Iran, via libera a mozione in Senato: solo il M5S si astiene

Maggioranza e opposizione votano compatte, i senatori Cinquestelle si astengono. Conte: "Abbiamo chiesto di inserire la nostra contrarietà a azioni militari unilaterali, ci hanno detto no"

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte
14 gennaio 2026 | 12.23
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La commissione Esteri del Senato ha votato una risoluzione unitaria, con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza e opposizione, di sostegno al popolo dell'Iran, vittima di una durissima repressione nelle proteste di piazza. Unici astenuti i rappresentanti del M5S. "Chiedevamo la condanna di un eventuale uso della forza di Trump nel testo", hanno spiegato.

Cosa prevede la mozione

La commissione impegna il governo "ad attuare ogni iniziativa diplomatica utile a far desistere le autorità di Teheran dall'adozione di misure repressive nei confronti di pacifici manifestanti, nella convinzione che le iniziative spontanee della popolazione vadano innanzitutto comprese ed ascoltate", si legge nella risoluzione presentata dalla presidente Stefania Craxi.

Il testo, tra le altre cose, impegna anche il governo a "a promuovere, d'intesa con i partner dell'Unione europea e nelle opportune sedi multilaterali, iniziative urgenti volte a ottenere la cessazione dell'uso sproporzionato della forza, degli arresti arbitrari e delle violenze nei confronti dei manifestanti e dei soggetti più vulnerabili, con particolare attenzione alla tutela delle donne e dei minori" e a "sostenere, in ambito europeo, l'adozione e l'attuazione di misure mirate, sanzioni individuali e settoriali nei confronti di individui ed entità coinvolti nella repressione, assicurando al contempo la salvaguardia dei canali umanitari e dell'assistenza alla popolazione civile".

La risoluzione chiede poi "con fermezza alle autorità iraniane la rinuncia alla pena di morte quale strumento di repressione del dissenso e la sospensione immediata dei procedimenti giudiziari e delle condanne comminate in relazione alle proteste in corso" e anche di "adoperarsi affinché sia ripristinato il pieno accesso a internet e ai servizi di comunicazione, quale condizione essenziale per l'esercizio delle libertà di espressione e di informazione e per consentire un monitoraggio indipendente degli eventi".

Cosa dice Conte

"Sentite cosa è successo. Oggi c'era la risoluzione sull'Iran al Senato che noi avremmo votato insieme alle altre forze politiche, visto che siamo al fianco di chi si ribella al regime iraniano, che abbiamo sempre condannato per come soffoca le libertà e reprime nel sangue il dissenso. Avevamo chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco in quel testo la nostra contrarietà ad azioni militari unilaterali, condotte fuori dal quadro del diritto internazionale, che coprono altri interessi rispetto alla libertà di tanti giovani, di tanti cittadini iraniani che vogliono mettere fine alla tirannia. Ci hanno detto no", afferma il leader M5S, Giuseppe Conte, in un post sui social.

"Quindi abbiamo deciso di astenerci, pur condividendo il resto della risoluzione: l'assenza di quel passaggio è per noi fondamentale. Soprattutto ora che si è manifestata la dottrina 'Meloni-Tajani' per cui il diritto internazionale vale … ma fino a un certo punto. E questo punto lo stabiliscono gli Stati Uniti, di volta in volta. Per il governo Meloni il diritto internazionale non vale per il criminale Al-Masri, che ha rimpatriato con gli onori di un volo di Stato. Non vale nella Striscia di Gaza, dove il governo italiano è rimasto complice silente del genocidio compiuto dal governo Netanyahu".

"Non vale in Venezuela dove Meloni ha dichiarato 'legittimo' il blitz militare americano, con la conseguenza che al governo c’è adesso la numero 2 di Maduro, mentre a cambiare realmente è stata la governance del petrolio. Se lasciamo che prevalga la legge del più forte, del più armato,rotoleremo nel più completo disordine mondiale. Altro che corsa al riarmo, precipiteremo nel caos della massima insicurezza e, quindi, della più umiliante servitù per sperare in una protezione. La comunità e gli organismi internazionali hanno tante leve da usare sul fronte economico e diplomatico per cambiare le cose. Condividiamo ogni forma di sostegno vero, concreto, rispettoso del diritto internazionale ai manifestanti e auspichiamo una svolta democratica in Iran frutto dell’autodeterminazione del popolo iraniano", conclude Conte.

La posizione dei senatori M5S

"Non vogliamo che il governo italiano si trovi a sostenere un'altra azione illegale di Trump, un'altra guerra per il petrolio; per questo motivo abbiamo chiesto di inserire un impegno nella risoluzione unitaria sull'Iran per scongiurare un intervento militare unilaterale - rafforzando un testo che per il resto condividiamo. Questo nostro auspicio è stato rigettato e per questo ci siamo astenuti", dichiarano i senatori M5S della commissioni Esteri e Difesa di palazzo Madama illustrando la propria posizione.

"Noi sosteniamo chi si ribella al brutale regime teocratico iraniano, che condanniamo con profondo sdegno per la sanguinosa repressione che sta mettendo in atto - aggiungono -. Condividiamo ogni forma di sostegno concreto e non violento ai manifestanti e auspichiamo una svolta democratica in Iran frutto dell'autodeterminazione del popolo iraniano. Ma siamo contrari a ogni ipotesi di intervento armato esterno perché questo farebbe sprofondare il Paese in una guerra civile con una carneficina ancor peggiore e inoltre destabilizzerebbe l'intero Medio Oriente".

"L'Iran dei Pasdaran non è il Venezuela di Maduro, dove, per inciso, il blitz Usa non ha rimosso il regime. I popoli iracheno, afgano, siriano e libico sanno bene come sono finiti i regime change armati dei decenni passati. Il Movimento 5 stelle sarà sempre dalla parte di chi lotta per la democrazia e la libertà e per questo venerdì saremo in piazza a manifestare a sostegno del popolo iraniano", concludono i senatori pentastellati.

Le critiche al M5S

"Il Regime sta ammazzando il popolo sceso in piazza per i propri diritti. Per la propria libertà. In questo quadro, anche il silenzio è una scelta di campo, dalla parte sbagliata della storia. È quindi una scelta che va condannata. Oggi in Commissione Esteri al Senato il M5S non ha votato la risoluzione, presentata dalla presidente Stefania Craxi e approvata con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza e opposizione, di sostegno concreto del nostro Paese al popolo iraniano. Questo va detto e va denunciato", dice Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato e senatrice di Forza Italia.

"L'annuncio delle esecuzioni dei prigionieri iraniani si aggiunge a un'escalation dell'orrore che richiede una risposta decisa, immediata e unanime da parte di tutte le istituzioni internazionali democratiche. La ferocia del regime iraniano non può essere tollerata oltre. La coraggiosa lotta del popolo iraniano deve ricevere tutto il sostegno e la forza che merita la battaglia per la libertà e la democrazia. Stupisce l'incomprensibile astensione del M5s in commissione Esteri-Difesa al Senato proprio mentre sarebbe necessaria una mobilitazione di tutte le forze democratiche, senza distinzioni, per rafforzare la pressione diplomatica sul regime degli ayatollah e per far sentire a questo popolo martoriato il sostegno dell'Italia", afferma il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.

"Oggi al Senato in Commissione si è votata una mozione unitaria sull'Iran. Unici astenuti i 5S. Sempre dalla parte giusta della storia. Avanti cosi con Maduro, Putin e Ayatollah vari", scrive sui social Carlo Calenda, leader di Azione.

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