Giappone, semiconduttori e data center: così evolve la strategia per l'Indo-Pacifico

Giappone - semiconduttori e data center - (c) AFP=Jiji
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06 novembre 2026 | 13.29
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A dieci anni dal lancio della strategia per un Indo-Pacifico libero e aperto, il Giappone punta a rafforzare la cooperazione con i Paesi del Sud-est asiatico attraverso investimenti tecnologici, sviluppo delle competenze e formazione di personale specializzato. L'obiettivo è contribuire alla crescita economica e alla prosperità condivisa della regione, consolidando al tempo stesso le relazioni tra Tokyo e i partner asiatici.

Presentata nell'agosto 2016 dall'allora premier giapponese Shinzo Abe, in occasione della Conferenza internazionale di Tokyo sullo sviluppo dell'Africa (Ticad VI) a Nairobi, la strategia Free and Open Indo-Pacific (Foip) si fonda sui principi di libertà, apertura, inclusività, diversità e rispetto dello Stato di diritto. Nel corso degli anni, l'iniziativa si è evoluta, ponendo maggiore attenzione alla collaborazione con i partner regionali, a partire dall'Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean).

Uno dei settori centrali della cooperazione è quello delle tecnologie digitali e dei semiconduttori. Il Sud-est asiatico sta infatti acquisendo un ruolo crescente nelle filiere globali dell'intelligenza artificiale e dei chip, anche in risposta alla necessità delle aziende internazionali di diversificare le catene di approvvigionamento e ridurre la dipendenza dalla Cina.

Un esempio è lo Stato malese di Johor, al confine con Singapore, diventato un importante polo per i data center grazie alla disponibilità di terreni, ai costi energetici più contenuti e agli investimenti internazionali. Tra le aziende presenti figura Ntt Data, che sta sviluppando un campus di data center con una capacità energetica prevista di 290 megawatt. Il primo edificio dovrebbe entrare in funzione nell'aprile 2027. Il progetto prevede anche l'impiego di tecnologie di raffreddamento a liquido per rispondere alle crescenti esigenze dei sistemi di intelligenza artificiale.

Un altro fronte è quello della formazione nel settore dei semiconduttori in Vietnam, dove il governo punta a preparare 50mila professionisti entro il 2030. Il Giappone sostiene questo obiettivo attraverso la Vietnam Japan University, che nell'ottobre 2025 ha avviato un programma dedicato alla formazione di specialisti del settore. Il primo corso ha coinvolto 106 studenti, mentre il secondo ne ha accolti 107.

La cooperazione punta a rafforzare le competenze locali e a favorire lo sviluppo di un ecosistema industriale dei semiconduttori in Vietnam, anche attraverso la collaborazione con le aziende internazionali presenti nel Paese e la creazione di opportunità professionali in Giappone e nel resto della regione.

La strategia giapponese mira così ad affiancare alla cooperazione economica e tecnologica lo sviluppo di reti di formazione e relazioni tra le persone, considerate un elemento fondamentale per costruire legami duraturi tra il Giappone e i Paesi del Sud-est asiatico.

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