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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

LAVORO
Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

Al centro dei giornali in edicola lo scenario economico e la questione migranti.

In un'intervista a 'Repubblica', il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, afferma: "Le imprese hanno dimostrato di reagire positivamente alle riforme. La crescita economica è anche la conseguenza di alcune misure quali il piano Industria 4.0, il Jobs act, i tagli al’Irap e all’Ires". E aggiunge: "La strada è ancora lunghissima. Ma c’è stato un recupero di 800 mila posti del milione e 100 mila perduti con la crisi. Il tema dell’occupazione rimane centrale. Per questo nella prossima legge di bilancio lavoreremo su decontribuzione per le assunzioni dei giovani e vareremo un credito d’imposta per la formazione a supporto delle professioni a rischio".

Sul rinnovo contrattuale per il pubblica impiego, il 'Messaggero' intervista Angelo Rughetti, sottosegretario alla Pubblica amministrazione: "Ci aspettiamo di chiudere l'intesa entro dicembre, spero anche prima, in contemporanea con l'approvazione della legge di Bilancio. In questo modo l'accordo potrà andare alla registrazione, poi ci sarà l'emanazione del dpr e gli aumenti arriveranno con la retribuzione di gennaio o al massimo di febbraio". Nel comparto della sicurezza, in particolare, ricorda, "abbiamo fatto un investimento importante, con diverse misure: gli 80 euro riservati al settore, il riordino delle carriere, la riapertura della negoziazione; la somma finale andrà oltre i 200 euro al mese". E sulla situazione dei vigili del fuoco specifica che "c'è una norma di principio che impegna il governo a riequilibrare il loro trattamento: abbiamo iniziato a farlo con il provvedimento sul riordino delle carriere, che li premia in misura maggiore, e intendiamo andare avanti".

Il 'Corriere della sera' intervista Maurizio Del Conte, presidente dell’Anpal, che giudica l’idea di anticipare l’utilizzo dell’assegno di ricollocazione durante la cassa integrazione come "la strada giusta: meglio affrontare i problemi prima che arrivino i licenziamenti". "Si è spinto molto, e giustamente, su super e iper ammortamenti per le imprese con la legge di Bilancio 2017. Ma il rischio è che questi investimenti siano inutili. Non vorrei che le imprese comprassero macchinari evoluti e poi non li facessero funzionare al pieno delle potenzialità perché non hanno le competenze giuste. La legge di Bilancio 2018 dovrebbe cogliere la sfida di un piano straordinario di formazione 4.0" avverte.

Sulla fine della moratoria fiscale per Lampedusa, al 'Corriere della sera' il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, dichiara: "Con la legge di Bilancio il governo è disponibile a trovare una soluzione, ma non possiamo fare condoni". E sottolinea che 2Lampedusa è un problema diverso, nazionale, è ragionevole trovare una soluzione sul pagamento delle tasse arretrate". "In tutti i casi in cui si sospendono i tributi riprendere a pagare tutto insieme, senza rateizzazione e lo sconto di eventuali sanzioni e interessi è improponibile", rimarca.

Il 'Corriere della sera' pubblica una lettera firmata da Marco De Ponte (ActionAid), Gianni Rufini (Amnesty International), Alessandro Bertani (Emergency), Gabriele Eminente (Medici Senza Frontiere), Roberto Barbieri (Oxfam Italia): "Crediamo sia doveroso chiedere allo Stato di rispettare le regole internazionali che ha sottoscritto nell’interesse di tutti. Le Ong che svolgono questo ruolo senza esitazioni sono un patrimonio della nostra società e vanno sostenute anche quando quello che dicono risulta scomodo. È necessario se vogliamo, da cittadini attivi, vivere una democrazia compiuta e non sbeffeggiata; se vogliamo costruire una società capace di rispondere alle grandi e drammatiche sfide del mondo moderno e di trasformarle in opportunità per crescere e svilupparci. A partire da coloro che dipendono dal nostro aiuto per sopravvivere e trovare la loro dignità".

'Repubblica' intervista Silvia Testi, responsabile dell’ufficio Africa di Oxfam, la Ong che si dedica alla riduzione della povertà globale: "Ho assistito a cambiamenti radicali. Quando abbiamo aperto il campo in febbraio le persone che arrivavano non avevano niente. Dopo quattro mesi le ho riviste inserite in un contesto in cui finalmente avevano accesso sia ai beni primari che a condizioni igienico sanitarie accettabili".

Al 'Manifesto' Barbara Molinario, dell'Unhcr, dice: "Purtroppo ancora oggi i migranti fermati in acque libiche vengono rinchiusi nei centri di detenzione, dove le condizioni di vita sono terrificanti. Come Unhcr stiamo lavorando con le autorità e con l'Oim perché si possano aprire al più presto dei veri centri di accoglienza nei quali ospitare migranti e rifugiati".

Il 'Giorno' intervista il vescovo di Noto, Antonio Staglianò: "Una cosa è accogliere gli immigrati, che sono nostri fratelli, figli di Dio, un’altra è organizzare l’accoglienza. Non basta dire ‘accogliamo, accogliamo’. Lo Stato ha il compito di verificare che nel sistema di solidarietà non si inserisca la criminalità, non ci sia qualcuno che lucri o si lasci corrompere dagli scafisti".

Sempre al 'Giorno', Carmelo Abela, ministro degli Affari esteri di Malta, sostiene: "Le leggi che regolano i soccorsi e gli sbarchi sono quelle stabilite dalla Convenzione dell’Onu sul diritto del mare. Malta si adegua rigorosamente al diritto internazionale, che prevede che le persone soccorse in mare debbano essere portate nel porto sicuro più vicino. In questo caso l’Italia, a Lampedusa. Per noi non era una questione di numeri (3 migranti a bordo, ndr) o di chi ha effettuato il soccorso, ma di principio".

