Con 157 voti favorevoli e 93 contrari, l’Aula della Camera dei deputati ha approvato in prima lettura il Decreto Energia, noto anche come Decreto Bollette (Dl 21/2026). Il provvedimento passa ora all’esame del Senato, dove proseguirà l’iter parlamentare per la conversione in legge. Sul testo il Governo aveva precedentemente posto la questione di fiducia, approvata con 203 voti favorevoli, 117 contrari e 3 astenuti. Il decreto, adottato dal Consiglio dei ministri prima dell’inizio della crisi internazionale legata al conflitto in Iran, interviene su diversi profili del sistema energetico nazionale, con l’obiettivo dichiarato di contenere l’impatto dei costi dell’energia su famiglie e imprese e di intervenire su alcune leve fiscali e regolatorie del settore. Tra le principali misure, il provvedimento prevede il riconoscimento di un contributo una tantum pari a 115 euro a favore dei nuclei familiari già beneficiari del bonus sociale, al fine di sostenere il pagamento delle bollette energetiche in un contesto di perdurante volatilità dei prezzi. Il contributo si inserisce nel quadro degli strumenti di sostegno alle fasce economicamente più vulnerabili, già previsti dalla normativa vigente. Il decreto introduce inoltre un meccanismo volto a ridurre il costo delle utenze elettriche non domestiche, attraverso la revisione del sistema degli incentivi del Conto Energia per gli impianti fotovoltaici con potenza superiore a 20 kW. L’intervento mira a riequilibrare il costo degli oneri di sistema, redistribuendone l’impatto sulla bolletta delle imprese, in particolare di quelle energivore e delle attività produttive maggiormente esposte all’aumento dei prezzi dell’energia. Sul piano fiscale, il testo dispone l’innalzamento dell’aliquota dell’Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) dal 3,9% al 5,9% per i soggetti operanti nel comparto energetico. Tale misura è finalizzata ad aumentare il gettito a carico di un settore ritenuto in grado di assorbire un maggiore onere fiscale, contribuendo al finanziamento delle misure di sostegno previste dal decreto. Infine, il provvedimento proroga al 2038 il termine per la graduale dismissione delle centrali a carbone destinate alla produzione di energia elettrica. La misura rappresenta un aggiornamento del calendario di phase-out del carbone, nel quadro del bilanciamento tra esigenze di sicurezza energetica, continuità delle forniture e obiettivi di transizione verso fonti energetiche a minore impatto ambientale.