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La Corea di Fullerton-Batten apre 'Visionarea' all'Auditorium Conciliazione di Roma

Otto immagini dal lontano Oriente inaugurano il progetto Visionarea

CULTURA
La Corea di Fullerton-Batten apre 'Visionarea' all'Auditorium Conciliazione di Roma

Una delle foto di Julia Fullerton-Batten che inaugurano 'Visionarea'

La descrizione poetica della storia di un Paese ancora ricco di riti e tradizioni, ma con forti contrasti politici fra Nord e Sud. Otto immagini per guardare fuori e dentro un mondo che ha perso la distanza geografica e si è avvicinato a noi. 'Korea', la mostra della fotografa tedesca Julia Fullerton-Batten presso l'Auditorium della Conciliazione a Roma, da il via domani a 'Visionarea', un progetto nato da una idea dell'artista Matteo Basilé e dall’Associazione Amici dell’Auditorium Conciliazione, che si avvale del sostegno della Fondazione Terzo Pilastro - Italia Mediterraneo. 'Visionarea' è un organismo solido e affascinante, che unisce creatività e managerialità, destinato all'arte contemporanea in chiave attuale e trasversale.

Attuale perché capace di creare, reinventando un luogo come l'Auditorium della Conciliazione, nel rispetto della sua vocazione ma ampliandone le potenzialità espressive. Trasversale perché flessibile e in grado di accogliere le differenze come valore da sostenere e promuovere, eliminando confini espressivi e creativi e privilegiando la ricerca di quella umanità meno visibile. In questo spirito nasce anche la mostra fotografica di Julia Fullerton-Batten, curata da Clara Tosi Pamphili, che descrive la Corea attraverso un codice iper-contemporaneo. Le sue immagini, grazie alla definizione post-produttiva, accentuano ogni singolo elemento del racconto visivo, non definendo altro luogo che quello della dimensione onirica.

La bellezza diventa così 'il luogo' dove la memoria delle forti tradizioni culturali viene espressa dalle donne coreane ritratte nei loro meravigliosi kimono 'hanbok': figure che non sembrano umane, che vivono sullo sfondo di una Seoul fredda senza fondersi mai con l'ambiente. Veri e propri still-life dove le donne sono fiori, perfette figure vegetali, o decorazioni dove la ricchezza del colore non porta valore plastico ma contribuisce ad annullare ogni tensione umana.

"Visionarea' è un’iniziativa unica a Roma - spiega Emmanuele Francesco Maria Emanuele, presidente della Fondazione Terzo Pilastro - perché non solo spazio espositivo e luogo di incontro fra onnivori della cultura, ma un incubatore di idee, un osservatorio privilegiato sull’arte contemporanea e, in un futuro si spera non lontano, un polo di produzione di progetti per artisti di tutto il mondo".

Un progetto che, per le sue caratteristiche, intercetta il principio ispiratore dell'attività della Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo, da anni impegnata nella costruzione di nuove forme di dialogo interculturale anche grazie all'arte, a dimostrazione di quanto la bellezza sia un codice condivisibile. Con la direzione artistica di Matteo Basilé, si punta a un 'temporary art museum', dove possano convivere arte, musica, cinema, moda, letteratura e food attraverso progetti site specific e collaborazioni con altri fenomeni artistici e culturali nazionali ed internazionali.

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