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Ibm: nelle università con Bluemix, da Napoli partono due progetti

CYBERNEWS

Primo bilancio per Ibm dopo il tour accademico 2014-2015 che ha coinvolto sei università italiane per lo sviluppo di startup e progetti basati sulla piattaforma cloud Bluemix. Centinaia le adesioni di studenti dei corsi di laurea triennali e magistrali in Computer Science e Ingegneria Informatica. Il segnale più forte, scrive Ibm in una nota, è arrivato dalla Federico II di Napoli: dopo le due edizioni del corso alle quali hanno partecipato 120 persone, docenti, dottorandi in ricerca e studenti di Programmazione I e di ingegneria del software sono già al lavoro su un paio di progetti collaborativi.

Sotto la guida di Paolo Maresca, associate Professor Ph.D Computer Engineering al DIETI – Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell’Informazione – una trentina di giovani è infatti coinvolto su due specifici fronti che hanno in Bluemix il comune denominatore. Da un lato per lo sviluppo, con scopi didattici e di ricerca, di un’applicazione multipiattaforma per ambiente Android e, dall’altro in collaborazione con la Ohio State University at Stark per la produzione di materiale didattico in uso a docenti e a studenti americani fino ai 12 anni di età.

Altri 60 ragazzi sono ormai pronti a entrare in gioco per usare stabilmente la piattaforma di Ibm e questo avverrà entro i prossimi tre mesi, proseguendo così il programma di sviluppo software applicativo - data base, interfacce tablet, video, strumenti di organizzazione e coordinamento dei gruppi - che, nel caso della Federico II di Napoli si tradurrà in riconoscimenti per il curriculum formativo degli stessi studenti.

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