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Catalogna, Madrid invia esercito

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Catalogna, Madrid invia esercito

(Afp)

Il ministero della Difesa spagnolo ha ordinato l'invio in Catalogna di unità dell'esercito per fornire supporto logistico alla Guardia Civil e alla Polizia nazionale. Lo riferisce El Confidencial. Diversi convogli sono partiti stamani da Saragozza. Tra le unità dell'esercito inviate in Catalogna compare il Gruppo di Supporto Logistico 41, con sede nella Base San Jorge della capitale aragonese.

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LA PROCLAMAZIONE DELL'INDIPENDENZA - La proclamazione di indipendenza della Catalogna dalla Spagna è questione di giorni. A dichiararlo è stato Carles Puigdemont, leader della regione autonoma spagnola, in un'intervista trasmessa in nottata dalla Bbc e registrata poco prima del discorso con cui il re Felipe di Spagna ha accusato il governo catalano di "slealtà inammissibile" e parlato di situazione "di estrema gravità". Nell'intervista Puigdemont annuncia che il suo governo agirà "alla fine di questa settimana o all'inizio della prossima". Un intervento del governo spagnolo per assumere il controllo del governo catalano sarebbe "un errore che cambia ogni cosa", ha aggiunto, sottolineando come non esistano al momento contatti tra il governo di Madrid e la sua amministrazione.

Il Parlamento catalano si riunirà lunedì prossimo 9 ottobre per discutere dei prossimi passi del processo sovranista della regione, passi che potrebbero includere la dichiarazione unilaterale di indipendenza della Catalogna. Lo riferiscono i media spagnoli, secondo cui l'unico punto all'ordine del giorno prevede l'intervento del capo del governo catalano, Carles Puigdemont. "Oggi siamo ancora più vicini al nostro sogno, abbiamo avuto un referendum nonostante le tante difficoltà, le azioni della polizia, e nei prossimi giorni vedremo il lato migliore del nostro paese quando le autorità catalane attueranno i risultati del referendum". Lo ha assicurato il presidente della Catalogna Carles Puigdemont, in un incontro stampa a Barcellona, augurandosi che "non ci saranno provocazioni e violenze. Noi vogliamo starne alla larga", ha affermato Puigdemont.

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POLIZIA CON ESERCITO, I PRECEDENTI - La notizia dell'invio di unità dell'esercito spagnolo in Catalogna, sebbene solamente per fornire supporto logistico alla Guardia Civil e alla Polizia nazionale, appare inquietante per molti osservatori che in questi giorni si trovano a commentare la crisi in atto. Raramente, in tempi recenti, i militari sono stati impiegati in Europa a sostegno delle attività di polizia o, fatto ancora più raro, per ristabilire l'ordine pubblico in situazioni di disordini e potenziale guerra civile. Sebbene il contesto sia diverso, l'esempio che più facilmente può essere evocato è quello dei 'Riots' in Irlanda del Nord, quando il governo britannico nell'agosto del 1969 decise l'invio dell'esercito a sostegno del Royal Ulster Constabulary, la polizia locale. Il conflitto nordirlandese si concluse nel 1998 con la firma dell'Accordo del Venerdì Santo. Ma fu solo nel 2005 che l'Ira annunciò di rinunciare alla violenza, mentre l'ala oltranzista del movimento repubblicano continua a colpire sporadicamente, con azioni perlopiù dimostrative. L'esercito britannico si ritirò dalle contee nordirlandesi solamente nel 2007. In Italia, a parte ovviamente l'impiego di unità militari in caso di calamità naturali, ci sono due esempi di rilievo di impiego dell'esercito con compiti di ordine pubblico. Il primo fu l'Operazione Vespri Siciliani, dal luglio 1992 al luglio 1998, quando unità delle Forze Armate vennero inviate in Sicilia a sostegno della lotta alla mafia. Dal 2008 è invece in atto in varie città italiane l'Operazione Strade Sicure, dove il personale e i mezzi delle Forze Armate vengono impiegati a sostegno delle forze dell'ordine per il contrasto alla criminalità.

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