"Il trauma cranico, che può verificarsi durante le competizioni olimpiche, è uno dei fattori di rischio per lo sviluppo di malattie neurodegenerative, come il Parkinson. Possiamo cercare di aumentare le difese per questo nostro organo importantissimo", il cervello, "e disporre sui luoghi delle competizioni di personale medico dedicato che possa far arrivare nel più breve tempo possibile l'infortunato nei centri ospedalieri per essere trattato rapidamente. Questo è uno di quegli elementi in grado di ridurre il rischio di sviluppare eventuali complicanze come, a lungo termine, le malattie neurodegenerative". A dirlo è Mario Zappia, presidente Sin - Società italiana di neurologia, al convegno organizzato a Bormio dalla sezione lombarda della società scientifica nell'ambito dell'Olimpiade Culturale Milano - Cortina 2026.