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'Ultimo': "Sindacato fuori da dispute politiche"

06 febbraio 2019 | 20.56
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Insieme ai promotori del SIM, Sindacato Italiano militare, "ci sono tutti i carabinieri caduti, tutti quelli che hanno combattuto per i diritti sindacali e hanno subito discriminazioni. Quando si parla di dignità della persona non si fa un discorso politico, si fa un discorso umano e il sindacato è uno degli strumenti per affermare questo principio". Lo ha detto Sergio De Caprio, il 'Capitano Ultimo', neo presidente della prima associazione sindacale militare.

"Promuoveremo percorsi di difesa sociale perché sono i valori fondanti di una società, non entreremo nella disputa politica, opereremo senza interessi personali o protagonismi e sosterremo le famiglie dei Carabinieri. Vogliamo dare dignità al ruolo dei comandanti delle stazioni, ai carabinieri che portano avanti la tradizione di Carlo Alberto Dalla Chiesa e a tutti i Carabinieri", ha aggiunto. Tra gli intervenuti alla conferenza di presentazione del nuovo sindacato, l'avvocato Giorgio Carta e il brigadiere capo Antonio Serpi, segretario generale del Sim. "Si è completato un percorso tortuoso - ha detto - che darà piena attuazione all'art. 39 della Costituzione. Siamo convinti che tutte le forze armate siano mature per seguire il percorso del sindacato".

De Caprio ha parlato anche dal caso Cucchi. "Chi ha sbagliato deve pagare e chi invece ha subito ingiustizie deve essere risarcito - ha sottolineato - La cosa importante è non giudicare prima della sentenza, non condannare prima, bisogna essere equilibrati e fare tutto quello che dice la Costituzione, con equilibrio di giudizio". "Alla famiglia Cucchi così a quella del barbone Nereo che è stato investito nei giorni scorsi, diciamo che saremo sempre vicini alle vittime, perché facciamo i carabinieri", ha aggiunto.

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