In un'intervista al 'Tempo', Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, spiega: "L’eccesso di burocrazia è un fattore oggettivo di corruzione, perché, quando ci sono procedure lunghe e poco chiare, i rischi aumentano. La soluzione, quindi, è operare soprattutto attraverso la trasparenza e i meccanismi di controllo a monte. Quando è possibile verificare l’operato di un ufficio o un ente pubblico, anche attraverso il controllo civico dei cittadini, i margini si riducono notevolmente".

'Repubblica' intervista Angelo Cambiano, sindaco di Licata sfiduciato ieri, da mesi sotto scorta per la sua battaglia contro gli edifici abusivi: "Sono stato sconfitto da una classe politica inadeguata che ha devastato i territori, che ha perso un’occasione di riscatto che poteva essere anche di rilancio per la nostra terra. E soprattutto che ha perso il treno per affermare una cosa che dovrebbe essere scontata, e cioè che la legge si rispetta. Lo ribadisco: non è stata una scelta politica abbattere le case, c’erano sentenze della magistratura che andavano rispettate senza se e senza ma".

In un'altra intervista, alla 'Stampa', ricorda che "in due anni di amministrazione abbiamo demolito una settantina di immobili abusivi e questo a molti non è andato giù", mentre al 'Giorno' confessa: "Sono deluso e amareggiato, vengo sfiduciato solo perché ho fatto il mio dovere, quello di rispettare le sentenze che prevedevano la demolizione dei manufatti abusivi".

Sul tema il 'Manifesto' interpella Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente: "In Italia, dal 2001 al 2011, solo il 10,6% degli immobili è effettivamente andato giù. Una percentuale che precipita al 4% nella provincia di Napoli e rasenta lo zero a Reggio Calabria e Salerno. Il meccanismo si blocca per i ricorsi, per le difficoltà della macchina amministrativa e, spesso, perché i comuni non hanno i soldi da anticipare per le ruspe".

'Repubblica' intervista Giuseppe Nobiletti, sindaco di Vieste e imprenditore turistico, dopo L’agguato di San Marco in Lamis: "Siamo molto preoccupati, perché il turismo è la nostra ricchezza. L’anno scorso la sola città di Vieste fece 2 milioni di presenze estive, prima tra le mete pugliesi. Le località del Salento, malgrado l’attenzione mediatica, non fanno questi numeri. Se dovessimo subire il contraccolpo legato al danno d’immagine della guerra di mafia sarebbe molto grave".

Parla di caporalato, con 'Avvenire', Monsignor Luigi Renna, vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano: "Il problema c’è ed è presente in tutta la Puglia. La difficoltà più grande è farne prendere coscienza a lavoratori e imprenditori che si sono quasi assuefatti a questa mentalità. Noi denunciamo con forza che il caporalato da una parte è illegale e non rispettoso della dignità della persona, dall’altra è un sistema che non permette neanche lo sviluppo economico. Credo perciò che le associazioni dei lavoratori debbano fare un grande lavoro di coscientizzazione".

Sul fronte sanità alla 'Stampa' Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, dice: "Dobbiamo lavorare con i colleghi del Meridione per un piano di investimenti che parta proprio dal Sud. Al Centro-Nord siamo pieni di medici originari del Sud che fanno un ottimo lavoro e di pazienti con la valigia. Se si torna a investire in queste regioni, anche il problema sovraffollamento nel Nord si potrà ridimensionare".

Con 'Repubblica', Paolo Virzì, regista nato a Livorno che ambientò il suo pluripremiato primo film, 'La bella vita', a Piombino, dice: "Quello che avevamo immaginato per gioco nel film, mettersi in proprio, andando al di là della pineta, era una premonizione. La zona a sud dell’acciaieria, i nuovi stabilimenti balneari, il cibo, l’accoglienza poteva essere l’alternativa: il territorio faceva sperare in un destino diverso. La verità è che anche nella gastronomia ci sono luci e ombre. La sicurezza del lavoro non c’è più, tutto è diventato più fragile".

In un'intervista al 'Giorno', l’economista della Cattolica, Marco Fortis, spiega: "Abbiamo attraversato una crisi senza precedenti, durata la bellezza di oltre sette anni, durante i quali abbiamo perso quasi un quarto della capacità produttiva industriale, con moltissime imprese marginali spazzate via. Questa crisi, rispetto agli altri Paesi che hanno vissuto solo lo scoppio della bolla immobiliare, è stata aggravata dall’austerità che ha determinato un calo enorme della produzione industriale. Mancano imprese e reddito disponibile delle famiglie. Ma negli ultimi mesi c’è stata un’accelerazione molto consistente, che supera il tasso degli altri Paesi più forti come Germania, Francia, Spagna e Olanda. Il fermento è evidente, ma è chiaro che le imprese per tornare a livelli pre-crisi dovranno avere una crescita a due cifre".

'Italia Oggi' intervista l'imprenditrice Marina Salamon, che dei giovani dice: "Non è vero che siano viziati o cretini, come dice qualcuno. Anzi, chi lo dice, ha maturato una negatività, che proietta sulla realtà come una lettura cinica. Io incontro sempre più spesso giovani non carrieristi che, nel lavoro, cercano innanzitutto dignità, con uno sguardo giusto sul futuro".

Il 'Giorno' intervista l'imprenditore Gianluca Vacchi, che sottolinea: "A prescindere dall’entità patrimoniale di ognuno di noi, se i tuoi consulenti ti dicono che ci sono state delle irregolarità nel conteggio degli interessi, mi sembra normale voler far chiarezza. E si è arrivati al contenzioso".

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