Patto di stabilità e possibile sospensione, cosa dice Meloni

La premier: "Non è tabù ragionare su sospensione". Dombrovskis: "Sospeso solo in caso di grave recessione, non ci siamo"

Bandiere Ue
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09 aprile 2026 | 12.28
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Sospendere il Patto di stabilità se la crisi in Medio Oriente peggiora. A parlarne oggi la premier Giorgia Meloni, intervenendo nell'Aula della Camera durante l'informativa urgente sull'azione del governo.

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La posizione di Meloni e Giorgetti

"Dovremmo porci seriamente il tema di una risposta europea, non dissimile per approccio e strumenti a quella messa in campo per rispondere alla pandemia. In quel caso, riteniamo che non dovrebbe essere un tabù ragionare di una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita. Non una deroga per singolo Stato Membro, ma un provvedimento generalizzato. Così come l’Italia rimane pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi, compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche", ha detto la presidente del Consiglio.

In ambito economico, questo accordo tra i Paesi dell'Unione europea ha come scopo quello di mantenere sotto controllo i conti pubblic in modo da evitare evitare che deficit eccessivi di un singolo Stato mettano a rischio la stabilità dell'intera Eurozona. "L'auspicio è che la crisi internazionale veda quanto prima la sua soluzione, ma se ciò non dovesse accadere, si dovrà porre seriamente il tema di una risposta unitaria europea, così come fu fatto per la pandemia, con misure eccezionali fra le quali ho già condiviso con alcuni partner europei la proposta di prevedere una tassazione degli extra profitti generati nel settore dagli aumenti dei prezzi dei carburanti e dell’energia, fermo restando che il perdurare della crisi imporrà di ragionare in maniera seria e costruttiva su una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita", ha detto anche il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel rispondere al question time al Senato.

"Il governo è pienamente consapevole delle numerose pressioni sulla finanza pubblica esercitate da esigenze di transizione strutturale, cui più di recente si aggiungono quelle legate alla crisi energetica innescata dallo scoppio della guerra in Medio Oriente", ha affermato ancora Giorgetti, spiegando che l'Esecutivo "si è mosso secondo una duplice linea: quella delle riforme strutturali, contenute nel decreto energia, e quelle emergenziali e temporanee, che hanno caratterizzato i provvedimenti per fronteggiare in via emergenziale il caro carburanti". "Qualora le conseguenze delle tensioni sui mercati energetici in corso dovessero prolungarsi o addirittura intensificarsi, l’Europa dovrebbe, in primo luogo, valutare il ricorso alla clausola di salvaguardia generale prevista dall’articolo 25 del Regolamento 1263/2024. Ricordo che la Commissione ha già avuto modo di esprimere cautela sulla possibilità di attivazione di tali clausole alla luce dell’attuale contesto, ma resta il fatto che in determinate condizioni, come nel caso di prolungato stress sulle finanze pubbliche del nostro Paese o di recessione severa nell’area, l’attivazione di tali clausole debba essere considerata una possibilità realistica, nonché esplicitamente prevista dalla nuova governance europea", ha aggiunto.

La posizione dell'Ue su una possibile sospensione

La condizione per attivare la sospensione del Patto di stabilità e crescita prevede "una grave recessione economica nell'eurozona o nell'Unione europea. Attualmente non ci troviamo in questo scenario", ha affermato dal canto suo il commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis rispondendo a una domanda della commissione Affari monetari del Parlamento europeo, rilevando che il potenziale impatto economico derivante dalla crisi in Medio Oriente fa presagire "un rallentamento economico ma non una recessione. Noi comunque rimaniamo vigili e risponderemo in funzione alle situazioni concrete", aggiunge.

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