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Cartellino giallo per Corona

CRONACA
Cartellino giallo per Corona

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Il giudice di sorveglianza di Milano, Simone Luerti, ha respinto la richiesta di revoca dell'affidamento terapeutico concesso nei giorni scorsi a Fabrizio Corona che ha violato il divieto di usare i social, postando foto e video su Facebook e Instagram. Invece della revoca, chiesta dal procuratore generale Antonio Lamanna, il giudice ha 'diffidato' l'ex fotografo dei vip a violare ancora le prescrizioni. Una sorta di 'cartellino giallo' che, per ora, tiene lontano Corona dal carcere.

Il difensore Ivano Chiesa, interpellato dall'Adnkronos, preferisce non riferire il commento del suo assistito: "Non lo dico, altrimenti può sembrare che Corona parli attraverso di me. Personalmente ritengo che la richiesta del procuratore generale sia un'esagerazione: se dovesse rilasciare un'intervista o rientrare dopo l'orario consentito si chiederebbe di giustiziare Fabrizio?", dice il legale in modo provocatorio. Per Chiesa, Corona non ha violato nessuna regola. "Nel provvedimento - spiega - il divieto fa riferimento a immagini che hanno a che fare con l'esecuzione della misura, ad esempio non può filmare il luogo in cui svolge il suo affidamento, ma non si può chiedere la revoca se vengono postate immagini di repertorio".

Sull'ex fotografo "c'è un'attenzione esagerata, come se qualcuno volesse impedirgli di essere se stesso. Corona è l'unica persona a cui è stato tolto il diritto di parola, ma siamo sicuri che questo non vìola la Costituzione?", è l'interrogativo del difensore Chiesa. L'ex 're dei paparazzi' ha lasciato il carcere lo scorso 21 febbraio ed è stato affidato a una comunità terapeutica, dopo l'inchiesta relativa al ritrovamento di circa 2,6 milioni di euro in un controsoffitto e in due cassette di sicurezze in Austria.

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