De Laurentiis: "Nuovo stadio? Sarà da 70.000 posti e sorgerà a Napoli Est, il Maradona va abbattuto"

Il presidente azzurro boccia il restyling dell'attuale impianto e annuncia l'intesa per l'area di Napoli Est: "Serviranno 24 mesi e sarà interamente finanziato da me"

Aurelio De Laurentiis  - Ipa/Fotogramma
Aurelio De Laurentiis - Ipa/Fotogramma
23 settembre 2026 | 17.19
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Progetto ambizioso, autonomia finanziaria e la ferma intenzione di voltare pagina rispetto alla struttura di Fuorigrotta. Dal ritiro del premio alla carriera a Roma presso il Circolo della Stampa Estera, Aurelio De Laurentiis ha affondato il colpo sul tema del nuovo impianto di proprietà del Napoli, rivelando dettagli decisivi e un accordo già sottoscritto per la localizzazione della nuova casa azzurra.

"Per la questione stadio, ho una lettera d'intenti firmata un mese fa con la Q8, che a Napoli Est ha individuato 38 ettari. Lì ho progettato uno stadio da 70mila posti, con 120 sky box, ristoranti e tutto il resto. In aggiunta ci sarà un museo interattivo, realizzato con la mia agente di Los Angeles, dove sarà possibile giocare virtualmente una partita con chi si vuole: Maradona, Cavani, Higuain. Per realizzarlo serviranno tempo e milioni di dollari", ha dichiarato il patron azzurro, tracciando le linee di un impianto moderno e avanzato.

Il presidente si è poi soffermato sui limiti gestionali e strutturali dell'attuale impianto di Fuorigrotta, prendendo a modello le grandi realtà europee come il Santiago Bernabéu e contestando apertamente i costi e i disagi sostenuti dal club: "La pista d'atletica no, la lasciamo a chi deve fare atletica. Avete visto il nuovo stadio del Real Madrid, con il terreno che scende e la base che viene fuori per permettere di organizzare i concerti senza rovinare il campo? Ogni estate, quando il Comune organizza i concerti al Maradona, io devo rifare il terreno di gioco e quest'anno mi hanno quasi rotto anche le tubature dell'irrigazione. Poi continuiamo a convivere. Mi viene da ridere quando il Comune sostiene che paghiamo 900mila euro all'anno. Noi, tra una cosa e l'altra, arriviamo a circa due milioni all'anno e possiamo utilizzare lo stadio soltanto il giorno della partita. Il giorno successivo dobbiamo riconsegnarlo completamente pulito".

De Laurentiis ha infine sonoramente bocciato l'ipotesi di un restauro del Maradona proposto dalle istituzioni locali, spingendo per una soluzione radicale e criticando la gestione logistica della zona: "Il museo dedicato a Maradona lo realizzerò nel nuovo stadio. Altrimenti è come il sindaco che vuole intervenire sullo stadio sperando che tra un anno diventi un monumento e non possa più essere abbattuto. Quello stadio, invece, andrebbe demolito, trovando un accordo con le soprintendenze. La Regione vuole investire 150 milioni e il Comune altri 50: con 200 milioni al Maradona gli fai appena una carezza. Dopo ventidue anni in cui gioco in quello stadio, che ho definito più volte un cesso, posso dire tranquillamente che 200 milioni servono a poco. Loro vogliono divertirsi? Vogliono fare casino? Lo facciano".

Il patron si dice comunque pronto a proseguire in transizione fino al completamento dell'opera: "L'ho detto chiaramente: continuerò a giocare da loro finché non avrò costruito il nuovo stadio. Non ci metterò una vita, serviranno 24 mesi. E sarà uno stadio finanziato completamente da me. Una volta realizzato il nuovo impianto, quello attuale viene abbattuto. E poi cosa ci fate lì, un'urbanizzazione? Non ci sono parcheggi e c'è la facoltà di Ingegneria. Quando si gioca a calcio, la facoltà va in sofferenza. Eppure il sindaco è stato rettore della Federico II, non è certo un illustre sconosciuto".

Sul fronte del centro sportivo, dopo mesi di ricerche sul territorio campano e diversi intoppi burocratici, la società azzurra ha individuato la sede ideale per la nuova casa degli allenamenti: "A Napoli le cose che scopri man mano diventano divertenti ma anche patetiche. Un anno fa ho detto mettiamo la prima pietra. Avevo trovato un terreno, poi fai la visura e non era vero che il signore ne aveva la proprietà ma un contratto d'affitto con opzione che era scaduta", ha svelato il patron. La svolta è giunta dopo un'accurata perizia tecnica: "Ho preso un agronomo della Nazionale che veniva da Firenze per testare la qualità dei terreni. Finalmente a Qualiano abbiamo trovato 17 ettari e mezzo dove metteremo 10 campi di calcio e 7.500 metri quadri per uffici, spogliatoi per la prima squadra e per tutte le giovanili".

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