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Congresso Uiltec, confronto internazionale su lavoro e diritti

LAVORO
Congresso Uiltec, confronto internazionale su lavoro e diritti

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Lavoro, diritti, sviluppo. In Europa e nel mondo. Questi i temi che oggi sono stati al centro della tavola rotonda 'Industria e manifattura, scenari a confronto', tenutasi al congresso nazionale della Uiltec, alla stazione marittima di Napoli, moderata dal giornalista Massimo Mascini. Un confronto sulle prossime sfide del lavoro, dell'industria e del sindacato. Come ha sottolineato Luc Triangle, segretario generale Industriall European trade union, che ha ricordato la campagna del sindacato europeo per l'aumento dei salari dei lavoratori.

"Senza salari adeguati, senza possibilità di acquistare prodotti -ha affermato- non c'è crescita, è negativo per industria ed economia. Abbiamo perso 4 milioni di posti di lavoro negli ultimi 10 anni in Europa, per rilanciare economia ed industria è necessario che ci sia un effetto da questa campagna che abbiamo lanciato per un aumento dei salari in Europa".

Per Triangle, "c'è stato in Europa uno smantellamento del contratto collettivo di lavoro, in particolare in Romania e Bulgaria; anche in Italia c'è il problema dei contratti 'pirata', come in settore tessile con contratti da 5-6 euro l'ora".

Per Triangle, l'azione del sindacato, per raggiungere risultati, deve seguire una strada unitaria: "Noi abbiamo nella nostra federazione industriale -ha spiegato- tutti i sindacati dell'industria europei. L'unità e la cooperazione, e non la competizione, sono importanti. Senza coordinazione e unità non si può lavorare su tutti gli obiettivi del terreno sindacale. L'Europa ha bisogno di politiche industriali coordinate per il futuro, perché l'industria è la base dello Stato sociale, che senza di essa, e solo con il settore dei servizi, perde forza".

"L'Europa deve investire su infrastrutture, innovazione, ricerca e sviluppo. E l'Europa ha bisogno di una politica energetica comune", ha detto Triangle.

Come ha osservato Kemal Ozkan, segretario generale aggiunto dell'Industriall Global Union, "l'industria manifatturiera deve diventare il motore dell'economia mondiale".

"A livello mondiale -ha sottolineato- abbiamo due situazioni diverse: nei paesi sviluppati c'è il declino dell'industria e dell'economia generale che crea problemi sociali; nei paesi in via di sviluppi ci sono investimenti che creano occupazione ma che non è sufficiente per sopravvivere per i lavoratori, per via dei salari troppo bassi come i 30 euro al mese in Etiopia per i lavoratori del tessile. C'è quindi bisogno di occupazione, ma quella che c'è non è quella che vogliamo. Non è il mondo giusto che vogliamo per tutti i lavoratori".

Per Ozkan, "si deve lottare insieme per cambiare il sistema politico ed economico di oggi". "Va cambiato - ha ribadito - perché crea molti problemi sia nei paesi in via di sviluppo che in quelli sviluppati, ed è missione per sindacato mondiale realizzare un mondo più giusto per tutti". Un ruolo centrale, per Ozkan, quello del sindacato perché "abbiamo un dovere importante, quello di portare le voci dei lavoratori nelle istituzioni economiche e politiche mondiali".

E dalla Germania arriva preoccupazione per la situazione politica italiana, come ha spiegato Michael Wolters, responsabile internazionale sindacato tedesco chimici Sgcbe: "M5S e Lega preoccupano per la loro visione dell'Europa, e di questo rischia di risentire l'export del vostro Paese nei prossimi anni".

E in Germania il sindacato punta sulla sempre maggiore sindacalizzazione dei lavoratori. "Nell'ultimo congresso abbiamo messo in luce -ha ricordato- diversi punti. Innanzitutto, più sindacalizzazione in quelle aziende in cui ci sono meno iscritti. Con due punti importanti. Puntare sugli impiegati, dando loro servizi. E poi rafforzarsi sui lavori 'verdi' spiegando ai lavoratori che l'iscrizione al sindacato è importante anche per il contributo che possono dare nella crescita del sindacato tedesco".

"E poi da qui al 2020 -ha continuato- puntiamo a rafforzare la presenza delle donne nel sindacato tedesco che fino ad oggi è basso, e lo vogliamo fare andando a parlare con le donne nelle fabbriche. Sicuramente, l'altro punto è di rafforzare la formazione per i quadri sindacali sulle nuove sfide che si dovranno affrontare nei prossimi anni".

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