Renzi e Philippe: perché una vittoria di Le Pen danneggerebbe l'Europa

I due ex primi ministri da Barcellona avvertono dei rischi che corre l'Ue per l'esito delle presidenziali in Francia

Gli ex premier di Francia e Italia, Edouard Philippe e Matteo Renzi (a destra), oggi a Barcellona - Fotogramma/Ipa
Gli ex premier di Francia e Italia, Edouard Philippe e Matteo Renzi (a destra), oggi a Barcellona - Fotogramma/Ipa
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02 novembre 2026 | 12.52
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Il senatore ed ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, insieme all'ex primo ministro francese e sindaco di Le Havre Édouard Philippe, hanno avvertito oggi che una vittoria di Marine Le Pen alle prossime elezioni francesi avrebbe un impatto negativo sul processo di integrazione europea. Renzi e Philippe hanno parlato stamani, a margine del congresso 'World in Progress' (Wip), in corso fino a domani al Palau de Congressos de Catalunya di Barcellona.

Philippe, candidato alle elezioni presidenziali del 2027, ha lamentato una sorta di "italianizzazione" della politica francese, osservando che il Paese ha perso stabilità a causa dell'emergere di tre blocchi distinti, "che non hanno alcuna intenzione di collaborare".

Ha inoltre avvertito che sia l'estrema destra che la sinistra radicale avanzano proposte che, in ultima analisi, porterebbero allo smantellamento dell'Europa. "Nessuna delle due parti dichiara esplicitamente di voler rompere con l'Europa, perché è qualcosa che i francesi non vogliono", ha affermato, sottolineando tuttavia che le rispettive proposte potrebbero comunque condurre a un esito simile.

Dal canto suo, Renzi ha avvertito che, se il centro francese dovesse rimanere diviso, esiste il "rischio che Marine Le Pen si trovi a sfidare Jean-Luc Mélenchon", leader della France Insoumise. Al contrario, ha sostenuto che, se il centro restasse unito e un candidato centrista si trovasse a competere contro la Le Pen, vincerebbe le elezioni.

Renzi ha sostenuto che il presidente statunitense Donald Trump "perderà le elezioni di metà mandato" che si terranno domani, prevedendo che, dopo il voto, il Partito Democratico prenderà di mira gli esponenti della cerchia ristretta di Trump.

Ha tuttavia osservato che è improbabile che il rapporto di Trump con l'Europa cambi, poiché "Trump rimarrà Trump e continuerà a comportarsi come Trump".

Philippe ha sottolineato che l’obiettivo di Trump è frammentare l’Europa, poiché non desidera un’Europa unita in grado di porsi come interlocutore unico; un intento che, secondo Philippe, condivide con il presidente russo Vladimir Putin. Ha aggiunto che, anche se in futuro i rapporti con gli Usa potranno diventare più cordiali, l’Europa non deve perdere di vista la necessità di costruire la propria sovranità.

Riguardo alle proteste dei giovani che hanno avuto luogo in diversi Paesi europei, in particolare in Francia, Philippe ha affermato che è necessario "comprendere il malcontento e l’angoscia dei giovani".

Renzi ha lamentato il fatto che l’Europa è "soffocata dalla burocrazia", sottolineando la necessità di restituire speranza alle nuove generazioni.

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