La fine del disco fisico: Sony converte l'impianto di produzione

La multinazionale ridurrà del 90% la produzione di supporti ottici entro il 2028. Lo stabilimento austriaco, quartier generale della divisione, beneficerà di un investimento di 30 milioni di euro per la transizione industriale

La fine del disco fisico: Sony converte l'impianto di produzione
03 luglio 2026 | 13.49
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Il declino dei supporti fisici nel settore dell'intrattenimento digitale segna una svolta strutturale per le strategie di Sony. Secondo quanto dichiarato dai vertici della divisione Sony DADC, lo stabilimento austriaco di Thalgau, attuale cuore pulsante della produzione di dischi del gruppo, si prepara a una radicale riconversione. La struttura, che oggi genera circa 600.000 unità al giorno destinate per metà al software PlayStation, registrerà una contrazione dei volumi pari al 90% entro il 2028. Questa drastica riduzione ha spinto il management a pianificare la riqualificazione dei 300 dipendenti interni, i quali verranno progressivamente ricollocati nella produzione di microlenti ottiche.

La trasformazione del sito di Thalgau rappresenta l'ultimo tassello di un progressivo ridimensionamento della capacità manifatturiera globale di Sony nel comparto dei media fisici. Negli scorsi decenni, l'azienda gestiva importanti impianti anche negli Stati Uniti, dislocati nel New Jersey e a Terre Haute, in Indiana. La chiusura della sede del New Jersey nel 2011 e il successivo trasferimento delle linee di montaggio dall'Indiana all'Austria, completato nel 2022, avevano già centralizzato le attività residue a Thalgau, l'unico impianto produttivo interamente di proprietà rimasto attivo. L'ex stabilimento statunitense ha invece modificato il proprio core business, dedicandosi oggi al confezionamento e all'assemblaggio di componenti per l'industria automobilistica.

Il passaggio tecnologico verso la micro-ottica poggia su una strategia industriale già avviata e su uno stanziamento finanziario di 30 milioni di euro. Il processo di riconversione sfrutta parzialmente i macchinari preesistenti, poiché la produzione delle nuove microlenti avviene attraverso matrici derivate dai dischi stessi, consentendo l'integrazione di decine di componenti ottiche su un unico supporto. I piani aziendali prevedono l'avvio della produzione di massa nel breve termine, consolidando l'abbandono graduale del mercato dei videogiochi fisici a favore di segmenti tecnologici alternativi ad alto valore aggiunto.

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