Strage Crans-Montana, in Italia le salme di 5 ragazzi morti nell'incendio. Identificati tutti i 116 feriti

Un volo di Stato ha accompagnato i feretri delle giovanissime vittime, tutte tra i 15 e i 17 anni. Tajani: "Tragedia incommensurabile, vicini a nostri compatrioti"

**Svizzera: Meloni invita Mattarella, maggioranza e opposizione a messa per vittime**

Arrivo delle salme dei ragazzi morti nell'incendio di Crans-Montana - (Ipa)
Arrivo delle salme dei ragazzi morti nell'incendio di Crans-Montana - (Ipa)
05 gennaio 2026 | 07.14
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Sono in Italia le salme di Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo e Riccardo Minghetti, cinque dei sei ragazzi italiani morti nell'incendio di Crans-Montana a Capodanno. Procura e polizia svizzera fanno intanto il punto sulle indagini. Tutte le 40 vittime della strage di Capodanno, hanno spiegato le autorità, sono state identificate e così tutti i 116 feriti.

Secondo quanto anticipato dal Messaggero e confermato all'Adnkronos da diverse fonti parlamentari, Giorgia Meloni ha invitato, per il pomeriggio di venerdì 9 gennaio, il presidente della Repubblica, i leader della maggioranza e dell'opposizione a una messa per commemorare i sei ragazzi che hanno perso la vita nell'incendio in Svizzera.

La presidente del Consiglio, secondo quanto si apprende, avrebbe invitato i leader dei partiti attraverso un sms informale, mentre per Sergio Mattarella l'invito per recarsi alla Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, nel cuore di Roma, sarebbe arrivato per vie ufficiali. "Un momento di cordoglio unificante di fronte alla tragedia e al dolore delle famiglie", sarebbe un passaggio dell'sms inviato dal sottosegretario Alfredo Mantovano ai leader dell'opposizione. Invitati anche i presidenti di Camera e Senato, i ministri e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

L'arrivo delle salme dei ragazzi italiani

Il C-130 dell'Aeronautica militare, partito da Sion, è atterrato prima a Linate dove le famiglie dei giovani e le autorità hanno accolto le salme di Barosi, Tamburi, Galeppini e Costanzo; poi all'aeroporto romano di Ciampino con a bordo la salma di Riccardo Minghetti, accolta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi.

E' "una tragedia incommensurabile che ci ha colpito non solo come istituzioni, ma anche come genitori e nonni'' e che ''ha colpito la nostra comunità all'inizio dell'anno, con tanti ragazzi morti e feriti'', ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in collegamento telefonico con 'Italia Europa' sul Tg2 al momento dell'arrivo delle salme a Linate. ''Abbiamo fatto tutto il possibile per stare vicino ai nostri compatrioti'', ha aggiunto il titolare della Farnesina.

Quanto ai feriti, "alcuni sono in condizione seria, speriamo che tutti quanti possano essere curati nel modo migliore, adesso sono tutti in Italia, al Niguarda e a Torino, garantiremo loro tutte le cure possibili, faremo tutto il possibile affinché questi giovani possano tornare a vivere in maniera normale, certamente sarà un percorso lungo per curare i gradi ustionati, lo sappiamo bene, però sono certamente in buone mani perché la nostra medicina da questo punto di vista è all'altezza della situazione". "Faremo di tutto e faranno di tutto per curare questi ragazzi che sono vittime innocenti di una tragedia per la quale bisogna accertare anche le responsabilità", conclude.

''Il Senato si stringe con affetto e commozione alle famiglie colpite dalla tragedia di Crans-Montana. Il loro dolore unisce l’Italia in un unico sentimento di sincero cordoglio e profonda vicinanza'', scrive sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa, postando alcune immagini dell'arrivo delle salme delle giovani vittime all'aeroporto di Milano Linate.

Chi sono le sei vittime dai 15 ai 17 anni

Le vittime italiane accertate del rogo a Le Constellation sono i 16enni Chiara Costanzo, Giovanni Tamburi, Achille Barosi e il golfista 17enne di Genova Emanuele Galeppini, Sofia Prosperi di 15 anni e Riccardo Minghetti di 16. Si tratta di un bilancio "definitivo" rispetto alle vittime italiane, ha spiegato l'ambasciatore italiano Cornado.

