Panariello e Insolia: "'Jumpers' è lo specchio di oggi, racconta i giovani che non si arrendono"

Il comico toscano e l'attrice sono le voci italiane del nuovo film Disney e Pixar, nelle sale dal 5 marzo

Panariello e Insolia:
03 marzo 2026 | 17.58
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"'Jumpers - Un salto tra gli animali' è uno specchio del nostro tempo. Parla di giustizia, di ambiente e di una ragazza che porta avanti i suoi principi nonostante tutto: le dicono di non farlo e la ostacolano. È una sorta di Giovanna d’Arco, una paladina che spinge gli altri a reagire, altrimenti si sarebbero lasciati andare". Così Giorgio Panariello e Tecla Insolia raccontano all’Adnkronos il nuovo film Disney e Pixar, in cui prestano le voci a Re George e Mabel. Per il comico e l’attrice non è solo un film d’animazione, ma un racconto che parla direttamente al presente. 'Jumpers' segue l’amante degli animali Mabel (Insolia), che sfrutta una nuova tecnologia per trasferire la sua coscienza in un castoro robotico realistico e comunicare con gli animali. Mentre scopre misteri che superano ogni immaginazione, stringe amicizia con il carismatico castoro Re George (Panariello) e deve riunire l’intero regno animale per affrontare una minaccia imminente: il sindaco senza scrupoli Jerry Generazzo (Francesco Prando).

"Il film rispecchia molto quello che viviamo", osserva Panariello. "C’è il male attorno a noi, qualcuno che vuole distruggere tutto, e quando la cattiveria diventa così forte la comunità si stringe per reagire. Mabel diventa la Giovanna d’Arco degli animali dello stagno: senza di lei probabilmente si sarebbero lasciati andare". Insolia vede nel suo personaggio un simbolo generazionale: "È un film in cui una generazione può rispecchiarsi. Per citare Greta Thunberg, avremmo più bisogno di giovani donne arrabbiate per cambiare il mondo".

Il film mette in scena un ecosistema dove la rassegnazione è una regola non scritta. "Una delle regole dello stagno è 'quando devi mangiare, mangia'. Il castoro, se vede il bruco mangiato da un uccello, non si spaventa: quella è la vita", spiega Panariello. "Si adattano. Ma Mabel dice 'no, stringiamoci insieme e combattiamo il male'". Tra regole infrante e certezze che crollano, Re George cerca di mantenere l’armonia con poche norme semplici. Ma Panariello non vede molti Re George nella realtà: "Magari ce ne fossero. Oggi basterebbe che le regole venissero rispettate". Il suo sguardo sul presente è disincantato: "Tutto quello che fino a ieri erano convinzioni e certezze non c’è più. Non so nemmeno se ci sia qualcuno che controlla che tutto funzioni all’interno di una democrazia: ognuno ormai fa gli affari suoi". Insolia aggiunge: "Io in Re George ci vedo le persone che tutti i giorni cercano di costruire per sé stessi e per la comunità un posto migliore".

A Roma per presentare 'Jumpers' anche il regista Daniel Chong e la produttrice Nicole Paradis Grindle. "Volevamo creare una storia divertente ma significativa, in cui il senso di comunità diventa la vera forza dei protagonisti. Non si tratta solo delle convinzioni di Mabel: la storia è un inno a un’intera generazione che cerca un modo per cambiare il mondo. Siamo tutti animali interconnessi e responsabili del destino del pianeta", spiega Chong. Grindle riflette invece sul ruolo della tecnologia, uno dei temi centrali: "In 'Jumpers' la tecnologia è uno strumento di cambiamento ed è molto importante per questa giovane donna". La tecnologia ci migliora? "Dipende dalle situazioni, è un dialogo costante. L'intelligenza artificiale ci rende più efficienti, ma non può rimpiazzarci".

Sulla scelta dei castori, la produttrice racconta che inizialmente erano stati pensati i pinguini. "C'erano troppi film con i pinguini, quindi abbiamo chiesto a Daniel di cambiare. Durante le sue ricerche si è imbattuto nei castori, perfetti nel creare un ambiente benefico non solo per loro ma anche per gli altri animali e le piante. Rappresentano una soluzione ad alcuni dei problemi climatici che affrontiamo oggi. E poi sono carini e paffuti, irresistibili".

Perché vedere 'Jumpers'? Panariello non ha dubbi: "Perché c’è tutto: commedia, azione, un po' di horror, un po' di tensione. Raccoglie tutti i generi cinematografici, con disegni meravigliosi e una storia curata". Insolia sottolinea l’importanza dell’esperienza in sala: "È un film che va visto al cinema, anche per sostenere il lavoro delle persone. La lavorazione è durata sei anni". Panariello chiude con una battuta: "Pensa che c’è gente che ha lavorato sei anni per noi". (di Lucrezia Leombruni)

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