L'esposizione negli spazi di 10 Corso Como, a Milano, dal 25 settembre al 22 novembre
In occasione del 35esimo anniversario, 10 Corso Como celebra Viktor Horsting e Rolf Snoeren, i due designer olandesi che hanno trasformato l’alta moda in un territorio di sperimentazione artistica, culturale e concettuale. 'Viktor&Rolf. Spectrum' è la prima mostra dedicata al duo in Italia, e si inserisce nel percorso di ricerca di 10 Corso Como sui protagonisti della contemporaneità, confermando una nuova visione sotto la direzione di Tiziana Fausti e Alessio de’Navasques, curatore del programma culturale della Galleria di 10 Corso Como. L’esposizione, in calendario dal 25 settembre al 22 novembre, si configura come un dispositivo in trasformazione, una sorta di macchina del tempo concettuale. Oltre venti look di haute couture, realizzati nell’arco di trent’anni di carriera e selezionati tra le collezioni più iconiche del duo, superano una narrazione cronologica per far emergere continuità, ritorni e trasformazioni che attraversano la loro ricerca. Un percorso aperto, immaginato intorno all’idea di dualità, restituisce la coerenza di una visione che, reinventandosi costantemente, rimane fedele a un’idea di moda come pratica artistica e forma di critica sociale.
Fin dagli esordi, i due designer si sono appropriati di linguaggi e pratiche dell’arte contemporanea, giocando con la rappresentazione del doppio, come Andy Warhol o Gilbert & George. Viktor e Rolf hanno ridefinito l’immaginario della haute couture contemporanea attraverso una riflessione costante sulle convenzioni della moda, sulle contraddizioni del sistema e sui suoi meccanismi di rappresentazione. Dal loro debutto al Festival International de Mode et de Photographie di Hyères nel 1993 fino a oggi, i designer olandesi hanno sviluppato una pratica che supera i confini della moda per intrecciarsi con l’arte, la performance e la cultura visiva. Gli show e le collezioni sono concepiti come opere autonome, ciascuna guidata da un’idea, una riflessione, un messaggio politico o sociale o una provocazione. Nelle collezioni come NO (A/W 2008–09) e Fashion Statements (S/S 2019), la moda assume la forma di una dichiarazione, trasformando slogan, messaggi e linguaggi della cultura contemporanea in immagini da indossare. In Wearable Art (A/W 2015–16) e Performance of Sculptures (S/S 2016), invece, l’abito si emancipa dalla presenza del corpo per assumere la dimensione autonoma di un’opera. Giocati sull’esagerazione dei volumi, sugli opposti e sulla decostruzione, i loro capi hanno oltrepassato il sistema della moda per entrare nelle collezioni di importanti istituzioni internazionali, tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York, il Victoria and Albert Museum di Londra e il Kyoto Costume Institute. In uno dei primi progetti, Launch, realizzato nel 1996 alla Torch Gallery di Amsterdam, Viktor Horsting e Rolf Snoeren mettono in scena il finto lancio di un brand, ricostruendo in miniatura un negozio, un atelier e uno studio fotografico.
Il progetto culmina nell’invenzione di Le Parfum, un profumo impossibile ispirato all’Air de Paris di Marcel Duchamp, che restituisce la dimensione della moda come pura immagine. Una bottiglia originale di Le Parfum, presente in mostra, riattiva questa riflessione all’interno di Spectrum, segnando un percorso espositivo circolare. L’allestimento è stato concepito dallo studio di architettura Parasite 2.0 insieme al curatore della mostra, con l’obiettivo di tradurre nello spazio il concetto di spettro e la struttura di rifrazioni, corrispondenze e contrasti alla base del progetto. I look sono presentati su manichini Bonaveri, scelti per valorizzare la costruzione scultorea degli abiti e il loro rapporto con lo spazio espositivo. Come in uno spettro visivo, la luce attraversa un prisma e si scompone nelle sue diverse componenti; allo stesso modo, Viktor&Rolf. Spectrum articola l’universo creativo dei due designer attraverso i diversi registri della loro ricerca — ironia, teatralità, surrealismo, critica sociale e virtuosismo sartoriale — facendo emergere le molteplici sfumature della loro poetica. Il prisma non crea i colori, ma rende visibile ciò che nella luce bianca è già presente.
Allo stesso modo, la mostra rende percepibili le connessioni che attraversano l’intera opera di Viktor&Rolf. All’inizio del percorso, due abiti della più recente collezione Gilded Age 2.0 (A/W 2026–27), uno dorato e l’altro in iuta, incarnano due opposti — decadenza e rigore — nella forma doppia di un unico volume. Nella loro opera il tempo non procede in linea retta: forme, idee e ossessioni ritornano, si trasformano e riemergono a distanza di anni. La memoria dei materiali riaffiora nelle collezioni Vagabonds (A/W 2016–17) e Boulevard of Broken Dreams (S/S 2017), nelle quali tessuti d’archivio e abiti preesistenti vengono ricomposti in nuove forme, una pratica che i designer portano avanti dalla loro prima collezione. Il carattere esplosivo di Atomic Bomb (A/W 1998–99) riaffiora, trasformato, nelle geometrie di Haute Abstraction (A/W 2024–25) e nei volumi di Couture Prompt (S/S 2025), così come le spalle monumentali di Surreal Shoulder (S/S 2022) e di Angry Birds (A/W 2025) trasfigurano il corpo in una presenza surreale.
Il rovesciamento della figura e delle sue regole percorre Late Stage Capitalism Waltz (S/S 2023), dove la silhouette sfida la gravità e si stacca dal corpo, sovvertendo l’immagine classica dell’abito degli anni ’50. La tensione tra costruzione e distruzione esplode in Scissorhands (S/S 2024), mentre la deformazione degli archetipi della sartoria mette in relazione One Woman Show (A/W 2003–04) e Power Dressing (A/W 2022). Lo specchio assume un valore centrale nel percorso: l’osservatore non si trova davanti a un riflesso passivo, ma è chiamato a riconoscere ciò che ritorna e ciò che cambia. Da qui la scelta del doppio ritratto speculare della coppia di 'Fashion Artists' olandesi, scattato trent’anni dopo il loro debutto dai fotografi Blommers & Schumm, che ne segna il percorso. Il doppio ritorna anche nelle bambole in porcellana che riproducono in miniatura gli abiti, come nel caso di Bedtime Story (A/W 2005–06), presente in mostra. La variazione di scala introduce una seconda immagine dell’abito, feticcio e oggetto di desiderio, portando all’estremo il rapporto tra moda, immagine e materialismo.
Tra originale e replica, presenza e riflesso, Spectrum rivela così la natura stessa della ricerca di Viktor&Rolf: una pratica in cui moda, arte e immaginazione continuano a incontrarsi, trasformarsi e riflettersi l’una nell’altra. "Attraverso un percorso di superfici riflettenti, Spectrum invita a leggere ogni abito come parte di una trama di relazioni, coppie di creazioni legate da corrispondenze, contrasti e variazioni - afferma Tiziana Fausti -. La disposizione degli abiti a coppie si basa su una serie di criteri tematici e formali alla base della loro poetica: Mirroring: Decadence and Restraint, Tailoring Deconstruction, Bomb Silhouette, Surreal Body, Art or Fashion?, Upcycling, Cutting Edge, Upside Down, Fashion Statements, Opposite Attraction, Conceptual Scent e The Variation of Scale. Ogni accostamento mette in relazione look appartenenti a collezioni e momenti diversi della carriera, individuando una corrispondenza formale, concettuale o metodologica".