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A Forte dei Marmi 8 marzo con gli autoritratti della palestinese Nidaa Badwan

Fermata dai miliziani di Hamas per l'abbigliamento troppo vistoso, si chiuse in casa 14 mesi

DATI
A Forte dei Marmi 8 marzo con gli autoritratti della palestinese Nidaa Badwan

Un autoritratto di Nidaa Badwan

Si chiama 'Cento Giorni di Solitudine' la mostra fotografica di Nidaa Badwan, che il Comune di Forte dei Marmi propone per l’8 marzo, Giornata internazionale della donna. La mostra, che resterà aperta fino al 30 aprile, è allestita presso la sede della Fondazione Villa Bertelli (viale Giuseppe Mazzini 200 - Forte dei Marmi) ed è visitabile venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 19.

L’artista palestinese Nidaa Badwan si chiuse in una stanza, la sua camera, e ci rimase quattordici mesi, per protestare contro i miliziani di Hamas che l’avevano fermata apostrofando il suo abbigliamento troppo “colorato”.

"Se è facile pensare che per il titolo si prenda spunto dal capolavoro di Gabriel Garcia Marquez, -dichiara a Labitalia Giuliana Cecchi, consigliere delegato Pari Opportunità del Comune di Forte Dei Marmi- lo è altrettanto immaginare 'Una stanza tutta per sé' di Virginia Woolf dove per le donne, poiché all’interno della casa era loro precluso un spazio fisico dove potersi dedicare all’arte, la stanza assumeva metaforicamente un ambiente intimo, sinonimo di libertà, di indipendenza economica e intellettuale, che è ciò che alla fine è richiesto per il concepimento e realizzazione di un’opera. Nella stanza chiusa, solo all’apparenza, entrano un tripudio di colori e luci che aprono lo spaccato su una vita quotidiana, fatta di gesti, come fare un caffè, sbucciare cipolle, cucire, mai banali perché l’artista con suoi scatti riesce a svincolarli da una realtà temporale esterna e rimane forte l’invito allo spettatore a farne parte".

Alla fine di gennaio gli amici avevano convinta Nidaa a uscire. Avrebbe dovuto partecipare all’inaugurazione della sua mostra 'Cento giorni di solitudine', portata a Gerusalemme Est e in Cisgiordania dal Centro culturale francese. Gli israeliani non le hanno concesso il permesso di lasciare la Striscia. Nidaa è poi arrivata a Montecatini Terme grazie al decisivo lavoro diplomatico di Padre Ibrahim Faltas, responsabile dello Status Quo nella Basilica della Natività di Betlemme, noto per aver vissuto e partecipato alle dure vicende del conflitto tra Israeliani e Palestinesi durante l’assedio armato alla Basilica della Natività di Betlemme nel 2002.

La mostra 'Cento giorni di solitudine' è organizzata a Forte dei Marmi in collaborazione con il Soroptimist International, organizzazione mondiale di donne impegnate in attività professionali e manageriali che ha come finalità il rispetto dei diritti umani per tutti, lo spirito di solidarietà, la pace nel mondo, l’avanzamento della condizione femminile.

"Abbiamo voluto raccogliere -dichiara a Labitalia la presidente del Soroptimist Club di Viareggio-Versilia, Coletta Parodi Guardi- il messaggio che ci viene dal volto, dai gesti e dagli sguardi accorati, che si levano da quelle stupende immagini colorate di '100 giorni di solitudine', un messaggio che scuote le coscienze, voce di chi non ha voce, grida di chi non può vivere liberamente, vestirsi come vuole e decide di rinchiudersi nella sua stanza, in un esilio autoimposto per protestare pacificamente contro il conflitto che da anni imperversa in Palestina e nella striscia di Gaza".

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