Referendum, l''avvertimento' di Gratteri al Foglio: "Dopo il voto con voi faremo i conti"

Lo racconta su X il direttore Claudio Cerasa, postando l'articolo uscito questa mattina sul suo giornale nel quale si riporta la conversazione con il procuratore di Napoli sul caso Sal Da Vinci. Tajani: "Atto gravissimo che lede libertà stampa"

Nicola Gratteri - (IPa)
Nicola Gratteri - (IPa)
11 marzo 2026 | 10.48
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"Abbiamo chiamato Gratteri per capire perché ha detto che Sal Da Vinci voterà 'no' al referendum (falso). Ci ha detto: scherzavo. E ha aggiunto: 'Se dovete speculare fate pure. Tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete'". Lo racconta su X il direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, postando l'articolo uscito questa mattina sul suo giornale nel quale si riporta la conversazione con il procuratore di Napoli Nicola Gratteri sul caso Sal Da Vinci.

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Il fresco vincitore di Sanremo, 'reo' di aver cantato 'Per sempre sì' in era di Referendum, è diventato infatti suo malgrado il 'casus belli' di una campagna per la riforma della giustizia farcita di 'fraintedimenti', aggressioni verbali e 'scherzi', ricostruisce il Foglio, spiegando che i fatti prendono il via da una ospitata a La 7 dove il procuratore ha detto che Sal Da Vinci canta 'Per sempre Sì', ma alla fine voterà No. "Era tutto uno scherzo", dice Gratteri. "Ridevo con il presentatore", spiega al quotidiano.

Ma, incalzato dalla giornalista sul fatto che il vincitore del festival di Sanremo ha dovuto smentire, si fa serio: "Senta, con voi del Foglio... Se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure. Fatelo. Non è un problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti". "I conti?", ribatte il cronista del quotidiano diretto da Cerasa, che parla di un "avvertimento (ben poco allegro)" da parte del magistrato. "Nel senso che tireremo una rete". "Lei, o chi per lei, è in buona fede? E allora potrà credere che io giocavo - ribadisce - Tutto un gioco tra me e il presentatore. Ci siamo guardati, abbiamo riso, riguardi la trasmissione". Il rischio, però, è di non distinguere più tra il serio e il faceto, lo ammoniscono dal Foglio. "Peggio per chi non distingue", si smarca il procuratore. "Il punto è semplice - chiosa - a una battuta ho risposto con una battuta".

Il Foglio chiederà l'intervento di Fnsi e Odg a tutela art. 21

Il Foglio chiederà l'intervento di Fnsi e Odg. Domani, dunque, apprende l'Adnkronos, sulle pagine del quotidiano si chiederà a Fnsi e Odg se considerano la tutela dell’articolo 21 della Costituzione sempre obbligatoria o se ci siano delle deroghe quando si tratta di qualcuno in particolare.

Presidente Fnsi: "Gratteri smentisca o si scusi"

"Le parole del Procuratore di Napoli Nicola Gratteri non fanno onore alla sua storia, alla storia di chi ha pagato e paga in prima persona la lotta contro ogni forma di illegalità e minacce. Quindi, Gratteri smentisca o si scusi per le sue parole rivolte al Foglio". Così il presidente della Fnsi, Vittorio Di Trapani, interpellato dall'Adnkronos. "Alludere a 'conti' da fare e a non meglio precisate 'reti' è incompatibile con la difesa della libertà di stampa. Il suo dovere di magistrato - prosegue Di Trapani - è tutelarla, non intimidirla".

"Inoltre - sottolinea ancora Di Trapani - Gratteri farebbe bene a rendersi conto che queste uscite sono anche i migliori assist offerti a chi vuole delegittimare la magistratura in vista del referendum. E invece la Costituzione si difende sempre. E tutta. Tanto l'indipendenza della magistratura quanto la libertà di stampa sancita dall'articolo 21", conclude il presidente della Fnsi.

"Ho letto le parole di Gratteri al Foglio e contro il Foglio e mi hanno colpito. Non si possono accettare violazioni all'articolo 21 della Costituzione neppure dai magistrati, neppure da un professionista come Gratteri che con le sue inchieste ha alzato il velo su molte operazioni della 'ndrangheta". Lo dichiara Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi. "E' grave la minaccia 'tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete'. In Italia c'è una legge sulla diffamazione chiara: se uno si ritiene diffamato, querela. Punto. Le reti non attengono alla giurisprudenza italiana e soprattutto - conclude la segretaria generale Fnsi - le minacce, anche velate, violano l'articolo 21 della Costituzione".

