Putin: "Leader europei isterici porcellini, se Kiev non cede territori li prenderemo con la forza"

Usa in pressing su Mosca: verso nuove sanzioni. Il Cremlino minaccia: "Relazioni a rischio". Notte di attacchi e droni: Kiev colpisce una raffineria di petrolio a Krasnodar. Esplosioni anche nella capitale. L'Ue accelera per l'intesa sull'uso degli asset russi

Vladimir Putin
Vladimir Putin
17 dicembre 2025 | 08.14
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I politici in Europa stanno alzando il "livello di isteria" e "alimentando timori" sull'inevitabilità di uno scontro con la Russia. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin definendo "sciocchezze" le ipotesi di uno scontro con la Russia. "In Europa, alla gente viene inculcata la paura di un inevitabile scontro con la Russia, come se dovessero prepararsi a una guerra di vasta portata - ha denunciato - Diverse figure che presumibilmente ricoprivano o ricoprono ancora posizioni di responsabilità sembrano aver semplicemente dimenticato le loro responsabilità. Sono guidate da interessi politici a breve termine, personali o di gruppo, ma non dagli interessi del loro popolo, e stanno aumentando sempre di più il livello di isteria. L'ho detto molte volte: questa è una bugia, una sciocchezza, semplicemente una sciocchezza".

Putin ha attaccato i leader europei definendoli "porcellini". In una riunione con i funzionari del ministero della Difesa russo a Mosca, il leader del Cremlino ha detto che "i porcellini europei si sono immediatamente accodati alla precedente amministrazione americana, sperando di trarre profitto dal crollo del nostro Paese".

"La Russia spera in un dialogo con l'Europa, ma è improbabile che ciò avvenga con le attuali élite politiche'', ha dichiarato ancora Putin, che ha accusato anche i Paesi che fanno parte della Nato di aver schierato nuovi tipi di armi e di aver rafforzato le forze offensive. "I Paesi della Nato stanno attivamente rafforzando e modernizzando le loro forze offensive, creando e dispiegando nuovi tipi di armi, anche nello spazio", ha detto.

"Gli obiettivi dell'operazione militare speciale saranno certamente raggiunti", ha ribadito Putin parlando nel corso di una riunione al ministero della Difesa. "Preferiremmo farlo e affrontare le cause profonde del conflitto attraverso la diplomazia, ma se il Paese avversario e i suoi alleati stranieri rifiutassero di impegnarsi in discussioni sostanziali, la Russia otterrà la liberazione dei suoi territori storici con mezzi militari", ha affermato.

"Le nostre truppe stanno avanzando con sicurezza e annientano il nemico, i suoi gruppi e le sue riserve, comprese le cosiddette unità d'élite". E secondo il presidente russo, le forze di Mosca stano anche annientando "unità addestrate nei centri militari occidentali e dotate di moderne tecnologie e armi straniere".

Il leader del Cremlino ha quindi sottolineato che la Russia "accoglie con favore i progressi compiuti nel nostro dialogo con la nuova amministrazione americana" guidata dal presidente Donald Trump. E Mosca sostiene la cooperazione con i Paesi europei e la formazione di un sistema di sicurezza unificato in tutta la regione eurasiatica, ma la maggior parte dei paesi europei, a differenza degli Stati Uniti, non è impegnata nel dialogo.

Putin ha voluto "elogiare i nostri compagni d'armi nordcoreani'' che ''per decisione di Kim Jong-un sono stati inviati a partecipare alla liberazione della regione di Kursk''. I militari nordcoreani ''fianco a fianco con i soldati russi hanno combattuto il nemico con coraggio e valore. Hanno preso parte all'opera su larga scala ed estremamente complessa di sminamento del territorio liberato di Kursk".

Usa verso nuove sanzioni

Gli Stati Uniti, stanno preparando un nuovo round di sanzioni contro il settore energetico russo per accrescere la pressione su Mosca nel caso in cui il presidente Vladimir Putin dovesse respingere l'accordo per la fine della guerra in Ucraina. Lo scrive Bloomberg, citando fonti vicine al dossier, secondo cui gli Stati Uniti starebbero considerando le ipotesi di sanzionare le navi della cosiddetta flotta ombra russa che trasportano il petrolio e i traders che facilitano le transazioni.

Le nuove sanzioni, secondo quanto ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, ''danneggerebbero le relazioni'' tra i due Paesi. ''È ovvio, qualsiasi sanzione danneggia il rafforzamento delle relazioni'', ha detto ai giornalisti.

Droni Kiev colpiscono raffineria di petrolio russa

Intanto è stata una nuova notte di attacchi incrociati tra Ucraina e Russia. quella tra il 16 e 17 dicembre 2025. Un serie di esplosioni si sono verificate nella notte in una raffineria di petrolio nella città russa di Slavyansk-on-Kuban, durante un attacco di droni ucraini. Lo riportano i media locali. Il canale di notizie Telegram Exilenova Plus ha pubblicato un video girato dai residenti che mostra la raffineria di petrolio locale in fiamme. Slavyansk-na-Kuban si trova nel Territorio di Krasnodar, nella Russia meridionale , vicino al Mar d'Azov e al Mar Nero.

