Primo viaggio internazionale per il Pontefice, prossima tappa il Libano. Nel suo primo discorso ad Ankara il Pappa elogia le donne. Mattarella: "E' tempo di iniziative per la pace nel Mediterraneo"
Stretta di mano oggi, giovedì 27 novembre, tra il Papa e il presidente turco Erdogan nel palazzo ad Ankara, dove è ancora in corso il colloquio privato tra i due.
“Davanti alle sfide che ci interpellano, essere un popolo dal grande passato rappresenta un dono e una responsabilità." dice il Pontefice nel suo primo discorso in Turchia, parlando a Erdogan, alle autorità e al corpo diplomatico. "L'immagine del ponte sullo Stretto dei Dardanelli, scelta come emblema di questo mio viaggio, esprime con efficacia il ruolo speciale del vostro Paese. Voi avete un posto importante nel presente e nel futuro del Mediterraneo e del mondo intero, anzitutto valorizzando le vostre interne diversità”. “Prima di collegare Asia ed Europa, Oriente e Occidente, infatti, - ha sottolineato - quel ponte lega la Turchia a sé stessa, ne compone le parti e così ne fa, per così dire, dall’interno un crocevia di sensibilità, che omologare rappresenterebbe un impoverimento”. “Giustizia e misericordia sfidano la legge della forza e osano chiedere che la compassione e la solidarietà siano considerate criteri di sviluppo. Per questo, in una società come quella turca, dove la religione ha un ruolo visibile, è fondamentale onorare la dignità e la libertà di tutti i figli di Dio: uomini e donne, connazionali e stranieri, poveri e ricchi” ammonisce il Pontefice. “Tutti siamo figli di Dio e questo ha conseguenze personali, sociali e politiche. Chi ha un cuore docile al volere di Dio promuoverà sempre il bene comune e il rispetto per tutti”, ha osservato.
“Una società è viva se è plurale: sono i ponti fra le sue diverse anime a renderla una società civile. Oggi le comunità umane sono sempre più polarizzate e lacerate da posizioni estreme, che le frantumano” sottolinea. “Desidero assicurare - dice Leone - che all’unità del vostro Paese intendono contribuire positivamente anche i cristiani, che sono e si sentono parte dell’identità turca, tanto apprezzata da San Giovanni XXIII, da voi ricordato come il ‘Papa turco’ per la profonda amicizia che lo legò sempre al vostro popolo. Egli, che fu Amministratore del Vicariato Latino di Istanbul e Delegato Apostolico in Turchia e Grecia dal 1935 al 1945, si adoperò intensamente affinché i cattolici non si estraniassero dalla costruzione della vostra nuova Repubblica”.
“Da allora, indubbiamente, grandi passi avanti sono stati fatti in seno alla Chiesa e nella vostra società, ma quelle parole - sottolinea Prevost che, poi, cita il predecessore- sprigionano ancora molta luce e continuano a ispirare una logica evangelica e più vera, che Papa Francesco ha definito “cultura dell’incontro”. Dal cuore del Mediterraneo, infatti, il mio venerato Predecessore oppose alla ‘globalizzazione dell’indifferenza’ l’invito a sentire il dolore altrui, ad ascoltare il grido dei poveri e della terra, ispirando così un agire compassionevole, riflesso dell’unico Dio, che è clemente e misericordioso, ‘lento all’ira e grande nell’amore’. L’immagine del grande ponte è di aiuto anche in questo senso”.
“Mi fanno piacere i messaggi di Sua Santità per proteggere la famiglia formata da un uomo e da una donna" dice il presidente turco Erdogan. "Se non possiamo proteggere la famiglia non possiamo proteggere le persone. Spero che questa visita sia di buon auspicio per l’umanità". La prima visita internazionale del pontificato di Papa Leone in Turchia “consoliderà i nostri rapporti di amicizia e comprensione reciproche. Tutti i messaggi trasmessi dalla Turchia aumenteranno le speranze di pace in tutto il mondo”. Erdogan ha parlato anche dell’incontro bilaterale che si è tenuto con la delegazione vaticana prima dell’incontro pubblico: “Nel bilaterale c’è stato uno scambio di vedute sui problemi del mondo, sono stati affrontati temi che costituiscono sfide per umanità: dai conflitto alle crisi umanitarie , all’ambiente, sfide che vanno affrontate insieme con reciproca comprensione”.
“I tanti luoghi di culto - ha detto - testimoniano la nostra convivenza. Chiunque vive in questo Paese è un cittadino senza discriminazioni. Tutti i popoli devono essere trattati ugualmente. Gli appelli del Papa alla pace sono ben accolti da noi. Pace e giustizia per tutti".
