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Consumi: piace sempre più vendita a domicilio e crea posti lavoro

16 marzo 2015 | 14.15
LETTURA: 3 minuti

Paolino (Avedisco): "Settore con 450.000 addetti" (video). L'esperienza positiva della multinazionale Guy De Marle, che ha scelto di vendere solo a domicilio. La venditrice: "Sono il datore di lavoro di me stessa".

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Dal libro al rossetto passando per il robot da cucina. Poter scegliere comodamente a casa propria le cose da acquistare dopo averle provate, magari sorseggiando un caffè con le amiche. Sta forse proprio qui la ragione del successo della vendita a domicilio che, nell’era di Internet e dell’acquisto con un clic, piace sempre di più agli italiani. Tanto che aumentano anche fatturato e occupazione nel settore.

Come spiega a Labitalia Giovanni Paolino, presidente di Avedisco, associazione italiana che rappresenta le più importanti realtà, italiane ed estere, che utilizzano la vendita diretta a domicilio, "le aziende di questo settore nel suo complesso contribuiscono oggi all'economia italiana con oltre 2,5 miliardi di euro di fatturato e oltre 450.000 addetti".

E nei primi 9 mesi del 2014 le aziende associate Avedisco hanno fatturato quasi 615 milioni di euro, pari a un aumento del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che arriva a oltre il 12% per alcuni settori come quello alimentare. E va bene anche l'occupazione: gli incaricati alle vendite dirette delle aziende Avedisco sono oggi circa 330.000 (+3,55%).

"La vendita diretta -aggiunge Paolino- gode di anticiclicità rispetto alle crisi tradizionali. Creiamo posti di lavoro per i giovani che escono dalla scuola e alle prese con la prima occupazione perché nelle nostre aziende è facile entrare, facile avere formazione, non c'è da fare investimenti, si può insomma provare, tentare l'avventura dell'impresa personale".

"Poi -dice il presidente Avedisco- è un settore molto buono per le donne: non a caso l'82% degli addetti alla vendita a domicilio sono donne, perchè possono gestire liberamente il tempo di lavoro e conciliarlo con le esigenze familiari".

Non solo. Aggiunge Paolino: "La vendita diretta è anche un'occasione straordinaria di reinserimento lavorativo per chi ha perso il posto. E' un lavoro che si può iniziare a 20 come a 50-60 anni, non c'è un'età per iniziare a lavorare: basta averne voglia e si può cominciare quando si vuole".

In Europa, l'Italia è il secondo mercato per vendita diretta dopo la Germania, pur avendo esattamente la metà dei consumatori dello Stato tedesco.

"La nostra - spiega il presidente di Avedisco, nata nel 1969 per tutelare gli interessi degli addetti alla vendita e dei consumatori- è una nazione dove tutte le aziende più importanti di vendita diretta hanno investito negli anni: già dagli '60 la vendita diretta era una realtà importante. E ora si è ampiamente consolidata".

(VIDEO)

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