Trump rilancia post di Sharif su accordo finalizzato entro 24 ore. Teheran: "Team negoziale non ha in programma viaggi a Ginevra nei prossimi giorni"
Si susseguono di ora in ora le notizie, oggi sabato 13 giugno, su una imminente firma dell'accordo tra Iran e Usa per lo stop alla guerra ma le news che arrivano, anche dal Pakistan, mediatore chiave tra Teheran e Washington, non concordano sui tempi.
Una delegazione iraniana, che include il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, è attesa in Pakistan domani, hanno riferito fonti arabe citate dall'emittente al-Arabiya. Secondo le fonti, la delegazione iraniana supervisionerà i colloqui tecnici relativi all'accordo con gli Stati Uniti. Mentre la squadra negoziale iraniana non ha in programma viaggi a Ginevra né in altre sedi nei prossimi giorni, ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, in dichiarazioni riportate dai media della Repubblica islamica, mentre l'emittente francese Bfmtv ha riferito che un incontro diretto tra due personalità di alto livello statunitense e iraniana dovrebbe tenersi la prossima settimana in Svizzera.
Secondo il governo di Islamabad, domani è prevista la firma in formato digitale dell'intesa tra Teheran e Washington.
In un post su X il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif ha annunciato che Iran e Usa sono "più vicini che mai a un accordo di pace. Con la probabile finalizzazione attesa entro le prossime 24 ore, il Pakistan si sta preparando per la firma elettronica dell'intesa di pace immediatamente dopo, seguita da colloqui a livello tecnico la prossima settimana".
"Vorremmo ringraziare gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran per il loro impegno costante durante i negoziati, ed estendiamo il nostro sincero apprezzamento ai nostri fratelli nella regione per il loro sostegno. Siamo fiduciosi che questo storico accordo di pace costituirà una solida base per una pace duratura", ha aggiunto Sharif. Il Pakistan ha un ruolo chiave nella mediazione tra Teheran e Washington. Il post di Sharif è stato rilanciato su Truth dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
La cerimonia di firma in formato digitale dell'intesa tra Iran e Stati Uniti è prevista "domani", ha dichiarato il ministro degli Esteri pakistano, Mohammad Ishaq Dar, durante una telefonata avuta con il suo omologo saudita, Faisal bin Farhan. I due, si legge sull'account X del ministero degli Esteri pakistano, "hanno accolto con favore la fase finale dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, con la cerimonia di firma elettronica prevista per domani, ed hanno espresso la speranza che questo importante sviluppo contribuisca a una pace e una stabilità durature nella regione. Il ministro degli Esteri saudita ha apprezzato gli sforzi costanti e continui del Pakistan a sostegno della mediazione e del dialogo durante tutto il processo".
Secondo Teheran, tuttavia, il memorandum d'intesa in fase di negoziazione tra Iran e Stati Uniti, mediato dal Pakistan, non sarà firmato domani e al momento non affronta la questione nucleare. Lo ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, spiegando che l'obiettivo immediato dell'intesa è consolidare la fine del conflitto.
Parlando a Hamedan, Baghaei - citato dall'agenzia di stampa Irna - ha affermato che il documento "non è un accordo definitivo tra Iran e Stati Uniti", ma un'intesa che definisce i principi generali per risolvere le controversie esistenti e sancire la cessazione delle ostilità. "Considerate le esperienze precedenti, in questa fase l'attenzione è rivolta alla fine della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, e si è deciso di non discutere la questione nucleare", ha dichiarato il portavoce, confermando che il dossier atomico sarà affrontato entro i successivi 60 giorni. Baghaei ha ricordato che il processo negoziale, avviato circa due mesi fa con la mediazione del Pakistan e proseguito dopo il cessate il fuoco del 10 aprile, ha incontrato numerose difficoltà a causa delle "posizioni contraddittorie" assunte, a suo dire, dall'amministrazione americana.
Tra i temi già affrontati nei colloqui figurano la sicurezza della navigazione commerciale iraniana e le questioni legate allo Stretto di Hormuz. Quanto ai tempi della firma, Baghaei ha spiegato che non è ancora stata fissata una data. "Anche se non avverrà domani, non si può escludere che accada nei prossimi giorni", ha concluso.
Intanto le forze americane hanno abbattuto diversi droni iraniani che prendevano di mira navi commerciali nello stretto di Hormuz. Lo ha reso noto, con una dichiarazione postata su X nella notte, l'Us Central Command (Centcom). "L'Iran ha lanciato diversi droni di attacco nel tentativo di colpire le navi in transito nello stretto di Hormuz", si legge nel post in cui il Centcom riferisce che "le forze americane li hanno abbattuti nelle ultime ore e il traffico marittimo nello stretto rimane aperto".
I media libanesi riportano di raid aerei israeliani nel sud del Libano, avvenuti poco dopo che le forze israeliane hanno diffuso un avviso di evacuazione per 20 località, compresa la cittadina di Nabatiye. L'agenzia nazionale libanese Nna ha precisato che tra le diverse aree colpite vi sono infatti i villaggi di Rihan - dove un funzionario locale sarebbe rimasto ucciso - e Sujud, poco lontani da Nabatieh.
Le Idf hanno annunciato di aver colpito oltre 70 obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale nelle ultime 24 ore, nell'ambito delle operazioni militari contro il movimento sciita filo-iraniano, ha riferito il Times of Israel, precisando che nei raid sono stati bersagliati lanciarazzi ed edifici utilizzati da Hezbollah per pianificare e condurre attacchi contro Israele. Le Idf hanno inoltre dichiarato di aver ucciso diversi membri dell'organizzazione sciita.
Si svolgeranno tra il 4 e il 9 luglio le cerimonie di commemorazione della Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, ucciso in un raid israelo-americano lo scorso 28 febbraio a Teheran, ha intanto annunciato il Comitato per la commemorazione della sua scomparsa, precisando che le cerimonie di commiato si terranno sabato 4 e domenica 5 luglio presso la Grande Mosalla di Teheran (Mosalla Imam Khomeini).
Lunedì 6 è prevista la cerimonia funebre vera e propria nella capitale iraniana, mentre martedì 7 un secondo corteo si terrà a Qom, città santa per gli sciiti. La cerimonia conclusiva è in programma giovedì 9 luglio a Mashad, la città nel nord-est del Paese che ha dato i natali a Khamenei, dove il feretro sarà accompagnato in processione fino al mausoleo dell'Imam Reza, uno dei luoghi più sacri dell'Islam sciita. Qui avverrà la sepoltura.
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