Il Papa nel primo discorso in terra turca davanti al presidente turco e alle autorità ha elogiato le donne: “Nella vita familiare emergono in modo del tutto specifico il valore dell’amore coniugale e l’apporto femminile. Le donne, in particolare, anche attraverso lo studio e la partecipazione attiva alla vita professionale, culturale e politica, sempre più si mettono a servizio del Paese e della sua positiva influenza nel panorama internazionale”. “Dunque, - ha osservato - sono molto da apprezzare le importanti iniziative in tal senso, a sostegno della famiglia e del contributo femminile alla piena fioritura della vita sociale”.
Il Pontefice ha fatto riferimento anche all’IA , invitando a “rimodellare le politiche locali e le relazioni internazionali, specialmente davanti a un’evoluzione tecnologica che potrebbe altrimenti accentuare le ingiustizie, invece di contribuire a dissolverle. Persino le intelligenze artificiali, infatti, riproducono le nostre preferenze e accelerano i processi che, a ben vedere, non sono le macchine, ma è l’umanità ad avere intrapreso”.
“Oggi più che mai c’è bisogno di personalità che favoriscano il dialogo e lo pratichino con ferma volontà e paziente tenacia" sottolinea Papa Leone XIV. "Dopo la stagione della costruzione delle grandi organizzazioni internazionali, seguita alle tragedie delle due guerre mondiali, stiamo attraversando una fase fortemente conflittuale a livello globale, in cui prevalgono strategie di potere economico e militare, alimentando quella che Papa Francesco chiamava ‘terza guerra mondiale a pezzi’”. Il Papa lancia, così, il suo forte appello. “Non bisogna cedere in alcun modo a questa deriva! Ne va del futuro dell’umanità”, dice. “Perché le energie e le risorse assorbite da questa dinamica distruttiva sono sottratte alle vere sfide che la famiglia umana oggi dovrebbe affrontare invece unita, cioè la pace, la lotta contro la fame e la miseria, per la salute e l’educazione e per la salvaguardia del creato”.
Si tratta del primo viaggio internazionale di Papa Leone XIV. Fino al 2 dicembre Prevost si recherà nel crocevia delle fedi: prima in Turchia poi in Libano, realizzando un doppio desiderio di papa Francesco che aveva espresso la volontà di essere a Nicea - la Iznik turca - nel 1700esimo anniversario del Concilio e di poter abbracciare il popolo libanese fortemente provato.
L'aereo con a bordo il Papa parte oggi, 27 novembre, è partito alle 7.40 da Fiumicino alla volta di Ankara, ed è atterrato all’Aeroporto Internazionale di Ankara-Esenboğa alle ore 10:22 (ora di Roma). Al suo arrivo il Pontefice è stato accolto da un Ministro e da due bambini in abito tradizionale che gli hanno offerto dei fiori. Dopo la presentazione delle rispettive Delegazioni e la Guardia d’Onore, il Santo Padre si è recato in auto al Mausoleo di Atatürk.
"L'armonia interreligiosa e il pluralismo culturale hanno a lungo costituito tratti fondamentali delle civiltà sorte lungo le rive del Mediterraneo, anche se ora stentiamo a ricordarlo. È tempo che l'anelito alla pace e alla stabilità, proprio di tutti i popoli, si traduca in iniziative concrete. La Sua presenza in Turchia e Libano senz'altro rinvigorirà le ragioni dell'unità e della fratellanza umana", scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato a Papa Leone XIV.
"Il pellegrinaggio all'antica Nicea, in occasione del millesettecentesimo anniversario del primo Concilio ecumenico della storia, e gli altri significativi incontri in programma - scrive il Capo dello Stato - suscitano sentimenti di speranza e di fiducia in tutti coloro che condividono l'impegno a favore del rispetto della dignità umana e del diritto fondamentale alla libertà religiosa. Su tali presupposti dell'ecumenismo e del dialogo tra le fedi trovano solide fondamenta anche le prospettive di una pacifica convivenza tra le genti".
"Nel corso del Suo viaggio visiterà terre dove la Chiesa ha una presenza antichissima e tuttora vivace, lì dove, lungo i secoli, si sono incontrati e confrontati popoli e culture diverse in un processo di reciproco arricchimento", prosegue Mattarella, dicendosi "certo" che "ovunque la Sua testimonianza conforterà le donne e gli uomini di buona volontà, che ripudiano violenze e sopraffazioni, adoperandosi ogni giorno affinché tacciano le armi e prevalgano le ragioni del dialogo, della ricerca del bene comune".
Denso il programma di sei giorni di viaggio. Dopo la visita del Pontefice al Mausoleo di Ataturk, padre fondatore della Turchia, si recherà alla Torre Misak-ı Millî per la firma del Libro d’Onore e una breve visita al museo dedicato ad Ataturk e alla storia turca. Di seguito l'incontro con Erdogan al palazzo presidenziale e la visita alla Nation’s Library, oltre al trasferimento alla Presidenza degli Affari religiosi, per il colloquio privato con il presidente dell’ente statale che li gestisce. Alle 16.40 il rientro alla nunziatura apostolica poi il trasferimento all’aeroporto di Ankara, dove si svolgerà la cerimonia di congedo dalla capitale, prima dalla partenza per Istanbul, dove l’aereo papale atterrerà alle 19.30, accolto dalle autorità locali.