Le camere ardenti

La salma del giovane Emanuele Galeppini è stata benedetta da monsignor Marco Tasca, arcivescovo di Genova. Il feretro, giunto dall'aeroporto di Linate a bordo di un'autofunebre di Asef del Comune di Genova, è stato posizionato presso una sala limitrofa al chiostro della chiesa dei Frati Cappuccini interna all'ospedale San Martino, dove è stata allestita la camera ardente. Alla cerimonia hanno assistito le massime autorità cittadine: il presidente della Regione Liguria Marco Bucci con gli assessori Massimo Nicolò e Giacomo Giampedrone, la prefetta Cinzia Maria Torraco, la sindaca di Genova Silvia Salis, i vertici dell"ospedale San Martino e di Asef. Corone di fiori (rose bianche e rosse) del Comune di Genova e della Regione Liguria e un cuscino del Genoa addobbano la camera ardente. Un corteo della polizia locale di Genova ha accompagnato l'autofunebre sulle strade cittadine.

La camera ardente resterà aperta al pubblico oggi fino alle 20, domani e mercoledì dalle 8 alle 20. Le esequie saranno celebrate giovedì, per quanto luogo e orario debbano ancora essere stabiliti.

emanuele galeppini camera ardente

A Milano le camere ardenti di Achille Barosi e Chiara Costanzo: nel giorno dei loro funerali il sindaco Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino come segno di cordoglio e partecipazione della comunità al dolore per la tragedia di Crans-Montana.

La camera ardente per Achille Barosi è stata aperta oggi pomeriggio alla basilica di Sant’Ambrogio a Milano, dove il 7 gennaio alle 11 si terranno i funerali. Scocca una campana, parenti e amici del ragazzo si stringono in un ultimo saluto per ricordare il ragazzo che sognava di fare l'architetto e che invece ha trovato la morte la notte di Capodanno: era riuscito a mettersi in salvo dalle fiamme ma aveva deciso di rientrare nel locale, non perché avesse dimenticato la giacca o il cellulare, ma per un estremo atto di generosità: aiutare la sua amica, che era rimasta indietro, in un locale che intanto prendeva fuoco. Una compagna di scuola dice: "Siamo tutti un po’ distrutti. Di lui ho molti ricordi perché eravamo un gruppo unito per i primi due anni di liceo, era sempre solare e portava un sorriso per tutti. Ho tanti ricordi di lui, troppi", racconta commossa.

Tra lacrime e preghiere, non manca una richiesta di giustizia per quanto avvenuto. "Sono scioccata, mi auguro che i responsabili paghino", dice la mamma di un conoscente di Achille Barosi e Chiara Costanzo. "Non si possono mandare centinaia di ragazzi in un locale senza uscita di sicurezza. Serve che sia fatta giustizia". Da mamma Laura, la madre di Achille Barosi, arriva un grazie alle istituzioni italiane: "Sono orgogliosa di essere italiana, voi dovete essere orgogliosi di esserlo. Grazie per tutto quello che hanno fatto".

La camera ardente di Chiara Costanzo invece è nella cappella del collegio San Carlo fino al 6 gennaio. I funerali verranno celebrati mercoledì 7 gennaio alle 14:45 nella basilica di Santa Maria, vicino il collegio. A officiare le esequie sarà monsignor Torriani.

Anche a Bologna è stato proclamato il lutto cittadino nella giornata di mercoledì 7 gennaio, in occasione dei funerali di Giovanni Tamburi, "per esprimere in modo condiviso il profondo dolore della comunità bolognese verso la tragica scomparsa di Giovanni e in ricordo di tutte le vittime della strage di Crans-Montana in Svizzera", si legge in una nota del Comune.

“La giornata del 7 gennaio sia un giorno di lutto e di vicinanza ai familiari, ai compagni e alle compagne di Giovanni. Un momento di riflessione e impegno comune per non dimenticarci di questo tragico avvenimento”, le parole di Lepore affidate alla nota. Per l’intera giornata di mercoledì 7 gennaio, la bandiera comunale sarà esposta listata a lutto sugli edifici pubblici. Il “Sindaco invita inoltre”, si legge ancora, “cittadine, cittadini e le organizzazioni sociali, culturali e produttive della città a esprimere, nelle forme ritenute più opportune, il cordoglio dei bolognesi e la vicinanza dell’intera città ai familiari di Giovanni Tamburi” e “a rispettare un minuto di silenzio in concomitanza con la celebrazione delle esequie”. Il Comune rinnova "il proprio cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia e a tutte le persone colpite da questa perdita, condividendo e accogliendo il sentimento di tante e tanti cittadini che hanno manifestato il desiderio di rendere omaggio a Giovanni Tamburi e di stringersi attorno ai suoi familiari in questo momento di grande dolore".

