"Non protesta ma tentato omicidio", Meloni fa visita ad agenti feriti al corteo per Askatasuna

Schlein: "Ho sentito la premier, preoccupati per strumentalizzazioni". Crosetto: "Non manifestanti, ma bande armate da combattere come le Br". 108 in totale gli agenti e i militari delle forze dell'ordine rimasti feriti negli scontri: le cifre

Torino, Giorgia Meloni in visita agli agenti feriti durante gli scontri al corteo per Askatasuna
Torino, Giorgia Meloni in visita agli agenti feriti durante gli scontri al corteo per Askatasuna
01 febbraio 2026 | 09.18
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È durata una decina di minuti la visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’ospedale Molinette, dove sono ricoverati ancora due rappresentanti delle forze dell’ordine rimasti feriti ieri negli scontri durante il corteo per Askatasuna. La premier, la cui visita è avvenuta in forma privata (VIDEO), è entrata in ospedale dall'ingresso del pronto soccorso ed è poi uscita senza rilasciare alcuna dichiarazione. Ad accogliere Meloni all'arrivo, il presidente della Regione Alberto Cirio.

Tra i due feriti ricoverati alle Molinette, anche l’agente in servizio al reparto mobile di Padova accerchiato e colpito a calci, pugni e martellate da un gruppo di manifestanti nei pressi del Campus Einaudi (VIDEO).

Piantedosi in videocall con questore, prefetto e capo polizia

Sui violenti scontri avvenuti ieri, a quanto apprende l’Adnkronos, c'è stata una videocall del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi con il capo della polizia Vittorio Pisani e con il prefetto e il questore di Torino.

Il post di Meloni: "Non è una protesta, si chiama tentato omicidio"

"Questa mattina - ha poi scritto la premier in un messaggio social corredato con le foto della visita - sono stata all’ospedale Le Molinette di Torino per portare, a nome dell’Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri di ieri e, attraverso loro, a tutti i militari e gli appartenenti alle Forze dell’ordine coinvolti. Alessandro - continua Meloni - ha 29 anni, Lorenzo ne ha 28. Contro di loro martelli, molotov, bombe carta ripiene di chiodi, pietre lanciate con le catapulte, oggetti contundenti di ogni genere e jammer per impedire alla polizia di comunicare. 'Erano lì per farci fuori', ha detto un agente".

"Ora sarò chiara. Questi - le parole di Meloni - non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio. Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono e consentono di rispondere in modo fermo, perché non si ripeta che alla denuncia dei responsabili non segua nulla, come purtroppo è accaduto troppe volte".

Secondo la premier, "se i poliziotti avessero reagito agli aggressori sarebbero già iscritti nel registro degli indagati, e probabilmente ci sarebbe qualche misura cautelare a loro carico. Ma se non riusciamo a difendere chi ci difende, non esiste lo Stato di diritto. Per quanto riguarda il Governo, ho convocato una riunione per domattina per parlare delle minacce all’ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza. Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione".

Anche una delegazione del Partito democratico formata dalla vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, dal deputato Mauro Laus, dalla capogruppo Pd in Regione Piemonte, Gianna Pentenero, dal consigliere regionale Daniele Valle e dal capogruppo al Comune di Torino, Claudio Cerrato, si è recata oggi pomeriggio all'ospedale Molinette, per portare la solidarietà del Pd agli agenti feriti ieri a Torino.

“Siamo qui - ha sottolineato Rossomando - per portare la solidarietà ai poliziotti feriti, vittime di una violenza inaccettabile e intollerabile che colpisce i principi democratici di liberamente manifestare e solidarietà anche alla città di Torino che è stata gravemente colpita e danneggiata”. Quanto alle polemiche politiche di queste ore, Rossomando ha osservato che "in questi momenti la politica dovrebbe unirsi come ha saputo fare questa città nel passato in momenti difficili per trovare le migliori soluzioni”.

Alle Molinette anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino, Antonino Iaria ed Elisa Pirro in visita agli agenti feriti. "Siamo qui oggi dove è giusto stare, da rappresentanti delle istituzioni e da cittadini torinesi. Siamo qui per esprimere la nostra vicinanza umana e concreta a chi ogni giorno mette a rischio la propria incolumità per garantire la sicurezza degli italiani. Le aggressioni che hanno subito Lorenzo e Alessandro sono gravissime e indegne di un Paese civile: a loro va tutta la nostra solidarietà e l'augurio di una pronta guarigione, con la speranza che i responsabili vengano presto assicurati alla giustizia", hanno dichiarato i parlamentari M5S.