Stamattina, il Quartier Generale Operativo del Territorio di Krasnodar ha riferito che l'attacco ha danneggiato due linee elettriche ad alta tensione, causando blackout per oltre 38.000 persone. Secondo quanto riferito dalle autorità, due persone sono rimaste ferite a causa della caduta dei detriti. Il Ministero della Difesa russo ha affermato che 31 droni ucraini sono stati abbattuti durante la notte nel territorio di Krasnodar.

Attacco con droni su Kiev

Esplosioni sono state segnalate a Kiev durante un attacco di droni russi sulla capitale ucraina. Al momento dell'attacco, il sindaco di Kiev Vitalii Klitschko ha riferito che nel distretto di Obolonskyi erano operative le difese aeree.

La Russia colpisce regolarmente le città dell'Ucraina , prendendo di mira infrastrutture critiche mentre continua a portare avanti la sua guerra nonostante gli sforzi degli Stati Uniti per mediare la fine delle ostilità.

Il punto sui negoziati

Sul fronte dei negoziati, all’indomani del vertice di Berlino che aveva riacceso le speranze di un negoziato, da Mosca arriva una nuova doccia fredda: no alla tregua natalizia, no alla presenza di truppe Nato in Ucraina e no a qualsiasi compromesso sul Donbass. Zelensky, però, rilancia: le proposte elaborate con Washington saranno pronte entro pochi giorni e gli Stati Uniti le sottoporranno poi al Cremlino.

Intanto l’Unione europea accelera sull’intesa per l’utilizzo degli asset russi in vista del summit di giovedì, mentre l’Italia mantiene una linea prudente. Oggi la premier Meloni riferisce in Parlamento in preparazione del Consiglio europeo.

Merz: "Forza di pace agirebbe contro incursioni ed attacchi russi"

In base alle garanzie fornite dagli Stati Uniti e dall'Europa all'Ucraina, la forza multinazionale di pace che interverrebbe dopo la cessazione delle ostilità potrebbe in determinate circostanze essere chiamata a respingere le forze russe. A dichiararlo è stato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, nel corso di un'intervista alla Zdf, sottolineando che si tratta di una prospettiva lontana. "Garantiremmo una zona smilitarizzata tra le parti in conflitto e, per essere molto precisi, agiremmo anche contro le incursioni e gli attacchi russi corrispondenti", ha affermato, puntualizzando: "Non siamo ancora a quel punto". "Il fatto che gli americani abbiano assunto un impegno del genere, ovvero proteggere l'Ucraina in caso di cessate il fuoco come se fosse territorio della Nato, penso che sia una nuova posizione, notevole per gli Stati Uniti d'America", ha dichiarato Merz.

Von der Leyen: "Prendere decisione finanziamento a Consiglio"

Sarà necessario decidere sul finanziamento dell'Ucraina per i prossimi due anni al Consiglio europeo che prende il via domani. Lo afferma la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo intervento al Parlamento europeo alla vigilia della riunione decisiva, ricordando di aver proposto due opzioni diverse, "una basata sugli asset e una basata sul debito Ue. E dovremo decidere quale strada vogliamo prendere, quale percorso vogliamo seguire. Ma una cosa è molto, molto chiara: dobbiamo prendere la decisione di finanziare l'Ucraina per i prossimi due anni in questo Consiglio", asserisce.

La decisione si colloca nel contesto della spinta a rendere l'Ue più forte e indipendente, ambito in cui il blocco "ha fatto più nello scorso anno rispetto all'ultimo decennio" ma serve fare di più, sostiene von der Leyen. "Dobbiamo andare oltre, e dobbiamo muoverci rapidamente, che si tratti della nostra sicurezza, della nostra economia, della nostra democrazia", specie nell'ambito della difesa e della sicurezza. "E non c'è atto più importante di difesa europea che sostenere la difesa dell'Ucraina", sottolinea la leader Ue, ricordando che i negoziati al Consiglio "saranno un passo cruciale per garantire questo".

Orban: "Ungheria non tenuta a rispetto cooperazione con Ue su asset russi congelati"

L'Ungheria sta abbandonando il principio di leale cooperazione con l'Unione Europea perché l'Ue è stata la prima a violarlo con i beni russi congelati in Occidente. Lo ha detto il primo ministro ungherese Viktor Orban ai giornalisti. "L'Ungheria ha aderito al principio di leale cooperazione in merito ai beni russi congelati. In risposta, l'Ue ha privato l'Ungheria dei suoi diritti. Credo che da questo momento in poi l'Ungheria non sia tenuta a rispettare il principio di leale cooperazione se la controparte lo ha respinto, come è chiaramente accaduto", ha dichiarato Orbán parlando con i giornalisti a bordo dell'aereo diretto alla capitale belga. Il capo del governo ha pubblicato un video della conversazione sulla sua pagina sulla piattaforma social X.

Orbán ritiene che i leader dell'Ue abbiano violato il diritto comunitario proponendo di prendere decisioni sulle attività finanziarie russe non per consenso, ma a maggioranza qualificata. "Ciò viola il principio di leale cooperazione nelle discussioni sulle sanzioni e crea un precedente pericoloso", ha affermato il primo ministro. A suo avviso, "questo caso avrà conseguenze di vasta portata". Il 12 dicembre, il Consiglio dell'Unione Europea ha deciso di bloccare a tempo indeterminato i beni sovrani della Russia. La Commissione Europea spera di ottenere, al vertice del 18-19 dicembre, una decisione per espropriare 210 miliardi di euro di beni russi, inclusi 185 miliardi di euro congelati presso la piattaforma Euroclear in Belgio.

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