Carla Masiello, la madre di Giovanni Tamburi, intervenendo telefonicamente alla trasmissione televisiva di Mediaset, 'Zona bianca', ha voluto rinraziare "tutti quelli che mi sono stati vicini e ringrazio tantissimo Giorgia Meloni. Mi è stata vicina personalmente, dandomi tutto il suo appoggio come se fossi stata sua sorella: da mamma a mamma da cuore a cuore. Abbiamo una grande presidente, questo per favore ditelo".

Gli italiani coinvolti

"Sono 20 gli italiani, 14 feriti e 6 deceduti, rimasti coinvolti nell'incendio a Crains Montana. Un italiano è ancora ricoverato in Svizzera a Zurigo ma le sue condizioni cliniche non consentono al momento il trasferimento in Italia", ha detto il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano nel corso della conferenza stampa per fare il punto sul coordinamento delle attività del Servizio nazionale della protezione civile legate alla tragedia di Crans Montana. “La partita dei trasferimenti” dei feriti di Crans Montana dalla Svizzera “non è conclusa perché il Paese ha dato disponibilità a trasferire in Italia cittadini stranieri che necessitano di cure e anche a trasferire cittadini non italiani verso i paesi di provenienza”, ha affermato.

“La Svizzera - ha aggiunto - è un Paese che è abituato a essere molto preciso sulle procedure, ha dei protocolli rigidi anche durante le emergenze, però non è abituata a gestire l’imprevisto e quindi la presenza italiana ha facilitato senza dubbio le procedure da accelerare, sotto tutti gli aspetti”.

A Niguarda 11 ricoverati, 6 in condizioni serie

La situazione per i feriti nell'incendio di Crans Montana attualmente ricoverati all'ospedale di Niguarda di Milano è di "6 pazienti critici ricoverati in terapia intensiva e 5 nel Centro grandi ustioni. Dei 6 ricoverati in terapia intensiva, 3 sono in condizioni particolarmente critiche. Nelle prossime settimane avremo una vera e propria battaglia per questi pazienti, dovremo andare verso ulteriori interventi chirurgici. Ne abbiamo già fatti tanti. Ne abbiamo operati seiimmediatamente, due dopo e due sono attualmente in camera operatoria". A spiegarlo è Giampaolo Casella, direttore di Anestesia e rianimazione, ospedale Niguarda di Milano. "Il problema - sottolinea - è che le ustioni sono molto, molto estese. In tutti i nostri pazienti che provengono da Crans Montana abbiamo purtroppo anche un danno da inalazione di fumi velenosi. E quindi avremo complicanze attese. Una situazione clinica estremamente seria".

Tra gli italiani feriti si confermano 11, ad oggi, i pazienti accolti all'ospedale Niguarda di Milano. Quasi tutti hanno tra i 15 e i 16 anni, fatta eccezione per una donna di 29 anni e una donna di 55. Secondo quanto spiegano dal nosocomio milanese, l'estensione delle loro ustioni (di II e III grado) varia dal 10% a oltre il 50%, coinvolge arti, dorso e volto, e per diversi di loro sono presenti danni importanti a livello polmonare causati dalle inalazioni, che richiedono un'assistenza meccanica alla respirazione.

L'ambasciatore Cornado: "Nostro impegno accertare verità per famiglie vittime"

"Questa mattina, prima della partenza dei feretri per il rimpatrio in Italia, ho potuto salutare i familiari delle vittime; è' stato un momento di grande emozione", ha detto l'ambasciatore d'Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado raggiunto al telefono dall'Adnkronos. E ha aggiunto: "Le famiglie mi hanno chiesto due cose: di fare di tutto per sensibilizzare le autorità svizzere affinché venga accertata la verità e venga fatta giustizia".

