'Salario giusto', via libera al decreto. Meloni: "Per chi rende grande la nostra nazione". Sul caso Minetti: "Mi fido di Nordio"

La presidente del Consiglio in conferenza stampa: "Obiettivo sostenere la creazione di maggiore occupazione, stabile e di qualità". Sul caso Minetti: "Escludo ipotesi dimissioni ministro della Giustizia"

Giorgia Meloni (Ipa)
Giorgia Meloni (Ipa)
28 aprile 2026 | 17.54
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Via libera da parte del Cdm al decreto sul 'salario giusto'. Un decreto che è un ringraziamento per coloro che "ogni giorno contribuiscono, con il loro lavoro, a fare grande la nostra nazione", ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa oggi martedì 28 aprile.

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"Il decreto legge che abbiamo approvato oggi in Consiglio dei ministri è chiaramente un tassello di una strategia molto più ampia che il governo ha portato avanti fin dal suo insediamento, che ha come obiettivo quello di sostenere la creazione di maggiore occupazione, ma anche di occupazione stabile e di qualità", ha sottolineato Meloni. "Siamo convinti - ha aggiunto - che è una sfida per un lavoro di qualità e che questa sfida si vinca solo ed esclusivamente se facciamo squadra, se lavoriamo tutti nella stessa direzione e se cerchiamo di dimostrare questa volontà con i fatti".

Cosa c'è nel decreto

Il decreto legge approvato oggi in Cdm "stanzia quasi un miliardo di euro per il rinnovo di alcuni importanti ed efficaci incentivi occupazionali, in particolare quelli legati all’assunzione dei giovani under 35, all’assunzione delle donne e all’assunzione dei lavoratori nell’area Zes. Ma con una novità che consideriamo molto importante: a quegli incentivi si può accedere solo ed esclusivamente se si riconosce e si applica ai propri lavoratori quello che definiamo il 'salario giusto'", ha spiegato la presidente del Consiglio.

Che cosa si intende per salario giusto? "Si intende il trattamento economico complessivo percepito dal lavoratore, che chiaramente non è composto solamente dal salario orario, ma da tutti gli elementi economici che concorrono a formare il contratto in favore del lavoratore", ha detto Meloni.

La premier ha rivendicato che la strategia del governo sul fronte occupazionale "sta dando i suoi frutti, se guardiamo a questi dati che ci consentono di dire che oggi, più di ieri, l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Noi abbiamo in questi anni raggiunto il record di numero di occupati; il tasso di occupazione femminile non è mai stato così alto; la disoccupazione, sia giovanile che generale, è ai minimi da sempre".

In sostanza, ha rimarcato, "è aumentato il lavoro stabile, è diminuita la precarietà, è cresciuta la percentuale del lavoro full-time, è diminuita quella del part-time. I numeri Istat, come ho già avuto modo di ricordare, certificano che rispetto all’inizio della legislatura noi abbiamo quasi 1,2 milioni di occupati in più e oltre 550mila precari in meno".

Carburanti

Capitolo caro carburanti. "Per quello che riguarda il taglio delle accise, stiamo valutando una ulteriore proroga. Potrebbe essere più breve delle precedenti - ha preannunciato - La situazione internazionale è in continua evoluzione, quindi cerchiamo di restare ancorati all’andamento del quadro generale".

"Non abbiamo ancora definito con precisione la durata della proroga - ha precisato - ma stiamo anche valutando di non intervenire in modo orizzontale. L’aumento del gasolio, infatti, è stato molto più significativo rispetto a quello della benzina: mediamente circa +24% per il gasolio contro circa +6% per la benzina. Quindi potrebbe trattarsi di un intervento che incide maggiormente sul prezzo del gasolio rispetto a quello della benzina, per cercare di ottenere un effetto più equilibrato".

Caso Minetti

In conferenza stampa, interpellata sul caso della grazia a Nicole Minetti, la premier ha risposto: "Io mi fido del ministro Carlo Nordio. Per quello che riguarda la revoca della grazia, credo che la competenza non sia la mia. Non è il mio ruolo dire cosa il Presidente della Repubblica debba fare rispetto alla concessione di una grazia".

"Ad oggi - ha affermato - escludo l’ipotesi di dimissioni del ministro" Nordio. "Ho parlato con lui ieri al telefono, quando è uscita la lettera del Quirinale, per capire che cosa fosse accaduto. Mi sono messa a ricostruire come funziona l’iter".

"Per quanto riguarda l’iter del provvedimento, credo sia importante ricostruire come funzionano le cose in questa vicenda, perché anche io - lo confesso - ho appreso della grazia a Nicole Minetti dalla stampa. Ho quindi chiesto come funzionasse la prassi", ha detto Meloni.

"Questo provvedimento - ha proseguito - non ha seguito un iter diverso da quello degli altri provvedimenti: è stato portato avanti nel rispetto della legge e della prassi. Successivamente sono emersi altri elementi e, sulla base di questi, il Presidente della Repubblica ha chiesto - per il nostro tramite - a chi deve fare le verifiche, cioè alle Procure Generali, di svolgere ulteriori accertamenti. E io sono d’accordo sul fatto che questi accertamenti vadano fatti".

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