gasolio russo erano dirette verso gli Stati Uniti e che una quarta sarebbe salpata mercoledì. Il 14 e il 15 dicembre si svolgerà poi il vertice del G20 a Miami.