L'iniziativa, spiegano fonti di Palazzo Chigi, fa seguito alla riunione del gruppo informale degli "Amici della competitività" della scorsa settimana
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha inviato, insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz e al primo ministro belga Bart De Wever, una lettera al presidente del Consiglio europeo António Costa, in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.
L'iniziativa, spiegano fonti di palazzo Chigi, fa seguito alla riunione del gruppo informale degli "Amici della competitività" della scorsa settimana e "particolare rilievo assume nella lettera il collegamento tra semplificazione, caro energia e competitività industriale".
La lettera, spiegano ancora, invita ad approfondire tre strade: una corsia preferenziale per accelerare gli investimenti in settori prioritari, a partire da energia e digitalizzazione; un freno contro nuovi oneri burocratici; una riduzione generalizzata degli obblighi di 'reporting' Ue, soprattutto per le Pmi.
La premier ieri, nel suo intervento dal palco dell'assemblea generale di Assolombarda, a Milano, ha sottolineato che "l'Europa deve prendere atto che la crisi in Iran, la chiusura di Hormuz, l'instabilità del Mar Rosso stanno facendo salire i costi dell'energia, delle materie prime e dei trasporti e soprattutto alimentano un'inflazione che sfugge al nostro controllo, ma che pesa molto sulle famiglie, sui sistemi produttivi e sui conti pubblici. Ne ha discusso il ministro Giorgetti all'Ecofin di qualche giorno fa, io riproporrò personalmente la questione al Consiglio europeo che è previsto questo giovedì e venerdì: si tratta di una proposta semplice, di buonsenso, oltre che di responsabilità", ha rimarcato la presidente del Consiglio.
"L'Italia non siede al tavolo europeo per dire sempre sì - ha poi messo in chiaro - Siede lì per dire quello che va detto quando va detto, anche se è scomodo, anche quando costa. Perché l'Italia è tra le nazioni che l'Europa l'hanno fondata e ha il diritto e il dovere di dire quando qualcosa non va non per indebolirla, ma esattamente per il contrario: per renderla più forte".