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Si è arreso il sequestratore di un dipendente di un hotel a Brasilia. Voleva in cambio la liberazione di Cesare Battisti

29 settembre 2014 | 20.38
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Armato di pistola ed esplosivi, l'uomo aveva fatto irruzione in un albergo del centro della città e aveva chiuso in una stanza un impiegato, minacciando di farlo saltare in aria

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(Xinhua)

Si è arreso al termine di un braccio di ferro di sette ore l'uomo che aveva preso in ostaggio un dipendente di un albergo di lusso a Brasilia e minacciava di ucciderlo. Il portavoce della polizia Paulo Henrique Almeida, ha precisato che l'uomo è stato tratto in arresto e il dipendente dell'hotel - al quale era stato fatto indossare un giubbotto imbottito di esplosivo che il sequestratore minacciava di far scoppiare - è stato ricoverato in stato di shock.

L'uomo aveva fatto irruzione lunedì mattina nell'Hotel Saint Peter a Brasilia, armato di pistola ed esplosivo e aveva chiesto in cambio del rilascio dell'ostaggio l'estradizione in Italia di Cesare Battisti e la rinuncia di Dilma Roussef.

Secondo alcuni siti brasiliani, ma la notizia non è stata confermata, sarebbe un esponente del partito conservatore Partido de la Republica, identificato come il 30enne Jac Souza dos Santos, già consigliere della città di Combinado, nello stato di Tocantins.

Battisti, ex attivista dei Proletari Armati per il Comunismo, è stato condannato in Italia all'ergastolo per quattro omicidi. Prima latitante in Francia, si è poi trasferito in Brasile , dove è stata respinta la richiesta italiana di estradizione.

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