Sudest asiatico travolto da monsoni, almeno 1.400 morti: Indonesia non dichiara emergenza

Sono in tutto tre milioni le persone colpite dall'ondata di piogge torrenziali. Almeno 800 morti e 650 dispersi solo in Indonesia

Alluvioni in Indonesia - (Afp)
Alluvioni in Indonesia - (Afp)
03 dicembre 2025 | 09.46
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Quasi 1.400 morti in tutto il sud-est asiatico, centinaia di persone che risultano ancora disperse e oltre un milione di sfollati. Questi i dati diffusi dalle agenzie nazionali per la gestione delle calamità dei Paesi coinvolti, dall'Indonesia allo Sri Lanka, pubblicato dalla Cnn. Centinaia sono le comunità colpite da una serie di tempeste cicloniche e piogge monsoniche che hanno provocato inondazioni e frane mortali, ''come uno tsunami''.

Milioni di persone si trovano ora a fronteggiare strade sommerse e villaggi isolati, mentre le ricerche dei dispersi proseguono in condizioni critiche. E mentre i soccorritori scavano tra fango e detriti cercando di ristabilire i contatti con le comunità separate dalla distruzione, le autorità affermano che il bilancio delle vittime potrebbe aumentare.

In Indonesia oltre 800 morti e 650 dispersi

La più colpita è l'Indonesia con circa 800 morti, centinaia di migliaia di sfollati e la massiccia distruzione a Sumatra. In questo contesto il governo indonesiano sta resistendo alle crescenti pressioni per dichiarare lo stato di calamità nazionale, decisione che ha preso solo durante il terremoto e lo tsunami del 1992, lo tsunami del 2004 che uccise decine di migliaia di persone e la pandemia di Covid. Eppure chi sostiene la necessità che Giakarta dichiari lo stato di emergenza spiega che questo libererebbe risorse e coordinerebbe meglio gli aiuti. Lo Sri Lanka, ad esempio, ha proclamato lo stato di emergenza nazionale.

Per Abdul Khalid, deputato di Aceh, una delle regioni più colpite e già devastata dallo tsunami del 2004, "l'impatto di questa catastrofe sulle infrastrutture è più grave dello tsunami" del 2004. "Fin dall'inizio, ho confermato la necessità di dichiarare lo stato di calamità nazionale", ha aggiunto. Per Amnesty International Indonesia, lo stato di calamità va imposto con urgenza "affinché le forze nazionali e straniere possano essere mobilitate per aiutare le vittime". Ma il governo del presidente Prabowo Subianto insiste sul fatto che il Paese dispone già delle risorse necessarie per far fronte all'emergenza.

Il direttore dell'agenzia nazionale per la gestione delle catastrofi in Indonesia, Suharyanto, ha difeso la posizione del governo sostenendo che la gestione delle crisi fosse una competenza "provinciale". "Il presidente ha mobilitato ingenti aiuti, l'esercito schierato una quantità significativa di equipaggiamento difensivo e l'agenzia per la gestione delle catastrofi ha attivato tutte le risorse disponibili", ha dichiarato. Per il ministro delle Finanze Purbaya Yudhi Sadewa ci sono fondi "sufficienti" e altri saranno bloccati se necessario.

Operazioni di soccorso sono eccezionalmente difficili

Gli operatori umanitari sottolineano che le operazioni di soccorso sono eccezionalmente difficili, anche per un paese come l'Indonesia che è abituato alle catastrofi naturali. Molte aree rimangono inaccessibili, quindi diversi ponti e sentieri sono stati distrutti o resi inutilizzabili. Inoltre il carburante scarseggia e l'elettricità e le telecomunicazioni sono interrotte in gran parte delle aree colpite. Per Arifki Chaniago, analista politico di 'Aljabar', il governo indonesiano mostra "prudenza" nella gestione delle crisi, considerando le conseguenze economiche e politiche. "Se verrà dichiarato lo stato di calamità nazionale diventerà un argomento che, ovviamente, preoccuperà gli investitori", ha dichiarato all'Afp. "Inoltre il governo non vuole dare una percezione negativa di incapacità di gestire questa situazione", aggiunge.

Per dichiarare lo stato di catastrofe nazionale è necessario anche modificare i fondi destinati ai programmi governativi, come i pasti gratuiti per gli studenti, ha aggiunto Adrian Wijanarko, esperto di politiche pubbliche presso l'Università Paramadina di Giakarta.

Milioni di persone in Asia colpite dalle piogge torrenziali

Sono in tutto tre milioni le persone colpite dall'ondata di piogge torrenziali, alimentate da cicloni, che ha investito il Sud Est Asiatico. Non solo le alluvioni e le frane in Indonesia, ma anche in Thailandia, Malaysia e Sri Lanka. Milioni di persone si trovano ora a fronteggiare strade sommerse e villaggi isolati, mentre le ricerche dei dispersi proseguono in condizioni critiche e oltre 1100 persone hanno perso la vita.

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