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"Microchip canino nel piatto del cinese". Falso post su Fb e si becca una querela

24 marzo 2014 | 14.44
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Scrive su Facebook che in un ristorante cinese della sua zona un suo amico avrebbe ingerito un microchip canino dopo una cena e, per questo, sarebbe stato sottoposto a una lavanda gastrica. Era una bufala e T.B., 32 anni e residente a Vigevano, viene deferita in stato di libertà per il reato di diffamazione aggravata a mezzo internet. A querelarla era stato il titolare del ristorante cinese, un 39enne del luogo, a cui il racconto diffamatorio aveva causato non pochi danni: oltre alla pubblicità negativa, nel suo locale sarebbero arrivati curiosi, animalisti e giornalisti a caccia di altri dettagli.

Gli accertamenti dei carabinieri di Vigevano hanno consentito di stabilire l'infondatezza della notizia anche se T.B. avrebbe "reiterato il comportamento diffamatorio", scrviendo ancora su Facebook e rispondendo con altri dettagli a chi la accusava di aver scritto una menzogna.

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