Aimi (Csm): "Frasi gravi,predisposta richiesta apertura pratica"

Il consigliere laico del Csm Enrico Aimi esprime “piena solidarietà alla redazione de ‘Il Foglio’ e alla giornalista destinataria delle dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri. Le parole rivolte al quotidiano, con il riferimento al fatto che ‘dopo il referendum faremo i conti’, appaiono gravissime e del tutto inappropriate, soprattutto perché pronunciate da un magistrato che ricopre l’ incarico di Procuratore della Repubblica e che, proprio per questo, è tenuto a una rigorosa osservanza dei principi di equilibrio, misura e rispetto del libero esercizio dell’attività giornalistica”.

“La libertà di stampa rappresenta un presidio fondamentale della nostra democrazia e non può essere oggetto di pressioni, neppure solo verbalmente evocate, soprattutto da parte di chi esercita funzioni requirenti - dice Aimi - Le dichiarazioni attribuite al Procuratore Gratteri risultano inoltre irriguardose e difficilmente conciliabili con l’appello al rispetto dei toni e al confronto civile richiamato dal Presidente della Repubblica nel corso del recente plenum del Consiglio Superiore della Magistratura”. Per queste ragioni, il consigliere Aimi annuncia “di aver predisposto una richiesta di apertura di una pratica, che sottoporrà anche agli altri componenti del Csm, affinché l’accaduto possa essere valutato nelle sedi competenti, nell’interesse della credibilità della magistratura e della tutela dei principi che regolano il corretto rapporto tra giustizia e informazione”.

Le reazioni

"Voglio esprimere solidarietà al quotidiano 'Il Foglio', per le gravi minacce subite dal procuratore Gratteri. Un atto gravissimo che lede la libertà di stampa. È inaccettabile che un magistrato cerchi di censurare l’informazione, che rivolga intimidazioni, paventando ritorsioni, nei confronti di giornalisti colpevoli soltanto di fare il proprio lavoro. Un cattivo esempio, in contrasto anche con l’appello del Presidente della Repubblica al rispetto dei toni e del libero pensiero". Lo scrive sui social, Antonio Tajani, vicepremier e leader di Fi.

"Stupisce che una dichiarazione dal contenuto assimilabile a una sorta di intimidazione alla libera stampa arrivi da un magistrato". Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria commenta così le parole di Gratteri. "Esprimo la mia vicinanza al Direttore del Foglio. Attendiamo che il procuratore si scusi", aggiunge Alberto Barachini.

“Al direttore del Foglio e a tutta la redazione va la più totale solidarietà dopo le parole inequivocabili del procuratore di Napoli Nicola Gratteri. Ogni magistrato dovrebbe osservare contegno ed equilibrio in qualsiasi dichiarazione, e quelle riportate dal quotidiano sono del tutto contrarie a questo principio. Le scuse da parte sua sarebbero il gesto minimo a seguito di questa sortita sconcertante”. Lo afferma Deborah Bergamini, vicesegretario di Forza Italia.

"Esprimo solidarietà alla redazione del Foglio. Le parole del procuratore Gratteri, denunciate dal direttore Cerasa, non sono tollerabili. ‘Tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti' non è una frase degna del dibattito democratico. La libera stampa è un valore da difendere”. Lo scrive sui social la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia viva.

“Le recenti esternazioni del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, nei confronti de Il Foglio rappresentano un fatto gravissimo che non può e non deve passare sotto silenzio. Minacciare di 'fare i conti' con una testata giornalistica all’indomani del referendum sulla riforma della giustizia non è solo un attacco alla libertà di informazione, ma un segnale inquietante di una parte della magistratura che scambia il proprio ruolo per una tribuna di lotta politica e personale. Associare chi sostiene le ragioni del Sì a contesti opachi o, peggio, lanciare intimidazioni a chi fa informazione e esercita il diritto di critica, è un comportamento inaccettabile, soprattutto da parte di un magistrato. Non possiamo accettare che si tenti di imbavagliare il libero dibattito con toni che sanno di ritorsione. Esprimo la mia totale solidarietà alla redazione de Il Foglio: la libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia che difenderemo senza arretrare di un millimetro. Auspico un intervento fermo degli organi competenti e dell’Ordine dei Giornalisti affinché venga tutelato il diritto dei cittadini a essere informati senza subire condizionamenti o minacce da parte di chi dovrebbe, invece, essere garante della legalità”, dichiara in una nota la deputata di Fratelli d’Italia, Alice Buonguerrieri, componente della Commissione Giustizia.

