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Pasti saltati e cibi banditi, già a 8 anni disturbi alimentari in agguato

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Pasti saltati e cibi banditi, già a 8 anni disturbi alimentari in agguato

Pasti saltati, alimenti messi al bando fin dai 2-3 anni, con ragazzini sempre più magri o, al contrario, ossessionati dal cibo già a 8-9 anni. "Non so cosa fare. Non assaggia niente. Non sembra proprio interessato al cibo. Questo non riesco a farglielo mangiare…". Frasi che fanno parte dell'esperienza di molti genitori. In molti casi si tratta di problemi che si risolvono spontaneamente, ma talvolta tendono a protrarsi nel tempo e a trasformarsi in veri e propri disturbi. La VI giornata nazionale del fiocchetto lilla, che si celebra il 15 marzo, è l'occasione per i medici del Bambino Gesù di Roma di sottolineare l’importanza dei primi segnali di disturbi alimentari cui le famiglie dovrebbero prestare la dovuta attenzione, "senza allarmismi".

In agguato non solo anoressia o bulimia, ma anche l'Arfid o Disturbo dell'alimentazione evitante/restrittivo, il più recente tra i disturbi alimentari ad essere stato classificato secondo i criteri del Dsm-5, il manuale statistico e diagnostico più usato in psichiatria. Come la bulimia e l'anoressia nervosa, può causare complicanze, anche gravi, se non trattato precocemente. "La cura di questi disturbi che esordiscono in età sempre più precoce richiede il tempestivo intervento di un'équipe multidisciplinare e la completa collaborazione della famiglia", dicono i medici dell'ospedale pediatrico del Gianicolo.

Per rispondere ai dubbi e alle domande di mamma e papà, gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno organizzato una diretta Facebook (mercoledì 15 marzo dalle ore 15 alle 15.30) dedicata ai Disturbi Alimentari in età evolutiva. Per interagire con Stefano Vicari e Valeria Zanna - rispettivamente responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile e referente psichiatra per i Disturbi Alimentari dell’Ospedale - basterà connettersi al profilo facebook: https://www.facebook.com/ospedalebambinogesu/.

Il problema, spiegano gli esperti, è che i disturbi alimentari, in particolare l'anoressia nervosa, sono sempre più diffusi e l'esordio è sempre più precoce: "Negli ultimi anni si è registrato un abbassamento dell'età fino agli 8/9 anni". Un fenomeno collegato dagli specialisti all'abbassamento dell'età puberale nelle bambine e al sempre più diffuso impiego dei social network, che facilitano confronti con modelli di bellezza irraggiungibili. "Per la loro complessità, si tratta di disturbi che richiedono la maggiore collaborazione possibile tra figure professionali con differenti specializzazioni (psichiatri, pediatri, psicologi, dietisti, specialisti in medicina interna etc.)".

Ma di che numeri si parla? L'incidenza dell'anoressia nervosa è stimata in almeno 8 nuovi casi per 100.000 persone in un anno tra le donne, mentre è compresa fra 0,02 e 1,4 nuovi casi per 100.000 persone in un anno tra gli uomini. L’incidenza della bulimia nervosa è stimata in almeno 12 nuovi casi per 100.000 persone in un anno tra le donne e di circa 0,8 nuovi casi per 100.000 persone in un anno tra gli uomini. Le forme più gravi colpiscono rispettivamente circa lo 0,9% e l’1,5% delle donne. Nel caso dell’anoressia nervosa il rischio di morte è 5-10 volte maggiore di quello di persone sane della stessa età e sesso.

C'è poi l'Arfid (disturbo evitante/restrittivo nell’assunzione di cibo). Colpisce soprattutto i bambini, già da 2-3 anni fino alla preadolescenza, e in particolare i maschi. Può manifestarsi in diverse forme, la più comune delle quali è un eccessiva selettività del cibo: chi ne è affetto infatti potrebbe prediligere solo alimenti di un determinato colore o di una specifica consistenza. "L'Arfid può manifestarsi anche sotto forma di una assunzione insufficiente di cibo. Questo fa sì che chi ne è colpito possa non assumere tutte le sostanze nutritive necessarie, con possibili complicanze mediche e difficoltà che possono interferire con una corretta socialità", dicono gli esperti del Bambino Gesù. Il reparto di Neuropsichiatria Infantile dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù dispone di un servizio di consulenza telefonica, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Chiamando lo 06 6859 2265 un team di 5 psicologi esperti è pronto a dare una prima risposta ai problemi di natura psicologica e psichiatrica di bambini e ragazzi.

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