La commissione Industria Ue ha dato il via libera alle modifiche del Critical Raw Materials Act per l'indipendenza strategica nelle materie prime critiche, diversificando l'approvvigionamento.
Gli eurodeputati dalla commissione Industria, Ricerca ed Energia hanno dato via libera a modifiche al Critical Raw Materials Act, una legge Ue che favorisce un sostegno mirato a progetti strategici che coprono l'intera catena del valore, dall'estrazione e trasformazione alla raffinazione e al riciclo delle materie prime. Queste misure, spiega il Parlamento, sono concepite per accelerare le capacità di estrazione, trasformazione, riciclo e sostituzione, diversificando così le catene di approvvigionamento dell'Ue.
Negli emendamenti, gli eurodeputati chiedono alla Commissione di stabilire almeno due scadenze all'anno per i bandi relativi ai progetti strategici, garantendo una finestra temporale prevedibile per i richiedenti e consentendo al contempo alla Commissione di lanciare ulteriori bandi mirati, in caso di colli di bottiglia o falle nelle filiere produttive.
Propongono inoltre di trasferire l'identificazione delle "grandi imprese" che utilizzano materie prime strategiche dagli Stati membri alla Commissione, la quale dovrà anche fornire orientamenti, formazione e strumenti adeguati per aiutare queste imprese ad adempiere agli obblighi di valutazione e mitigazione del rischio.
Viene introdotta anche una clausola condizionale sul controllo delle esportazioni, che consente alla Commissione di limitare l'esportazione di scarti e rifiuti di magneti permanenti, in modo che il materiale riciclabile rimanga all'interno dell'Unione.
Per migliorare l'efficacia complessiva del quadro normativo, i deputati chiedono l'introduzione di meccanismi di stabilizzazione dei prezzi come i contratti per differenza (Cfd), che potrebbero garantire certezza di ricavi agli sviluppatori di progetti di estrazione, trasformazione e riciclaggio. I deputati auspicano inoltre l'ampliamento dell'attuale meccanismo di acquisto congiunto, per consentire lo stoccaggio strategico coordinato di materie prime critiche tra gli Stati membri e le imprese.
Infine, gli eurodeputati sottolineano la dimensione di difesa e sicurezza delle materie prime critiche, sollecitando che il prossimo programma europeo per l'industria della difesa venga mobilitato per finanziare progetti strategici nel settore delle materie prime, vitali per le capacità di sicurezza e difesa dell'Unione.
"L'Europa - afferma l'eurodeputato Mohammed Chahim (S&D, Paesi Bassi), presidente della commissione Itre - non può continuare a esternalizzare il proprio futuro. Per le materie prime critiche, dobbiamo ridurre la nostra dipendenza da Paesi terzi e sviluppare le nostre capacità".
Per Chahim, "se vogliamo davvero essere resilienti, dobbiamo investire nell'estrazione, nella trasformazione e nel riciclo, a partire da un migliore monitoraggio delle nostre catene del valore. Perché il caso Nexperia ha dimostrato chiaramente che l'azione, o l'inazione, di uno Stato membro può avere conseguenze per tutti. L'autonomia strategica richiede una maggiore cooperazione, responsabilità e azioni decisive laddove i rischi sono elevati",
La relazione è stata adottata con 63 voti favorevoli, 4 contrari e 14 astensioni. Gli eurodeputati hanno inoltre votato per l'apertura dei negoziati con il Consiglio, con 66 voti favorevoli, 11 contrari e 4 astensioni. La decisione sarà notificata all'intera Camera durante la sessione plenaria di Strasburgo, che si terrà dal 6 al 9 luglio. In assenza di obiezioni, i deputati e la presidenza del Consiglio Ue avvieranno i negoziati nel trilogo per un accordo di prima lettura sul testo.
Il Critical Raw Materials Act, adottato dal Parlamento nel dicembre 2023, ha gettato le basi per un insieme di strumenti a livello dell'Unione che garantisca all'industria l'accesso alle materie prime essenziali per le transizioni verso l'energia pulita, il digitale, la difesa e l'aerospazio. La Commissione ha proposto emendamenti al Crma nel dicembre 2025, nell'ambito del piano d'azione ReSourceEu.