La premier da Nicosia dice di non vedere "positivamente" le minacce degli Stati Uniti di sospendere la Spagna dall'alleanza
"Penso che la Nato debba rimanere unita: è un elemento di forza nel contesto" internazionale. Lo sottolinea la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a Nicosia a margine del Consiglio Europeo informale affermando di "non" vedere "positivamente" la supposta minaccia degli Usa di punire la Spagna per il mancato appoggio alla guerra contro l'Iran, perché conclude. "Sapete che cosa penso sull'unità dell'Occidente e sul ruolo dell'Occidente. Sono sempre dell'idea che vadano rafforzati". Bisogna lavorare per "rafforzare la colonna europea della Nato, che chiaramente deve essere complementare a quella americana".
"Non ho sentito Donald Trump", fa sapere Meloni. "Io non ho detto che non sono più una priorità le spese militari - risponde ad una domanda - io ho detto che noi oggi abbiamo delle priorità molto, molto importanti". "Per noi - aggiunge - certamente le spese di difesa rimangono una priorità, ma se abbiamo il problema dell'energia, c'è una priorità che purtroppo viene prima. Quindi non vuol dire una cosa diversa da quella che si è detta in passato: significa adattare le proprie posizioni a un contesto che intorno a noi sta cambiando".
"Dopodiché - aggiunge - per quello che riguarda i nostri rapporti con gli Stati Uniti, sono sempre dei rapporti solidi. Per quello che riguarda i miei rapporti con Donald Trump, non c'è niente di particolare che io stia facendo in questo momento", conclude.
E proprio sulla risposta alla crisi energetica Meloni chiarisce di non essere affatto "sola" in Europa nel chiedere misure decise: anche se alcuni Paesi hanno idee diverse, c'è la "consapevolezza" che la situazione è "seria". "Sono soddisfatta della discussione - afferma la premier- ma questo è un Consiglio Europeo informale: non ci sono delle decisioni che vengono prese, c'è un dibattito che viene portato avanti. Mi pare che la posizione italiana, che è quella che io ho segnalato ieri sul fatto che l'iniziativa della Commissione è un'iniziativa sicuramente interessante, un passo avanti", ma "che serve di più, che serve il coraggio di prevenire una crisi e non rispondere quando la crisi si manifesta in tutta la sua intensità".
"E mi pare - nota - di non essere sola all'interno del Consiglio. Vedremo poi come questo si svilupperà, ma io continuo a ritenere che, ad esempio, quando si parla di allentamento delle regole sugli aiuti di Stato, possa essere sensato" un intervento ad hoc, scorporandole dai conti quando si valuta il rispetto del patto di stabilità. "Ovviamente - prosegue Meloni - le questioni che ho posto sono due. Quali sono i settori che vengono coinvolti? Perché su questo noi abbiamo degli interessi che vanno considerati, citavo ieri l'elemento degli autotrasportatori, ad esempio, che chiaramente per noi significherebbe un aumento dell'inflazione, un aumento del prezzo di tutti i generi di prima necessità".
E poi, continua, c'è "la questione della capacità fiscale, che non è uguale nei diversi Stati membri. Quindi se non si parte da un allentamento dei vincoli almeno per questi settori, si parla di una misura che è buona per alcuni e non è buona per altri". "E noi - sottolinea - di tutto abbiamo bisogno, fuorché di creare in questo momento ulteriori disparità all'interno degli Stati membri. Su questo non sono la sola che chiede queste misure: c'è un dibattito, ci sono anche Paesi che non sono d'accordo, ma sicuramente ho trovato consapevolezza della situazione che è una situazione seria, che dobbiamo saper affrontare", sottolinea.
Ue: Meloni, 'dia segnale su spese amministrative istituzioni'
Nell'ambito del Quadro finanziario pluriennale dell'Ue 2028-34, "credo che un segnale vada dato anche sulle spese amministrative" delle istituzioni comunitarie. Lo sottolinea, a Nicosia a margine del Consiglio Europeo informale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Cioè, continua, "non si può proporre la ristrutturazione del palazzo della sede del Consiglio Europeo a 800 milioni di euro". E' una cosa che "l'Italia non è in grado di sostenere, che sarebbe un segnale sbagliato nei confronti dei cittadini".
Ora dovrebbe essere il presidente russo Vladimir Putin a fare "passi avanti" per venire incontro all'Occidente in una soluzione per l'Ucraina, non il contrario. Lo sottolinea la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a Nicosia per il Consiglio Europeo informale.
"Per quello che riguarda Vladimir Putin nel G20 - risponde interrogata in merito alle notizie e alle indiscrezioni in merito alla volontà degli Usa di invitare il presidente russo al vertice del G20 previsto a fine anno in Florida - penso che questo sia il momento in cui siamo noi a chiedere a Putin di fare qualche passo avanti e non noi a farlo nei suoi confronti".
"Perché noi, gli americani soprattutto - aggiunge Meloni - in questi mesi hanno fatto diversi passi avanti verso la Russia: dall'altra parte non abbiamo visto altrettanti passi in avanti. Credo che sia il momento di pretenderli, piuttosto che" farne, conclude.