"La nostra vicinanza alle forze dell'ordine non può fermarsi alle parole - hanno aggiunto - se vogliamo davvero rispettare coloro che indossano la divisa, dobbiamo metterli nelle condizioni di lavorare con dignità e in sicurezza. Per questo continuiamo a portare avanti le nostre proposte: oltre a invocare maggiori fondi per assumere più personale e per ridurre i turni massacranti e i carichi insostenibili e stanziare risorse adeguate per alzare gli stipendi sempre più bassi, chiediamo di rafforzare la copertura delle spese legali per chi è chiamato a rispondere di procedimenti d'ufficio nello svolgimento del proprio lavoro. Chi serve lo Stato merita di essere tutelato ogni giorno. È il momento dei fatti e su queste proposte auspichiamo un cambio di marcia e di trovare convergenza anche con altre forze politiche".

Crosetto: "Non manifestanti, ma bande armate da combattere come le Br"

Il ministro della Difesa Guido Crosetto si è recato in visita questa mattina al comando provinciale dei Carabinieri di Torino. La visita è avvenuta in contemporanea all'arrivo della premier alle Molinette.

"Sono stato per una breve vista al Comando Provinciale dei Carabinieri a Torino dove ho incontrato alcuni Carabinieri che si sono trovati coinvolti nella guerriglia urbana scatenata ieri dai militanti vicini ad Askatasuna. Oltre 1000 persone. Organizzate militarmente. Con una strategia da guerriglia urbana, divisi in due grandi blocchi", scrive su X il ministro della Difesa.

"Bombe carta piene di chiodi, molotov, jammer per impedire le comunicazioni tra le forze dell’ordine, spranghe di ferro, scudi, maschere, occhiali di protezione, maschere antigas, caschi, catapulte per lanciare pietre enormi. Non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve - aggiunge Crosetto -. Non un Governo ma lo Stato. Supportarli, accettarli, giustificarli, cercare di sminuire è, a mio avviso, inaccettabile. Devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse e non essere trattati come 'compagni che sbagliano'. Il giudizio di fronte a questi fatti deve vederci tutti uniti come lo furono le forze politiche negli anni del terrorismo. Non è in gioco una parte politica ma la Repubblica Italiana".

La solidarietà di Salvini agli agenti

Alla luce dei violenti scontri di Torino, anche il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha espresso la propria affettuosa e totale solidarietà alle forze dell’ordine. Salvini è in costante contatto con il collega dell’Interno Matteo Piantedosi e ha sentito telefonicamente il poliziotto aggredito da alcuni violenti e ripreso da un video choc, rende noto lo staff.

Gianduiotti da Vannacci all'agente aggredito negli scontri al corteo per Askatasuna

Schlein: "Ho sentito Meloni, preoccupati per strumentalizzazioni"

"Le forze dell'ordine sono patrimonio dello Stato, non una questione di parte. Siamo preoccupati dalle strumentalizzazioni di queste ore, per questo ho chiamato la presidente del Consiglio, perché in questo momenti le istituzioni non devono dividere ma unire", ha detto la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. Quanto accaduto ieri a Torino "sono fatti di una violenza inaudita e gravissima. Abbiamo condannato la violenta aggressione ad agenti di polizia e ai giornalisti".

108 agenti e militari feriti, le cifre

Sono complessivamente 108 gli agenti e i militari delle forze dell’ordine rimasti feriti nei violenti scontri di ieri durante la manifestazione nazionale per protestare contro lo sgombero di Askatasuna. A quanto apprende l’Adnkronos, si tratta di 96 agenti di polizia, di sette finanzieri e di cinque carabinieri. Tra gli agenti feriti, oltre al poliziotto aggredito a calci, pugni e martellate e al collega che lo ha protetto con lo scudo, c'è anche un funzionario della questura di Torino che negli scontri ha riportato la frattura di un braccio e sarà operato nei prossimi giorni.

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