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Roma, aggressione a carabinieri: a giudizio leader Casapound

28 maggio 2014 | 21.11
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Altri quattro militanti accusati di favoreggiamento

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Rinvio a giudizio e processo il 15 novembre del prossimo anno per cinque militanti di Casapound, tra i quali il leader Gianluca Iannone. Quest'ultimo è accusato di violenza e lesioni a pubblico ufficiale mentre gli altri devono rispondere di favoreggiamento. Reati commessi il 13 gennaio del 2012 quando in via Napoleone III fu impedito a una pattuglia di carabinieri di perquisire la sede di Casapound, che è anche abitazione di Iannone. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup il quale ha accolto le richieste del pubblico ministero Luca Tescaroli.

La perquisizione era stata disposta dalla Procura della Repubblica di Tivoli nell'ambito dell'indagine riguardante il tentativo di omicidio con tre colpi di pistola di Francesco Bianco un ex militante dei Nar. Fu ferito in via Tiburtina all'altezza di Bagni di Tivoli. Per quel fatto il 13 gennaio fu fermato Carlo Giannotta.

Per quanto riguarda i fatti di via Napoleone III a Iannone è stato contestato di aver spintonato i carabinieri e di aver sferrato una ginocchiata a un ufficiale per impedirgli di svolgere la perquisizione. Da qui le imputazioni contestate.

Secondo il capo di imputazione "gli imputati in concorso tra loro dopo che fu commesso il tentativo di omicidio ai danni di Francesco Bianco ponevano in essere condotte idonee ad aiutare Carlo Giannotta ad eludere le investigazioni dell'autorità giudiziaria e ad impedire che gli ufficiali di polizia giudiziaria dessero esecuzione al decreto di perquisizione".

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