Alla sfilata per la primavera-estate 2027 al Teatro Metropol l'ospite speciale è Jennifer Lopez
Leopardo e pizzo, lingerie e broccati, croci e cammei, denim e tessuti ricamati. Da Dolce&Gabbana la Sicilia assume i contorni di un guardaroba esagerato, sensuale, pieno di ricordi e soprattutto libero di mescolare tutto. È la ‘Stravaganza Siciliana’ della primavera-estate 2027, in scena al Teatro Metropol di Milano, dove gli interni dei palazzi barocchi diventano il punto di partenza della collezione. Una Sicilia riletta attraverso il guardaroba di famiglia e soprattutto attraverso la voglia di mescolare materiali e codici che appartengono al Dna del marchio di Stefano Gabbana e Domenico Dolce. In passerella c’è tutto il vocabolario di Dolce&Gabbana: le autoreggenti, gli abiti sottoveste, la lingerie lasciata volutamente a vista, le trasparenze, i fiori applicati su abiti e gonne. Il pizzo si muove tra tonalità pastello e costruzioni più sensuali, mentre il leopardo torna protagonista e si prende giacche, abiti, slip dress e soprabiti.
La stampa animalier è uno dei segni più riconoscibili della collezione e viene riletta ancora una volta dentro l’immaginario siciliano della maison. C’è il riferimento alla storia dell’isola, dai mosaici della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina fino a quella Sicilia letteraria de ‘Il Gattopardo’ di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Il nero diventa quasi couture in un sensuale abito a rete. I tessuti che normalmente appartengono agli interni delle case ora ricoprono abiti e giacche. I gioielli si accumulano: perle, croci, cammei, coralli, spille, pietre e talismani. E anche gli accessori giocano con l’idea di stravaganza, dalla borsetta a cestino di vimini ai rain boots portati con le autoreggenti, fino ai top Vichy. Il riferimento è quello di una memoria familiare fatta di abiti della nonna, antichi corredi, ricami, merletti e tappezzerie. Ma la collezione non intende essere nostalgica. Materiali diversi come pizzo e denim vengono accostati e il risultato è volutamente eclettico, con il rigore di una giacca accanto alla sensualità di una lingerie, il gioiello importante portato insieme ad altri gioielli. Un mix and match che funziona davvero molto bene in passerella.
A seguire lo show in prima fila c’è Jennifer Lopez, ospite speciale della maison, già in total look Dolce&Gabbana in occasione dell’evento ‘Vogue World’ martedì scorso. La cantante e attrice, 57 anni, arriva in smoking nero di velluto, camicia bianca e cravatta, con coppola nello stesso tessuto e stivali di pelle al ginocchio. È seduta accanto ad Anna Wintour, global editorial director di Vogue, all’assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi e al cantante sudcoreano Choi San degli Ateez, brand ambassador di Dolce&Gabbana. Per lui, all’esterno del Metropol, il pubblico dei fan accorso in viale Piave riserva un vero boato.
Ma la vera protagonista, all’interno del teatro, resta la moda. È sui codici che l’hanno reso uno dei marchi più riconoscibili del Made in Italy che Dolce&Gabbana continua a giocare la sua partita più importante. Il leopardo, il pizzo, la lingerie, il corsetto, il nero, il denim, il gioiello barocco: tutti elementi che appartengono alla grammatica della maison e che ancora oggi ne rappresentano la forza. Lavorare sulle infinite combinazioni di questi codici resta la sfida più interessante. “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”: la lezione de ‘Il Gattopardo’ sembra calzare alla perfezione anche a questa sfilata. (di Federica Mochi)