Domani, 28 novembre, il Papa si recherà alla cattedrale cattolica dello Spirito Santo, per l’incontro con i vescovi, i sacerdoti, i consacrati e le consacrate e gli operatori pastorali, durante il quale è previsto un discorso del Pontefice. Visiterà la casa di accoglienza per anziani delle Piccole Sorelle dei Poveri. Leone incontrerà il rabbino capo della Turchia. Il Pontefice raggiungerà poi Nicea per l’incontro ecumenico di preghiera nei pressi degli scavi archeologici dell’antica Basilica di San Neofito. Il Papa sarà accolto dal patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, nella zona degli scavi archeologici dove si trovano i resti della basilica del quarto secolo sommersi dopo un terremoto: è il luogo dove nel 325 si svolse il Primo Concilio di Nicea, convocato dall’imperatore Costantino.
Sabato 29 novembre, alle 8.45, Papa Leone visiterà la Moschea Blu di Istanbul. Sarà accolto e accompagnato dal presidente per gli Affari Religiosi della Turchia. Dopo il suo benvenuto, il Papa si intratterrà in un breve momento di preghiera silenziosa prima di recarsi, alle 9.30, in auto alla Chiesa ortodossa siriaca di Mor Ephrem, dedicata a Sant’ Efrem il Siro, per l’incontro privato con i capi delle chiese e delle comunità cristiane. Alle 11.45 il ritorno alla delegazione apostolica. Il Papa raggiungerà poi la chiesa patriarcale S. Giorgio al Fanar, dove è previsto il canto di lode. Nella sede del Patriarcato Ecumenico avverrà l’incontro con le delegazioni, un breve incontro privato e la firma di una dichiarazione congiunta. Alle 16.20 il trasferimento in auto alla Wolkswagen Arena, dove alle 17 è prevista una messa per 4mila fedeli, con l’omelia del Papa.
Domenica 30 novembre il Papa andrà nella cattedrale armena, dove sarà accolto dal patriarca della chiesa armena per un momento di preghiera. Papa e patriarca inaugureranno una targa commemorativa all’ingresso della cattedrale. Quindi, il trasferimento in auto al Phanar, per la Divina Liturgia in programma nella chiesa patriarcale di San Giorgio: presieduta dal patriarca, verrà conclusa dal discorso del Santo Padre e da una benedizione ecumenica del Papa con il patriarca. Alle 13 il pranzo con il patriarca Bartolomeo al patriarcato ecumenico. Prevost si congederà dalla Turchia per la seconda tappa del viaggio: il Libano. Arrivo a Beirut nel pomeriggio quando sarà accolto dal presidente del Libano, Joseph Aoun, dal presidente dell’assemblea nazionale, dal primo ministro e dal patriarca maronita. Ci sarà poi la visita di cortesia di papa Leone al presidente, e poi l’incontro privato tra il Papa e il presidente dell’Assemblea Nazionale, cui seguirà quello con il primo ministro. E’ in programma anche la piantumazione simbolica di un “cedro dell’amicizia”, nel giardino del palazzo presidenziale, cui prenderanno parte anche il card. Parolin e il Patriarca di Antiochia dei Maroniti. Alle 18 il Papa incontra le autorità, la società civile e il Corpo diplomatico.
Lunedì 1 dicembre il Papa si traferirà al Monastero di San Maroun ad Annaya per la visita e la preghiera sulla tomba di San Charbel Maklūf, canonizzato da Paolo VI nel 1977. Leone sarà accolto dal Presidente della Repubblica e dalla consorte nel cortile. In agenda c’è poi la tappa al Santuario di Nostra Signora del Libano ad Harissa. Prima di congedarsi , il Papa benedirà una prima pietra della “Città della Pace” di Tele Lumiére e Noursat. Alle 12.30 il trasferimento in auto alla nunziatura, per l’incontro privato con i patriarchi alle 12.30. Alle 15.30 il Papa si recherà in Piazza dei Martiri uccisi nel 1916 alla fine della dominazione ottomana. Al Patriarcato di Antiochia dei Maroniti a Bkerké, incontrera’ i giovani.In nunziatura l’incontro privato con le comunità religiose musulmane e druse, in programma un quarto d’ora dopo.
Martedì 2 dicembre, il Papa visiterà l’ospedale de la Croix, uno dei più grandi ospedali per disabili mentali del Medio Oriente. Quindi, il trasferimento in auto al luogo dell’esplosione del Porto di Beirut, dove la duplice l’esplosione del 4 agosto 2020 ha ucciso oltre 200 persone, ferito altre 7mila e lasciato senza casa 300mila persone. Il papa incontrerà alcuni parenti delle vittime e sopravvissuti. La celebrazione della messa l’ultimo atto del pellegrinaggio prima di lasciare il Libano e ritornare a Roma.