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Ucraina-Russia, Draghi a Putin: "La chiamo per parlare di pace"

30 marzo 2022 | 13.07
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Colloquio di un'ora tra il premier e il presidente russo

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Afp

''Presidente Putin, la chiamo per parlare di pace''. Sceglie parole non a caso il premier Mario Draghi nella sua telefonata con il presidente russo Vladimir Putin. Un confronto atteso quello tra i due, che avrebbe dovuto avere luogo a Mosca, più di un mese fa, prima che l'Ucraina precipitasse nella guerra, con un'aggressione da parte della Russia che il presidente del Consiglio italiano ha condannato con forza. Da allora i rapporti tra Italia e Cremlino sembrano essersi 'arrugginiti', minati da una serie di 'incidenti' in corsa, non ultimo l'affondo dell'ambasciatore russo a Roma -a Consiglio europeo in corso- con tanto di conferenza stampa improvvisata.

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Nel corso della telefonata con Putin, Draghi si spende per la pace. L'ex numero uno della Bce si informa sull’andamento dei negoziati tra Russia e Ucraina e i suoi ultimi sviluppi, Putin non lesina risposte e replica punto per punto. Mostrando anche una certa soddisfazione, riportano fonti di Palazzo Chigi, sui colloqui di pace di Istanbul, nonostante, dopo gli spiragli di ieri, oggi sembra essere di nuovo tornato il gelo, con il Cremlino che taccia il confronto come "niente di promettente" e l'Ucraina che denuncia il mancato ritiro dei russi da Kiev e Chernihiv.

L'Italia c'è, ha ribadito Draghi a Putin, pronta a contribuire al processo di pace, ma perché Roma scenda in campo devono esserci e arrivare segnali chiari di de-escalation da parte della Russia. Al momento non pervenuti, perché mentre i due leader sono al telefono -una conversazione di circa un'ora- sull'Ucraina continuano a cadere bombe, con il numero di vittime che non arresta la sua drammatica corsa, anche tra civili e bambini. Draghi rimarca a Putin l’importanza di stabilire quanto prima un cessate il fuoco, per proteggere la popolazione civile e sostenere lo sforzo negoziale.

Anche il tema energia fa capolino tra i due. Passando da un capitolo annoso, ovvero la richiesta del Cremlino -avanzata la settimana scorsa a mo' di minaccia - affinché il gas russo venga pagato in rubli e non più in dollari o euro. Putin ha illustrato a Draghi il meccanismo che muove un sistema di pagamenti di questo tipo, che il G7 ha già bocciato sonoramente e che certo il premier italiano non intende avallare, nonostante l'Italia sia, in buona compagnia della Germania, il Paese che più dipende da Mosca sulle forniture di gas.

Ma è solo un passaggio, quello sull'energia, il grosso del confronto -viene spiegato da fonti di Palazzo Chigi- si gioca sui negoziati, sull'invito a un cessate il fuoco che non può tardare ad arrivare, sull'impegno dell'Italia in prima linea se Mosca metterà fine alla sua offensiva. I due concordano sull’opportunità di mantenersi in contatto, il confronto andrà avanti, mentre l'Italia lavora per tornare a rivestire un ruolo da protagonista nello scacchiere internazionale, dopo le pesanti esclusioni delle prime settimane di guerra.

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