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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

LAVORO
Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

"La profondità della crisi del nostro settore, che ha carattere strutturale, non può essere spiegata soltanto con l'andamento negativo del ciclo economico. Io credo che una delle cause principali sia dovuta all'avvento del digitale, che ha portato a una trasformazione profonda e irreversibile del modo di fare editoria. Dopo sei secoli dalla rivoluzione tecnologica di Gutenberg, con la stampa a caratteri mobili, tutto è cambiato, tutto si è trasformato. Apro una parentesi: io non sono tra coloro che pensano che il digitale sia il male assoluto e che tutto il bene stia nell'editoria tradizionale. La disintermediazione introdotta dalla rete, ad esempio nel commercio, è un fatto di grande rilevanza, è un elemento di progresso". Così, in un'intervista a Il Manifesto, Maurizio Costa, presidente della Fieg, ex amministratore delegato di Mondadori ed ex presidente di Rcs.

"Questa vicenda ha portato a un maggiore rigore di tutta la procedura, non solo per quanto riguarda gli abusi di carattere sessuale ma in generale i comportamenti sul luogo di lavoro. Abbiamo tre misure che sono state messe in atto in Gran Bretagna e che adesso sono estese a tutto il resto della confederazione. La prima riguarda la formazione continua del personale sui comportamenti nei luoghi di lavoro. La seconda riguarda una maggiore sicurezza nella selezione, inserendo filtri anche nei casi di emergenza umanitaria, quando c' è bisogno di personale in tempi molto rapidi, con controlli accurati sul passato professionale delle persone. Terzo e ultimo punto riguarda la possibilità di aprire dei canali di denuncia protetta dove chi ha subito un comportamento scorretto o chi ne è stato testimone possa parlare senza timore di pagarne le conseguenze. Nonostante questo, però, nel 2017 ci sono state 87 segnalazioni di comportamenti impropri". Così, in un'intervista a Il Manifesto Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia.

"Dobbiamo aiutare le imprese, riducendo il cuneo fiscale e favorendo gli investimenti perché gli italiani non chiedono l'elemosina ma vogliono lavorare. La flat tax è l'obiettivo ma bisogna partire gradualmente. Noi proponiamo di passare subito a 3 aliquote portando la mediana al 27% e allo stesso tempo estendere la no tax area. Sto parlando di una manovra da 2 punti di Pil, che è dunque realizzabile. e' inutile fare promesse se poi non si possono mantenere! Ecco il nostro impegno primario è quello di misurarci sulla serietà delle proposte e non sugli slogan". Così, in un'intervista a Il Sole 24 Ore, Maurizio Lupi, coordinatore di Noi con l'Italia.

Con il provvedimento firmato il 5 febbraio 2018 dal direttore dell'Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, viene accolta la richiesta, si legge su Italia Oggi, presentata dal Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro al tavolo di confronto con il Fisco del 13 novembre 2017, di semplificare gli adempimenti legati allo spesometro. "Siamo favorevoli a tutto ciò che modernizza il Paese e le procedure -ha commentato la presidente del Consiglio nazionale dell'ordine, Marina Calderone- ma non possiamo guardare al futuro attraverso lo specchietto retrovisore. Gli imprenditori dovranno essere messi in condizione di poter incassare le loro fatture e questo non può dipendere dalla fluidità o meno della linea internet".

"Il contratto è solo l'ultimo tassello di un percorso portato avanti in questi mesi con tutte le parti. La riforma 107 ha immesso molte innovazioni nel sistema che, forse, all'inizio non sono state tutte accompagnate come dovuto. In questi mesi c'è stato un grande sforzo per dare supporto alle scuole e a tutte le sue componenti. Credo che questo abbia sostenuto anche un miglioramento dei rapporti fra le parti". Così, in un'intervista a Italia Oggi, Vito De Filippo, sottosegretario all'Istruzione del governo Gentiloni.

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