Home . Fatti . Cronaca . Fendi vs campagna Roma Pride: "Distruggete foto con Colosseo Quadrato"

Fendi vs campagna Roma Pride: "Distruggete foto con Colosseo Quadrato"

CRONACA
Fendi vs campagna Roma Pride: Distruggete foto con Colosseo Quadrato

Una delle immagini della campagna 'Chi non si accontenta lotta' del Roma Pride

"Indebito sfruttamento dell'immagine dell'immobile". In poche parole, la campagna va ritirata e distrutta. Con questa motivazione la maison Fendi ha chiesto agli organizzatori del Roma Pride di rimuovere ogni immagine della campagna pubblicitaria 'Chi non si accontenta lotta', che promuove la manifestazione in calendario sabato prossimo nella Capitale. Sullo sfondo campeggia infatti il Palazzo della Civiltà Romana all'Eur, restaurato dalla casa di moda e da oltre un anno divenuto il suo quartier generale.

La richiesta di rimozione e distruzione del materiale promozionale è stata notificata al Coordinamento Roma Pride tramite una lettera inviata da parte dei legali della griffe della doppia F, nella quale viene stigmatizzato l'uso indebito dell'immagine del 'Colosseo Quadrato' di cui Fendi è licenziataria, con la minaccia di procedere per vie legali "a tutela dei propri interessi" se la richiesta non dovesse venire accolta, nonché di un risarcimento danni.

Tra le richieste della maison capitolina quella di cessare l'uso dell'immagine del Palazzo dal sito web 'romapride.it' e dai social, e procedere alla distruzione di tutto il materiale cartaceo nel quale il 'Colosseo Quadrato' viene raffigurato. "Stamani, increduli, abbiamo ricevuto una comunicazione ufficiale dei legali della Maison Fendi in cui s’intimava al Coordinamento Roma Pride di ritirare e distruggere tutte le immagini della campagna pubblicitaria - ha scritto in una nota il circolo omosessuale Mario Mieli, tra gli organizzatori della parata romana - La Maison Fendi sostiene infatti che sia stato fatto un 'uso improprio' dell'immagine del Palazzo della Civiltà Romana. Il Circolo Mario Mieli è convinto che ci sia un equivoco di fondo".

"Non è possibile immaginare - prosegue la nota - che una società che sta sul mercato e che ha tra i suoi clienti anche le persone Lgbt si senta in alcun modo danneggiata dall'indiretto collegamento con una manifestazione per i diritti umanitari, organizzata da una storica associazione che fonda il suo lavoro al servizio dei diritti civili sul volontariato dei propri soci e attivisti e che in passato ha collaborato proprio con Fendi in occasione della Giornata mondiale di lotta all'Aids".

Del resto, ci tengono a sottolineare gli organizzatori "Il valore del Roma Pride è internazionalmente riconosciuto e oltre al sostegno economico della Regione Lazio e al patrocinio di Roma Capitale, a oggi sono pervenuti i patrocini al Roma Pride 2016 di diverse ambasciate come Canada, Quebec, Stati Uniti d'America, Regno Unito, Australia, Germania e Francia". Nonostante tutto, però, fanno sapere che non intendono affatto ritirare la campagna del Roma Pride, ma che continueranno "ad invitare tutti con forza alla grande parata di sabato, anche perché il Colosseo Quadrato per i romani non sarà mai privato, ma un simbolo della città".

"A questo punto - concludono gli organizzatori - ci chiediamo se per 'uso improprio' la maison Fendi non voglio alludere alla presenza di persone appartenenti alla comunità Lgbtqi fotografate con il palazzo sullo sfondo".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.