"Le parole pronunciate dal procuratore Nicola Gratteri sono gravi e inaccettabili. Un magistrato che ricopre un ruolo così delicato dovrebbe sempre mantenere equilibrio e misura, soprattutto quando si rivolge a un organo di informazione". Lo dichiara Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia. "La libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia e non può essere messa in discussione, né direttamente né attraverso frasi che suonano come avvertimenti. In un momento in cui il Paese si confronta su una riforma importante come quella della giustizia, sarebbe auspicabile che chi indossa la toga evitasse di alimentare polemiche e tensioni. A Il Foglio e alla sua redazione va la mia solidarietà per quanto accaduto: il diritto di cronaca e di critica deve sempre essere tutelato e rispettato", conclude l'esponente azzurro.

“Minacciare un giornalista soltanto perché fa il proprio lavoro è sempre grave, ma se queste minacce giungono da un magistrato di primo piano come è Nicola Gratteri la circostanza è ancora più preoccupante. Purtroppo Gratteri non è nuovo, da quando ha deciso di sostenere il No al referendum, a dichiarazioni a dir poco imbarazzanti. Non vorremmo utilizzare il frasario di chi oggi a sinistra sta con il No al referendum, ma dinanzi a questi atteggiamenti non possiamo non dirci preoccupati per la libertà di stampa". Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Filini, responsabile nazionale del programma.

"Esprimiamo ferma condanna per le dichiarazioni rilasciate dal Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, in un’intervista al Foglio. Le minacce, neppure velate, indirizzate a un organo di informazione sono inaccettabili e incompatibili con i principi fondamentali di libertà di stampa e indipendenza del giornalismo, valori imprescindibili in uno Stato democratico. La nostra solidarietà alla redazione del Foglio e al suo direttore, Claudio Cerasa. Davanti all'imbarbarimento del confronto sulla riforma della giustizia e all'evidente nervosismo del fronte del No, non possiamo che ribadire l’importanza di tutelare senza ambiguità il diritto dei cittadini ad essere informati in maniera libera e senza intimidazioni". Lo dichiara il senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin.

"Piena solidarietà al quotidiano Il Foglio e alla sua giornalista per gli attacchi e le minacce neanche troppo velate arrivate dal procuratore Nicola Gratteri. La magistratura è chiamata a svolgere un servizio pubblico, non a lanciare ammonimenti contro chi non condivide determinate posizioni o esercita il diritto di critica. Ancora più grave è il riferimento al referendum sulla giustizia: il referendum è uno strumento di democrazia previsto dalla Costituzione, non certo un mezzo per 'punire' i cittadini o chi non la pensa come una certa casta. Intimidire la stampa e delegittimare il voto popolare è un segnale che non può essere sottovalutato". Così in una nota il senatore Gianni Berrino, capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione Giustizia.

"Le parole attribuite al procuratore di Napoli Nicola Gratteri e riportate oggi da 'Il Foglio' non possono essere liquidate come una semplice battuta. Dire a un giornale che 'dopo il referendum faremo i conti' e che 'tireremo su una rete' nei confronti dei giornalisti è un fatto inquietante, soprattutto perché pronunciato da un magistrato che esercita funzioni di grande responsabilità. Significa forse evocare una futura 'resa dei conti' post referendaria con un quotidiano per ciò che scrive? Se così fosse, sarebbe ovviamente superato il limite della legittima polemica referendaria e si aprirebbero scenari preoccupanti. Per questo motivo riteniamo necessario chiedere che queste affermazioni siano pubblicamente chiarite", afferma Nicolò Zanon, presidente del Comitato nazionale 'Si Riforma'.

"Gratteri si conferma il miglior testimonial per il Sì". Lo scrive su X Enrico Costa, deputato di Forza Italia e vicepresidente della commissione Giustizia. “Il Csm - si chiede - muoverà un dito? E la sinistra sempre così pronta a difendere la libertà di stampa (quella a loro vicina)? Stampa, Repubblica e Corriere dedicheranno editoriali indignati? La Federazione della Stampa si mobiliterà?”.

"È grave e inaccettabile che il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, utilizzi parole e toni che suonano come una vera e propria intimidazione nei confronti della stampa. La libertà di informazione è uno dei pilastri fondamentali della nostra democrazia e deve essere difesa sempre, senza ambiguità. Gratteri dovrebbe scusarsi per questa nuova uscita infelice. Questo clima avvelenato rischia di allontanare le persone dalle urne, e speriamo non sia questo il vero obiettivo dei comitati del No". Lo afferma il presidente di Noi moderati, Maurizio Lupi.

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