"Questo - assicura l'ambasciatore - è un impegno che il governo italiano ha già preso e che ovviamente l'ambasciata stessa ha già preso, di adoperarsi per sensibilizzare le autorità svizzere, del Cantone del Vallese, affinché le indagini vadano avanti spedite, vengano accertati i fatti, chiarite le responsabilità e adottati i provvedimenti necessari". Inoltre, spiega, "ho parlato anche con le autorità locali che erano in aeroporto e sono venute a rendere omaggio alle nostre vittime, ho parlato con il presidente del Cantone vallese Reynard e con Ganzer (capo del dipartimento per la sicurezza vallesano, ndr) e mi hanno detto che l'impegno delle autorità del Cantone e delle autorità giudiziarie è massimo".

Quanto all'inchiesta, assicura Cornado, "sta andando avanti e sono già state interrogate decine di persone da parte della polizia giudiziaria. Anche loro vogliono la verità e il loro impegno è quello di fare di tutto perché vengano accertati i fatti e adottati i provvedimenti che si imporranno a seguito di quanto risulterà l'indagine". Al momento, chiarisce, "non ci sono novità da parte della polizia. E non ce ne sono state nelle ultime ore. Quello che mi hanno detto -conclude- è che stanno procedendo a numerosi interrogatori a tutto campo, anche nei confronti di coloro che hanno avuto delle competenze in materia, come ad esempio coloro che hanno fatto le ispezioni, che hanno redatto i rapporti delle misure ispettive, la responsabilità in materia di sicurezza dei pubblici locali e dei Comuni in Svizzera".

Il punto sulle indagini

Procura e polizia svizzera fanno intanto il punto sulle indagini. Tutte le 40 vittime della strage di Capodanno, hanno spiegato le autorità, sono state identificate e così tutti i 116 feriti. La polizia cantonale vallese ha fatto sapere che tra i feriti 83 restano ancora ricoverati in ospedale. Le vittime sono quasi tutte giovanissime: nove erano minorenni, una delle quali aveva solo 14 anni.

Al momento, i criteri richiesti per la detenzione preventiva della coppia di gestori del bar Le Constellation non sono "soddisfatti", ha spiegato il pubblico ministero vallesano, due giorni dopo la loro incriminazione, secondo quanto riferisce la Tribune de Geneve.

Finora, quindi, non vi è alcun sospetto che gli imputati intendano sottrarsi al procedimento penale dandosi alla fuga. Gli altri criteri, ovvero il rischio di recidiva o di collusione, non sono rilevanti, precisa il procuratore Beatrice Pilloud. La coppia è accusata di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo.

"Allo stato attuale delle indagini, l'incendio è stato causato dall'uso di 'fontane'. Si tratta di oggetti non metallici contenenti una composizione pirotecnica che produce scintille e fiamme. Sono progettati per essere posizionati a terra, fissati al suolo o su un supporto, oppure tenuti in mano", ha quindi comunicato la polizia cantonale.

Il seguito dell'indagine sulle cause della strage "verterà, in particolare, sull'analisi della documentazione ottenuta dal comune, sulla conformità dei lavori realizzati dai gestori, sui materiali utilizzati, sulle vie di fuga, sui mezzi di estinzione e sul rispetto delle norme antincendio" a "Le Constellation".

Titolare Le Constallation voleva aumentare capienza bar

Jacques Moretti, il titolare del bar La Constellation teatro della strage di Capodanno a Crans-Montana, il 19 dicembre aveva presentato domanda per poter ulteriormente ampliare la capienza del locale. Lo ha appreso l'emittente svizzera Rts da proprie fonti dopo che è emerso che i lavori di ristrutturazione già effettuati per dare più spazio ai tavoli avrebbero ridotto l'ampiezza della scala per l'evacuazione dal locale. Secondo le informazioni di Mise au Point, il titolare del bar voleva anche togliere un'uscita laterale della veranda per aumentare il numero di clienti che avrebbe potuto ospitare.

I nuovi lavori di ampliamento non sarebbero dovuti iniziare prima del 2026. Rts ha condiviso alcune planimetrie dell'edificio dove si può notare la porta interna del bar che misura 1,5 metri e ha un'apertura non conforme. La porta dovrebbe aprirsi nella direzione di fuga mentre si apre nella direzione sbagliata, verso l'interno.

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