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Comunicato stampa

La babysitter non va in vacanza, per fortuna

12 luglio 2017 | 00.00
LETTURA: 3 minuti

“In collaborazione con la redazione www.sitly.it

Prima, con le chiusure delle scuole, c’è stato il dilemma ‘centro estivo sì, centro estivo no’. Ora che anche per i genitori si avvicina il periodo delle ferie si apre un’altra questione: la vacanze sono davvero ‘affari di famiglia’?

Secondo un recente sondaggio realizzato da Sitly , sito specializzato nella messa in contatto di famiglie e babysitter, ben il 48, 5% degli intervistati si è dimostrato interessato a portare con sé la babysitter in vacanza.

Contro l’abitudine più tradizionalista che vede le ferie come un momento di condivisione famigliare, la metà del campione preferirebbe quindi contare sul supporto della Mary Poppins ideale? Forse perché gli italiani hanno bisogno di momenti di riposo autentici?

Da questa decisione nascono questioni organizzative: se la tata è la medesima con cui si collabora durante i mesi invernali (il che non dovrebbe essere difficoltoso, visto che il 57,2% delle babysitter del database di Sitly si danno disponibili a trascorrere la vacanza con la loro famiglia) avremo da una parte il vantaggio di contare su una persona fidata e apprezzata dai bambini, dall’altra sorgerà la necessità di dover prevedere una stanza a lei riservata o valutare l’affitto di una camera/monolocale adiacente. Ma i costi salgono.

In alternativa, la babysitter può essere individuata in loco (anche grazie ai siti che ti permettono di selezionare le babysitter in qualsiasi area della penisola). In tal caso non ci sarà il problema alloggio (visto che la tata risiede nella località prescelta), ma bisognerà affrontare la selezione, la scelta e anche il difficile compito di creare un rapporto di fiducia tra la tata e i bambini. Elemento da considerare è comunque il costo. Ogni città o paese potrebbe avere un tariffario diverso rispetto a quello a cui siamo abituati. Sitly ha estratto le richieste delle babysitter presenti in database ricostruendo idealmente lo stivale dal punto di vista delle tariffe chieste dalle tate città, per città.

Nelle località turistiche più ‘vip’ le quote sono elevate, ma non c’è da stupirsi: Courmayeur 10,98 euro all’ora, Cortina d’Ampezzo 11 euro, Porto Cervo e Castiglione della Pescaia 9 euro, Portofino 8 euro.

Le babysitter più esigenti (12 euro all’ora) sono però risultate anche quelle di San Lorenzo Al Mare e a Riomaggiore, entrambe in Liguria; di Pozzomaggiore (in Sardegna), a Vico del Gargano, a Villaggio Argentina in provincia di Rimini, a Badolato Marina (provincia di Catanzaro) a Macugnaga e a Selva di Val Gardena.

Sorpresa per la Maddalena, solo 7 euro all’ora, così come a Lampedusa, mentre a Carloforte le babysitter domandano 10,50 euro come tariffa oraria.

Ci sono poi alcune località di mare famose per l’accoglienza dei bambini: parliamo di Lignano, Riccione, e al sud Gallipoli, Forio sull’isola di Ischia, Senigallia sull’Adriatico. Qui i costi si aggirano tra i 7 euro e i 7,89 euro all’ora, con un picco a Lido delle Nazioni (9 euro).

I genitori intervistati hanno anche dichiarato di essere comunque propensi ad accordarsi per forfait settimanali o mensili, a seconda delle esigenze, in modo da contenere le spese e dare maggiore continuità alla collaborazione.

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