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Checkpoint Systems, priorità investire in R&S anche per Rfid

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Checkpoint Systems, priorità investire in R&S anche per Rfid

"Investire in ricerca e sviluppo e innovare, oggi, deve rappresentare una priorità per le aziende italiane, di qualsiasi settore. A questo proposito, l’introduzione di uno strumento come l’Rfid può migliorare la gestione del business a 360 gradi, con risultati essenziali anche in termini di Roi". Ad affermarlo è Alberto Corradini, Country Manager Italy di Checkpoint Systems, leader mondiale per le soluzioni di disponibilità della merce nel settore retail.

"Tra i beni inclusi nel Piano nazionale Industria 4.0, infatti, e interessati, quindi, da super e in particolare iperammortamento, figurano anche - ricorda - le tecnologie Rfid, Radio Frequency Identification, in qualità di sistemi intelligenti e connessi per la marcatura e la tracciabilità dei lotti produttivi e/o dei singoli prodotti, di cui Checkpoint Systems è fornitore leader a livello mondiale. Si tratta, infatti, di una tecnologia chiave, che si inserisce a pieno titolo nel contesto di questa rivoluzione come espressione dell’Internet of things".

"Il tag Rfid funziona, infatti, attraverso un chip e un’antenna, che comunicano in radiofrequenza, attivando - spiega - uno scambio di dati: per questo motivo, è quindi in grado di leggere codici e fornire informazioni, custodite in un database elettronico, il quale non può essere nemmeno falsificato, perché provvisto di un codice seriale identificativo unico".

"Tutto questo - prosegue - cambia in modo radicale il flusso e la quantità dei dati che vengono trattati grazie alla tecnologia e all’informatica, con benefici che interessano tutte le fasi, dalla supply chain alla produzione, al time to shelf, e per i settori più diversi, dall’industria all’alta moda, sostenendo, inoltre, la lotta anti-contraffazione". Infatti, osserva, "considerando le logiche di produzione e gestione, il tag aumenta la tracciabilità e la protezione delle diverse componenti e dei prodotti, velocizzando e aumentando la precisione di questi processi, anche lato cliente i benefici non sono trascurabili".

"Nel mondo del retail, ad esempio, grazie alla tecnologia Rfid - sottolinea - è possibile monitorare in modo capillare e in tempo reale gli stock, evitando lo spreco ma anche le vendite perse a causa di prodotti non più disponibili in inventario. Inoltre, in termini di customer experience, sarà possibile offrire al cliente una vera e propria esperienza d’acquisto, strutturata e organizzata secondo le sue effettive necessità, e con una strategia di tipo multicanale, in linea con quella attuata anche lato marketing, e che rispecchi le attuali abitudini di acquisto dei consumatori".

"A vincere la sfida del futuro, quindi, saranno i retailer in grado di sfruttare il più possibile la tecnologia per rispondere al meglio alle necessità interne e dei propri clienti", conclude.

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