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Consulenti lavoro, cuochi e baristi tra professioni 'vincenti'

PROFESSIONISTI
Consulenti lavoro, cuochi e baristi tra professioni 'vincenti'

Un 'esercito' di commessi, cuochi, camerieri, baristi, facchini e addetti alle consegne. Queste le professioni 'vincenti', e cioè che registrano la crescita in valori assoluti più elevata dal 2012 al 2016, secondo la ricerca 'L’impatto della quarta rivoluzione industriale sulla domanda di professioni. Le professioni vincenti e perdenti: quale relazione con la diffusione dei robot e dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi', realizzata dall'Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro e presentata oggi in occasione dell'apertura del Festival del lavoro promosso dai consulenti del lavoro al Lingotto di Torino.

Secondo la ricerca, in generale, si può affermare che "ancora non si percepiscono effetti significativi della quarta rivoluzione industriale sul sistema produttivo e che le professioni vincenti sono esercitate da occupati che lavorano in gran parte nelle imprese dei settori economici in crescita". Al primo posto, fra le prime 20 professioni vincenti, si trovano i commessi addetti alla vendita al minuto, che cumulano un saldo positivo complessivo negli ultimi 5 anni di oltre 250 mila unità di lavoro. La seconda professione per entità del saldo positivo delle unità di lavoro è quella di addetti agli affari generali, con una quota di saldo cumulato pari 108 mila unità di lavoro. Svolgono le mansioni d’impiegato amministrativo o attività di back office nelle imprese di ogni settore.

Al terzo posto si trovano i facchini addetti allo spostamento delle merci (102 mila unità). Seguono, in ordine decrescente, gli addetti alla pulizia di uffici e negozi (77 mila unità), i segretari (69 mila unità), gli autisti di mezzi pesanti e camion (68 mila), gli autisti di taxi e di furgoni (57 mila unità), gli addetti all’imballaggio e al magazzino (51 mila unità), il personale non qualificato nei servizi di ristorazione (39 mila), i cuochi (35 mila unità), i baristi (28 mila), gli addetti alla preparazione e alla cottura di cibi (27 mila unità) e i camerieri (25 mila unità).

Solo a partire dal quattordicesimo posto si trova la prima professione altamente qualificata: analisti e progettisti di software che cumulano un saldo di 25 mila unità. Dopo gli addetti all’accoglienza nei servizi turistici (21 mila unità), seguono altre due professione altamente qualificate: disegnatori industriali (20 mila unità) e professioni sanitarie riabilitative, tra le quali fisioterapisti, ortottisti, terapisti della neuro e della riabilitazione psichiatrica, ed educatori professionali (19 mila unità). Le ultime due professioni del primo gruppo di venti sono quelle di estetisti e truccatori, grazie alla sempre più diffusa domanda del settore del benessere e del fitness (15 mila unità) e addetti ai call center senza funzioni di vendita (15 mila unità).

Nel secondo gruppo di trenta si trovano numerose professioni altamente qualificate (14 su 30), assieme a quelle mediamente o non qualificate, ma con un saldo complessivo abbastanza modesto, da 14 mila a 7 mila unità. Tra le prime, i tecnici programmatori ed esperti in applicazioni, tecnici del reinserimento di persone disabili, professori di scuole di ogni livello, tecnici del marketing, specialisti nei rapporti con il mercato, farmacisti, progettisti e amministratori di sistemi, tecnici dell’organizzazione dei fattori produttivi, ricercatori e tecnici laureati in matematica, fisica e chimica.

Seguono le professioni qualificate nei servizi personali e assimilati (+49 mila; +11,2%) come badanti, assistenti domiciliari, accompagnatori di invalidi, operatori socioassistenziali e addetti alla sorveglianza dei bambini, braccianti agricoli (+45 mila; +16,2%), professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (+34 mila; +18,2%) come massaggiatori, massofisioterapisti e puericultrici, addetti alle attività di pulizia (+33 mila; +6,1%) e professori di scuola secondaria (+33 mila; +7,8%).

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