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Svegli tutta la notte a navigare, un giovanissimo su 2 catturato dal vamping

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Svegli tutta la notte a navigare, un giovanissimo su 2 catturato dal vamping

(Foto Fotogramma

Esplode l'insonnia digitale dei preadolescenti. Fra gli 11 ed i 13 ben un ragazzino su due naviga tutta la notte su internet ad insaputa dei genitori, mentre uno su tre ammette di essere stato adescato da un adulto attraverso profili fake. Insomma il vamping, cioè la tendenza dei ragazzi a trascorrere l'intera notte sul web, sta già catturando schiere di giovanissimi.

E se non sorprende che l’utilizzo che i giovanissimi fanno di internet sia prevalentemente focalizzato sulle chat di WhatsApp (95%), i nuovi social network come music.ly (78%) ed i giochi online come Clash Royal (65%), ben il 90% ammette di condividere sui social con sconosciuti contenuti privati ed informazioni personali. E' il quadro che emerge dall’indagine su Internet e minori in Italia condotta da Eset.

Secondo gli analisti del colosso europeo che produce software per la sicurezza digitale, tra gli 'incidenti online' più frequenti commessi dai preadolescenti su internet è abbonarsi involontariamente almeno una volta a servizi a pagamento nel tentativo di ottenere contenuti o giochi gratuitamente, un errore che coinvolge ben l'80% dei ragazzini in quella fascia di età. Ma non solo.

Ben il 40% dei preadolescenti italiani intervistati ha subito delle infezioni dei dispositivi da malware cliccando sui contenuti social. In pochissimi, segnalano gli analisti, conoscono l'esistenza di soluzioni di navigazione protetta per minori, appena il 10%, ma molti dei ragazzi, pari al 70%, dichiarano che non avrebbero problemi a farle installare sui propri dispositivi dai loro genitori.

I risultati dell’indagine Internet e minori in Italia sono stati raccolti grazie al progetto "Io Navigo Sicuro - lezioni di Cyber Security" organizzato da Eset per sensibilizzare gli alunni, i docenti, i genitori ed i dirigenti scolastici delle scuole medie sulle opportunità che l’utilizzo di Internet offre ma anche sulle insidie nascoste sul web. "Abbiamo riscontrato tra i genitori una sensazione di inadeguatezza nel far fronte alle capacità tecnologiche dei ragazzi, reputati troppo più bravi nell'uso dei nuovi dispositivi" sottolinea Massimiliano Ghelli, Technical Specialist di Eset Italia.

"Durante le lezioni del Progetto Io Navigo Sicuro, ha destato molto scalpore -continua Ghelli- la dimostrazione di quante informazioni vengono condivise dai giovanissimi sui social e che possono diventare potenzialmente pericolose nelle mani sbagliate". "I ragazzi si sono rivelati molto preparati sulle azioni più giuste da intraprendere nei casi di cyberbullismo, ma -avverte Ghelli- analizzando alcune situazioni reali verificatesi nelle scuole è venuto alla luce che tali comportamenti non sono purtroppo stati messi in pratica". Il manager quindi la grande necessità di "educazione alla cyber security, rivolta tanto ai minori quanto ai loro genitori, e di attenzione alla prevenzione, da attuare anche con strumenti di protezione e controllo della navigazione di un minore su Internet".

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