Home . Cultura . 'La congiura dei monaci maledetti', thriller che riporta al Medioevo

'La congiura dei monaci maledetti', thriller che riporta al Medioevo

CULTURA
'La congiura dei monaci maledetti', thriller che riporta al Medioevo

Un rancore che resiste dopo oltre cinquecento anni, un’indagine complessa tra Palermo, Firenze e Città del Vaticano, e la figura di Girolamo Savonarola e della sua condanna a morte sempre sullo sfondo del racconto. Sono questi gli elementi principali del thriller “La congiura dei monaci maledetti” opera del giornalista e scrittore catanese Carmelo Nicolosi De Luca, edita da Newton Compton Editori (384 pagine, E book euro 0,99 – Cop. rigida euro 7,50).

Il genere è quello reso famoso da “Il nome della rosa” di Umberto Eco o dai romanzi di Dan Brown come il “Codice da Vinci”. Il racconto scritto con uno stile fluido e scorrevole, passa continuamente da tinte neogotiche ad atmosfere tipiche di romanzi polizieschi. Non mancano i particolari nella descrizione dei personaggi. Tra questi spiccano i palermitani come il cronista Sergio Nato, una sorta di alter ego dell’autore, oltre all’ispettore capo Paterna e al questore Ettore Midiri le menti investigative; dall’altra parte a Firenze lo spietato come Rodolfo Ramponi de’ Magni e il misterioso monaco che gira come un fantasma tra i vicoli di Palermo.

Si parte dall’omicidio del proprietario di una libreria di testi antichi a Palermo ma la scena si sposta continuamente, passando per Firenze e Roma, sino a tornare a Palermo per un finale a sorpresa. La sopravvivenza nei secoli di un odio e un rancore generati dall’esecuzione del frate ferrarese alla fine del 1400, sono giustificati nel racconto con la nascita di una setta e un messaggio tramandato di generazione in generazione nella cerchia dell’aristocrazia fiorentina. I fratechi sono pronti a tutto pur di recuperare il testamento del Savonarola e vendicare la sua ingiusta morte, individuando nella Chiesa e nella Signoria di Firenze i suoi principali bersagli.

La squadra del questore di Roma Midiri, ex capo della Mobile di Palermo - reso famoso dalla sua lotta alla mafia - scoprirà presto la comune matrice degli omicidi compiuti nelle tre diverse città e si metterà sulle tracce dei fanatici, pronti anche a far saltare in aria la città di Firenze, pur di vendicare l’onta subita dal frate scomodo e dai suoi confratelli.

Commenti
Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere: ACCEDI oppure REGISTRATI