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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

22 settembre 2016 | 09.33
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"Il programma di riforme del governo sta progressivamente rimuovendo gli ostacoli strutturali sedimentatisi in vent'anni di sostanziale inerzia. Ma le riforme sono come una molla: il processo di definizione, adozione, implementazione la carica; i benefici si vedono quando scatta. In attesa dei benefici, che saranno crescenti nel tempo, il Paese ha bisogno di una politica di bilancio che ne anticipi gli effetti attraverso stimoli mirati alla crescita e alla creazione di occupazione. Non si tratta di spendere soldi pubblici per scavare e riempire buche ma di sviluppare con coerenza un mix di politiche coordinate e complementari lungo un arco temporale necessariamente pluriennale: riduzione delle tasse, incremento degli investimenti pubblici, stimolo agli investimenti privati, riforme strutturali. Al tempo stesso, il rapporto deficit/Pil cala con continuità, nonostante l'inflazione - che non dipende dalle autorità nazionali - resti troppo bassa". Lo scrive, in una lettera al direttore de 'Il Corriere della Sera' il ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan.

In Europa "contribuire al superamento del presente smarrimento o diaspora, ben visibile nelle difficoltà del Consiglio, è compito dei governi più consapevoli della gravità della crisi e dell'esigenza di una ricerca di soluzioni in positivo. Come il governo italiano, le cui responsabilità si sono accresciute, pur fuori di intenti liquidatori della storica tradizione dell' intesa franco-tedesca. Per l'Italia è necessario impegnarsi concretamente su scelte volte a ripensare istituzioni dell'Unione divenute pletoriche o comunque poco governabili ed efficaci. Si imponga a tal fine o no una revisione dei Trattati". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', il presidente Emerito della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano.

"Le risorse per industry 4.0 sono importantissime ma non dirimenti se non si attiva un'operazione a costo zero: smantellare la burocrazia che imbriglia le imprese. In questa fase la sfida che l'impresa non ha ancora vinto è soprattutto un'altra: fare un salto di qualità nelle relazioni industriali e cambiare il modello della contrattazione. Questa è la nostra responsabilità". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare.

"Le banche hanno il compito di risolvere i problemi nei loro bilanci, la politica quello di spingere per far avanzare l'Unione bancaria. L'Unione si è evoluta sempre di più attraverso accordi tra governi, e quindi su regole comuni, piuttosto che attraverso istituzioni europee che applichino quelle regole con la dovuta flessibilità. Bisognerebbe dare più responsabilità alle istituzioni, assicurando che le regole siano applicate in modo equo e credibile". Così, in un'intervista a 'La Stampa', il presidente dell'Autorità bancaria europea di Londra, Andrea Enria.

"Prima di tutto non si tratta di interventi populisti, a pioggia, ma mirati a investimenti nell'ottica di Industria 4.0. Sul paniere si è fatto un grandissimo lavoro, per ritagliare le aree che aumentano di più la produttività. Ci sono poi interventi orizzontali, e non settoriali: un' altra novità. Bene poi la decisione di focalizzarsi su misure che già esistono e stanno andando bene, come il superammortamento, la legge Sabatini, il fondo di garanzia. Con l'iperammortamento poi si garantisce una iniezione fortissima di investimenti. Ci sono due elementi molto importanti: la formazione, cioè il capitale umano, e i fattori ambientali". Così, in un'intervista a 'l'Unità' il vicepresidente di Confindustria, Giulio Pedrollo.

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