Pub sempre più in crisi in Gran Bretagna: due chiusure al giorno, 2.400 posti di lavoro persi

Si tratta di un incremento drammatico, pari al 26% in più delle serrande abbassate, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente

Pub britannico -
Pub britannico - 123 Rf
05 giugno 2026 | 15.08
LETTURA: 3 minuti

Due pub in media al giorno chiudono nel Regno Unito e "se non si farà qualcosa nel breve tempo assisteremo a un collasso del settore senza precedenti, con perdite di migliaia di posti di lavoro oltre che di una parte importante della cultura britannica". A dirlo all'Adnkronos è Emma McClarkin, direttrice della British Beer and Pub Association, la più importante organizzazione di settore del Regno Unito che lancia un appello con dati alla mano: "Nei primi cinque mesi dell'anno, ben 300 pub hanno chiuso definitivamente i battenti in tutta la Gran Bretagna, registrando una media di quasi due chiusure al giorno. Si tratta di un incremento drammatico del 26% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, che ha comportato la perdita di oltre 2.400 posti di lavoro, di cui la metà occupati da giovani".

CTA

Principe William: "Adoro i pub, è un nostro dovere proteggerli"

Anche il principe William si è schierato a favore della salvaguardia dei pub britannici. Nel corso di una sua visita a sorpresa al Prince of Peckham, nel sud di Londra, ha prima spillato una boccale di birra, poi ha mangiato un piatto di pollo e, parlando con i presenti, non ha nascosto quanto si diverta in queste atmosfere: "Potrei restare qui per sempre - ha detto - adoro i pub e vorrei poter fare tutto il possibile per sostenerli, perché amo le comunità che si creano attorno ad essi. E’ un nostro dovere proteggere i nostri pub".

Paradossalmente, la crisi del settore non è dettata dalla mancanza di clientela, bensì da un sistema fiscale e operativo divenuto insostenibile. "La portata di queste chiusure è evitabile perché i pub lavorano a pieno ritmo, ma i loro profitti vengono azzerati da un onere fiscale sproporzionato e da costi enormi - ha spiegato McClarkin - Di fatto, per ogni tre sterline incassate al bancone, una finisce direttamente nelle casse dello Stato. Inoltre, le recenti normative di bilancio hanno aggravato la situazione, aggiungendo oltre 320 milioni di sterline di nuovi costi aziendali per la filiera e paralizzando gli investimenti".

Prezzo della birra alle stelle: pinta a 5 sterline, + 30% dal pre-Covid

Un ulteriore macigno sulla tenuta del settore è rappresentato dal vertiginoso rincaro del prezzo della birra. Secondo i dati ufficiali dell'Office for National Statistics, l'equivalente dell'Istat per l'Italia, il costo medio di una pinta di bionda alla spina a livello nazionale sfiora le 5 sterline, segnando un aumento del 30% rispetto all'epoca pre-pandemia. Nella capitale i prezzi oscillano ormai tra le 6 e le 8 sterline, con alcuni pub che la vendono anche a 10 sterline, poco più di 11 euro e cinquanta.

British Beer and Pub Association: servono tagli ad accise e iva, il settore vale 34 miliardi

"L'esplosione dei costi energetici, delle materie prime e del salario minimo ha lasciato i locali senza alternative, costringendoli a riversare i rincari sul consumatore finale - aggiunge la direttrice della British Beer and Pub Association - Nonostante questa tempesta perfetta, l'industria della birra genera ancora 34 miliardi di sterline annui per l'economia britannica. Anche se il Governo ha evidenziato la gravità della situazione, necessitiamo di riforme strutturali, come il taglio delle accise o dell'Iva".

"Solo lavorando in tandem con l'esecutivo riusciamo a stabilire un piano permanente a lungo termine che garantisca bollette perennemente più basse, un sistema più equo con l’obiettivo di salvaguardare il nostro settore, prezioso per la cultura e l’economia britannica", ha concluso McClarkin, ricordando che salvare i pub si traduce in "più persone occupate, preziosi spazi comunitari protetti, strade cittadine vivaci e maggiori investimenti e crescita". (di Alessandro Allocca)

Leggi anche
Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza