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Lazio: Federmanager Roma, management industriale pronto per rilancio Capitale

SINDACATO
Lazio: Federmanager Roma, management industriale pronto per rilancio Capitale /FOTO

Un momento del tavolo

Il management industriale del Lazio pronto a offrire un contributo al rilancio della capitale. Diverse le proposte individuate: dal consolidamento del polo logistico di Santa Palomba, alle interconnessioni smart strada-rotaia tra il Porto di Civitavecchia, gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino e la città di Roma; dallo sviluppo di energie rinnovabili, a un sistema completo e integrato di carico-scarico merci, fino al completamento del Parco archeologico di Ostia antica-Porti di Claudio e Traiano a Fiumicino per promuovere lo sviluppo ulteriore dei traffici passeggeri (FOTOGALLERY).

Sono queste le priorità emerse oggi al tavolo 'Logistica: connettere Roma per connettere l’Italia. La variante dei manager per la competitività', con il quale Federmanager Roma ha creato un momento di confronto tra i principali stakeholder della città e con i policy maker interessati. Sono intervenuti: David Sassoli, vicepresidente del Parlamento europeo, Riccardo Nencini, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Michele Civita, assessore alle Politiche del territorio, alla mobilità e ai rifiuti della Regione Lazio, Carlo Mearelli, vicepresidente Fict, Paolo Cannavò, vicepresidente Fecc e Stefano Cuzzilla, presidente Federmanager nazionale.

"Abbiamo invitato gli stakeholder -ha spiegato il presidente di Federmanager Roma, Giacomo Gargano- a ragionare sulle proposte concrete che Federmanager sta portando avanti, dentro e fuori dal Parlamento, per il processo di ripresa e sviluppo al quale Roma e il Lazio ambiscono. La realtà industriale del Lazio è rappresentativa di quella nazionale per la presenza di imprese locali vivaci e di grandi Gruppi nazionali e multinazionali, per questo il contributo dei manager industriali del territorio non può mancare. Come unica organizzazione di rappresentanza del management industriale -ha continuato Gargano- Federmanager è in grado di offrire l’apporto professionale ed esperienziale necessario a risolvere le situazioni più delicate che la capitale si trova ad affrontare in un’interazione costante con le istituzioni".

In attesa della imminente presentazione del piano strategico di programmazione di investimenti del Tavolo per Roma, i partecipanti hanno discusso di come mettere definitivamente a regime le proposte di Federmanager. "Qualcuno deve chiarire -ha esortato Stefano Cuzzilla, presidente nazionale di Federmanager- quale sia il progetto per questa città, perché l’impressione è che manchi una visione di futuro. Accogliamo certamente con favore la costituzione di un tavolo per Roma e le iniziative ministeriali che stanno riguardando la logistica nazionale: ci auguriamo che si proceda per priorità, con pianificazione e investimenti adeguati. Noi manager ci rendiamo disponibili tanto nella fase di discussione quanto in quella di execution. Se ci muoviamo in tempi brevi e con coerenza possiamo ancora realizzare il sogno di una grande Capitale, sostenibile, competitiva e connessa con il resto d’Italia e d’Europa".

Nel novembre 2016, Federmanager Roma ha organizzato un convegno sullo stesso tema affermando che l’Italia avrebbe guadagnato almeno 80 miliardi di euro realizzando un sistema efficace per la logistica e il trasporto. In quell’occasione veniva fatta richiesta alle istituzioni nazionali e locali di intraprendere al più presto una serie di azioni, individuate sulla base di alcune proposte sistematico-logistiche, per il rilancio della capitale e per il consolidamento dell’economia regionale.

Quest’anno si è assistito a un generale cambio di passo su questi temi: oggi si parla frequentemente di Piano strategico nazionale della Portualità e della Logistica, di Piastra logistica nazionale, di Strategie di specializzazione intelligente e di Piano logistico della Regione e infrastrutture collegate ai Pon. Tuttavia permangono secondo Federmanager Roma, alcune criticità che richiedono una ridefinizione delle priorità e una azione immediata.

"Prendiamo atto dei passi avanti -ha detto ancora Gargano- ma non possiamo non rilevare la scarsa attenzione verso l'interazione con il sistema di scambi europeo così come alcune incertezze residue e complessità nel Codice degli appalti per la realizzazione delle opere prioritarie unita a una generale mancanza di assunzione di una responsabilità sociale verso e nel sistema economico, in particolare per quanto riguarda il coinvolgimento dei principali corpi intermedi, come Federmanager".

Per questo diventa urgente, secondo i manager capitolini: l’avvio dei tre poli logistici: l’area di scambio di Santa Palomba, l’asse intermodale di Roma smistamento e l’asse aeroportuale di Fiumicino anche in rapporto alla vicenda Alitalia; un piano per rendere funzionale la 'distribuzione urbana sostenibile' e l’accesso alla città di Roma; un programma per rivalutare e riutilizzare il capitale fisso disponibile; una migliore destinazione sia degli spazi della Nuova Fiera di Roma e di quelli dell’Interporto di Civitavecchia oggi all’asta sia di quelli delle caserme dismesse a Roma;

E ancora: una collaborazione integrata pubblico-privato nel settore cultura e turismo per la realizzazione del Parco archeologico di Ostia antica-Porti di Claudio e Traiano; il collegamento ferroviario dedicato Roma-Civitavecchia, il completamento della Roma-Latina e della Terni- Rieti-Civitavecchia per favorire il trasporto passeggeri del Porto di Civitavecchia e un sistema di trasporto fluviale Fiumicino-Roma per diversificare il trasporto pubblico locale ed ampliare l’offerta turistica.

"La percezione dell'Europa è che l’Italia stia perseguendo una strada giusta -ha detto il vicepresidente del Parlamento Europeo, David Sassoli- e credo che se riuscissimo a diminuire la burocrazia a migliorare alcune infrastrutture potremmo addirittura diventare un modello per il Mediterraneo. E' chiaro che una piattaforma logistica come è l'Italia per il Mediterraneo può essere un vantaggio per tutta l'Europa che naturalmente si aspetta che il nostro paese aumenti gli investimenti".

Quanto al Lazio, per il deputato europeo, “con 14mila aziende e più di 330 mila addetti che lavorano nella logistica ha numeri importanti che possono aumentare con gli investimenti che la Regione ha in programmazione il suo posizionamento geografico la pone al centro delle autostrade del mare e nel cuore delle reti Ten europee". "Lo sviluppo però -ha concluso Sassoli- deve essere concertato e condiviso con la Capitale e integrato con tutto il resto dei trasporti. Solo così Roma e Lazio saranno davvero competitivi nel sistema italiano ed europeo".

Per il viceministro, Riccardo Nencini, "Roma è in grado, con Milano, di fare la differenza per la produttività del nostro Paese, ma dobbiamo cominciare a pensarla non come città ma come area metropolitana larga con un assetto infrastrutturale complesso tra Fiumicino e Civitavecchia".

"Ora: è necessario - ha avvertito - mettere la capitale in condizione di esercitare un ruolo che non si esaurisca al solo Colosseo ma che sia un propulsore economico e industriale per rendere l’Italia più competitiva. Per farlo c’è bisogno di una assunzione di responsabilità collettiva, da parte sia delle istituzioni che dei corpi intermedi, come Federmanager. Dobbiamo fare delle scelte perché i soldi per tutti non ci sono. Certo, sono diverse le questioni da affrontare ma bisogna avere il coraggio di pianificare i grandi investimenti di rete su piattaforme con significati forti per la nazione, di darci delle priorità che ci restituiscano una visione”.

Per Nencini, il metodo di lavoro instaurato con la Regione Lazio potrebbe essere un modello: “Abbiamo fatto un buon lavoro, è il primo protocollo d’intesa in Italia che mette allo stesso tavolo tutti i soggetti istituzionali deputati a decidere sulle infrastrutture. Oggi, ad esempio, se interveniamo su Fiumicino o Civitavecchia abbiamo tutti gli stakeholder in collegamento: un buon strumento per tagliare i tempi, difatti cominciamo a vedere atti concreti e ad essere ottimisti”.

Quanto a Roma per il viceministro: "La scommessa parte da quelle centinaia di km di ferro che la capitale ha già in pancia, pensate a come potrebbe cambiare la mobilità civica mettendo a regime solo pochi km, già questo piccolo investimento potrebbe portare benefici immensi".

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