Biografilm celebra Marianne Faithfull: in 'Broken English' la forza e la fragilità di un'icona irripetibile

Il documentario di Jane Pollard e Iain Forsyth ripercorre la vita dell'artista scomparsa nel 2025, tra gloria, cadute e rinascite

(I registi Jane Pollard e Iain Forsyth)
(I registi Jane Pollard e Iain Forsyth)
06 giugno 2026 | 14.04
LETTURA: 3 minuti

Non un semplice documentario musicale, ma un viaggio emotivo attraverso le molte vite di Marianne Faithfull (1946-2025). Presentato alla 22esima edizione di Biografilm, in corso a Bologna fino al 15 giugno, "Broken English" dei registi Jane Pollard e Iain Forsyth restituisce il ritratto complesso di una delle figure più affascinanti e contraddittorie della cultura pop del Novecento.

CTA

Il film è un mosaico di immagini d’archivio, testimonianze, frammenti di interviste e ricordi che compongono una narrazione intensa, capace di restituire contemporaneamente la straordinaria potenza artistica e la profonda fragilità umana di Faithfull. A guidare lo spettatore attraverso oltre sessant’anni di carriera sono le voci di Tilda Swinton e George MacKay, insieme ai contributi di amici, collaboratori e compagni di viaggio. Tra questi spicca quello, particolarmente toccante, di Nick Cave, che rende omaggio a una donna capace di attraversare epoche, linguaggi e generazioni senza mai perdere la propria autenticità.

"Quando l’abbiamo incontrata aveva ricominciato a scrivere canzoni e abbiamo capito che stavamo incontrando la vecchia Marianne - raccontano Pollard e Forsyth - Ogni volta che selezionavamo materiali d’archivio del passato ritrovavamo la stessa persona: gli stessi occhi, lo stesso sorriso. È rimasta sempre la stessa, dall’inizio alla fine. Stare nella stessa stanza con lei era una gioia. Era una narratrice straordinaria, affascinante e divertente, ma sapeva essere anche brutale".

Il documentario non si limita a ripercorrere i trentacinque album pubblicati dallla cantante. Affronta anche le ferite e le rinascite che hanno segnato la sua esistenza: la relazione con Mick Jagger, gli anni delle dipendenze, le cadute pubbliche, il costante scrutinio della stampa e dell’opinione pubblica. Ne emerge il ritratto di una donna che ha saputo trasformare il dolore in materia creativa, facendo della propria voce - roca, vissuta, inconfondibile - uno strumento espressivo unico.

Tra le scoperte più sorprendenti emerse durante la lavorazione del film, spiegano i registi, vi è stato il profondo legame di Faithfull con la Beat Generation. "Non era un aspetto di lei che conoscevamo prima di iniziare il progetto. Attraverso i suoi occhi abbiamo imparato ad apprezzare il lavoro dei poeti beat in modo completamente nuovo". Le amicizie nate negli anni Sessanta con Allen Ginsberg e Gregory Corso, ricordano, rimasero solide per tutta la vita e rappresentarono per lei un riferimento culturale ed esistenziale fondamentale.

Un altro capitolo meno noto della sua carriera riguarda l’intensa attività teatrale e musicale svolta insieme alle grandi orchestre, interpretando le opere di Kurt Weill e Bertolt Brecht. «"uel repertorio univa perfettamente le sue qualità di attrice, il talento di cantante e il modo in cui utilizzava la voce come uno strumento", osservano Pollard e Forsyth. "Ma soprattutto ci colpiva la sua presenza scenica: una donna sola davanti a un’enorme orchestra, capace di dominare il palco e dare vita a personaggi femminili sfacciati, popolari, persino volgari. Era qualcosa di straordinario". Per i due autori, tuttavia, la vera rinascita artistica arrivò con la stagione della New Wave, quando Faithfull riuscì a reinventarsi ancora una volta. "Molti esponenti del mondo punk nutrivano per lei un rispetto enorme. Quel movimento le offrì lo spazio per tornare a muoversi liberamente e ridefinire la propria identità artistica". "Broken English" diventa così molto più di una biografia filmata. È il racconto di una donna che ha attraversato il glamour degli anni Sessanta, la discesa agli inferi delle dipendenze, la rinascita artistica e la maturità creativa senza mai smettere di cercare una voce personale. Una figura irriducibile alle etichette, capace di incarnare insieme vulnerabilità e forza. "I nostri film sono ritratti di persone che hanno vissuto pienamente", concludono i registi. "E possiamo assicurarlo: nessuno ha vissuto pienamente come Marianne Faithfull".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza