Il giornalista si racconta a 'Ciao Maschio'
"I miei genitori sono morti di solitudine, Mio padre l'ho perdonato troppo tardi". Lo afferma Antonello Piroso ospite di 'Ciao Maschio'. Il giornalista si racconta a Nunzia De Girolamo partendo dal libro dedicato al padre: il rapporto mancato, il dolore per la morte dei genitori in RSA durante il lockdown e la ferita dell’abbandono. Nel corso dell’intervista, il giornalista parte dal suo libro dedicato al padre e da quella definizione, “amore disperato”, che racchiude un rapporto difficile, mancato per molti anni e poi cercato di nuovo quando ormai il tempo sembrava già sfuggire. "Non abbiamo avuto un rapporto quando io ero bambino, ragazzo, adolescente e quindi mi sono arrabbattato da solo nella vita", racconta Piroso, spiegando di aver provato, più avanti, a recuperare quel legame. Ma aggiunge con amarezza: "Si dice sempre: le cose che posso fare domani le farò domani perché tanto c’è tempo. Poi di colpo il tempo non c’è più".
Uno dei passaggi più dolorosi riguarda la morte dei genitori, avvenuta a quindici giorni di distanza durante il lockdown del Covid. "Mio padre è morto in aprile, mia madre è morta a maggio", ricorda. Entrambi si trovavano in una Rsa, una condizione che Piroso descrive con parole durissime: "L’Rsa è una residenza senza aspettative, se non quella di passare dall’altra parte". Nel dialogo con Nunzia De Girolamo emerge anche un senso di colpa profondo per non aver potuto garantire ai genitori un finale diverso. "Assolutamente sì. Avrei preferito un’altra fine anche per loro", confessa Piroso. Poi la frase più netta e dolorosa: "I miei non sono morti di Covid. I miei sono morti di vecchiaia da un punto di vista, ma anche sicuramente di solitudine".
Spazio poi a un capitolo molto delicato del libro, quello della violenza vissuta in famiglia e del rapporto con un padre difficile. Interrogato da Nunzia su quanto quella ferita abbia condizionato la sua vita affettiva, Piroso chiarisce di non aver replicato quei comportamenti: "Io non ho mai alzato la mano su mio figlio, neanche su Lucia". Il racconto si chiude sul tema del perdono, arrivato tardi e con fatica. "L’ho perdonato perché l’ho capito a fatica. L’amore è disperato perché l’ho capito troppo tardi", dice Piroso. E collega quella ferita antica a una paura che ha attraversato anche le sue relazioni: "Io interrompevo le mie relazioni per paura che lo facessero le mie fidanzate".