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L'allarme dell'Oms: intervenire contro la resistenza ai farmaci anti-Hiv

MEDICINA
L'allarme dell'Oms: intervenire contro la resistenza ai farmaci anti-Hiv

(Fotogramma)

Non solo super-bug resistenti agli antibiotici. A preoccupare l'Organizzazione mondiale della sanità ora sono anche i ceppi di Hiv resistenti ai farmaci. Secondo il rapporto dell'Oms diffuso oggi, in 6 degli 11 Paesi in Africa, Asia e America Latina monitorati, oltre il 10% delle persone in terapia antiretrovirale presentava ceppi di Hiv resistenti ad alcuni farmaci. La resistenza ai farmaci "è una minaccia crescente per la salute globale - ha detto Tedros Adhnom Ghebreysus, direttore generale dell'Oms - dobbiamo intervenire per contrastare i livelli crescenti di resistenza ai farmaci anti-Hiv se vogliamo raggiungere l'obiettivo mondiale di porre fine all'Aids entro il 2030".

Secondo le stime nel mondo 36,7 mln di persone convivono con l'Hiv, e 19,5 mln hanno accesso ai farmaci antiretrovirali (dati 2016). La maggioranza reagisce bene, ma preoccupa il crescente fenomeno della resistenza ai farmaci. Se non si interverrà, secondo un modello matematico potrebbero verificarsi 135 mila morti in più e 105 mila nuove infezioni nei prossimi 5 anni. Cosa fare? L'Oms sta mettendo a punto nuove linee guida mirate, per aiutare i Paesi a contrastare la resistenza ai farmaci anti-Hiv. Fin d'ora raccomanda ai singoli Paesi un attento monitoraggio del fenomeno, con interventi rapidi e mirati una volta individuati i casi farmacoresistenti.

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